Ance Sicilia
Collegio Regionale Costruttori Edili Siciliani
Comunicato stampa
Con il gasolio fino a 2,42 euro al litro e l’energia a 150 euro a MWh
all’ingrosso
schizzati alle stelle in Sicilia i prezzi dei materiali da costruzione
Ance Sicilia: “Queste sono speculazioni e non c’è solo il caro-energia:
avviare controlli e prevedere aiuti e compensazioni anche per questa
categoria”
Palermo, 13 marzo 2026 – “Evidenti speculazioni sul prezzo del gasolio e
del gas, che si riflettono su trasporti ed energia, fanno sì che le
imprese edili siciliane stiano pagando un costo altissimo che richiede
immediati aiuti”. Lo sostiene Salvo Russo, presidente di Ance Sicilia,
ritenendo che “i carburanti e il metano che si stanno vendendo adesso
risalgono a contratti e stoccaggi precedenti che nulla hanno a che fare
con la guerra in Iran cominciata appena una settimana fa” e che “non si
giustificano questi prezzi alle stelle”.
Dati alla mano, “nell’Isola rileviamo – dice Russo – un forte aumento
del prezzo del gasolio, che ieri in Sicilia, secondo la rilevazione del
Ministero delle Imprese, ha raggiunto 2,05 euro al litro al self
service, ma con punte tra 2,10 e 2,20 lungo la rete autostradale e in un
caso a 2,42 euro, con un incremento di quasi 1 euro al litro rispetto a
prima della guerra, che ci avvicina pericolosamente alla soglia di 2,50
euro, a fronte di un aumento di appena il 10% del prezzo del petrolio da
inizio anno, e che si traduce inevitabilmente in una maggiorazione del
costo dei trasporti. Inoltre, ieri il gas al Ttf di Amsterdam ha chiuso
a 50,9 euro a MWh, ma per contratti ‘future’ con scadenza a maggio 2026;
eppure, secondo il monitoraggio quotidiano del Gme, già ieri il prezzo
zonale dell’energia all’ingrosso (Pun Index) in Sicilia è stato di 151
euro a MWh, con punte di 222 euro, contro una media nazionale del Pun
degli ultimi mesi di 115 euro. Gasolio, gas ed energia incidono
notevolmente sui costi di produzione dei materiali che più ci
riguardano, come il ferro, l’acciaio, il cemento, il bitume e il
polietilene, e le ditte fornitrici hanno dovuto trasferire questi
maggiori oneri sui loro listini”.
Le imprese edili siciliane, impegnate nei cantieri del “Pnrr” e delle
altre infrastrutture pubbliche e nelle opere civili, che avevano
impostato il lavoro su prezzari e preventivi fissati da tanto tempo,
nel giro di una settimana si sono così ritrovate a dovere fare fronte a
improvvise impennate dei costi dei materiali, a partire da quelli
derivati dal petrolio.
Come il bitume, che presenta queste variazioni: in Sicilia orientale
emulsione +13,33% rispetto a febbraio, binder +6,94%, tappetino +4,27%,
e le ditte fornitrici hanno già annunciato ulteriori aumenti di listino
per la prossima settimana; in Sicilia occidentale il gas per
confezionare il bitume è cresciuto del 17,35% rispetto a febbraio, il
gasolio del 6,27%, l’olio combustibile denso Btz del 50%, l’emulsione,
il binder e il tappetino del 10-12%. Peggiore la situazione per i tubi
in polietilene, con listini aumentati del 30%.
Conclude Salvo Russo: “Purtroppo gli effetti di queste speculazioni
sulle materie prime sono già pesanti e incidono su tutta la filiera
delle costruzioni. Senza un intervento urgente, le imprese siciliane
saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con
pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema e dell’occupazione.
Chiediamo con forza di avviare controlli anche sui prezzi dei materiali
da costruzione e di adottare uno strumento che, al pari di quello che si
immagina di fare per le accise sui carburanti, sterilizzi l’aumento del
gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i
materiali da costruzione”.
