Al Teatro Massimo la presentazione del libro La musica dei cattivi. Classica e colonne sonore di Carlo Fiore edito da Neri Pozza
Ne parlano con l’autore Marco Betta, Salvo Palazzolo, Alessandro Rais e Simonetta Trovato
martedì 9 giugno, ore 18.00
Sala ONU, Teatro Massimo
Perché, al cinema e nelle serie tv, la musica classica accompagna così spesso il male, l’ambiguità, la minaccia? È questo il tema dell’incontro in programma al Teatro Massimo di Palermo, martedì 9 giugno, ore 18 (Sala ONU – ingresso libero) per la presentazione del libro di Carlo Fiore La musica dei cattivi. Classica e colonne sonore (Neri Pozza).
Insieme all’autore, docente al Conservatorio di Palermo, musicologo, critico e art director, ne parleranno Marco Betta (Sovrintendente del Teatro Massimo, anch’egli docente al Conservatorio di Palermo e compositore, fra l’altro, di colonne sonore), Salvo Palazzolo (giornalista del quotidiano «La Repubblica» e scrittore, autore di numerosi libri sui cattivi del mondo reale), Alessandro Rais (storico e critico cinematografico) e Simonetta Trovato (giornalista e critico del «Giornale di Sicilia»).
Il volume, edito da Neri Pozza, affronta un luogo comune radicato nell’immaginario visivo occidentale: l’idea che la musica classica sia, per eccellenza, la musica dei cattivi, ricostruendo la storia di questo meccanismo narrativo, mostrandone la persistenza e gli effetti sulla percezione del pubblico, suggerendo come fare per passare dalla parte dei cattivi a quella dei buoni. In undici capitoli, dedicati ai diversi aspetti del fenomeno nel corso della storia, il libro presenta in copertina una foto dal set del film Il padrino, saga cinematografica che ha il Teatro Massimo in alcune scene memorabili.
L’incontro sarà a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili; la Sala ONU si raggiunge dall’ingresso artisti del Teatro Massimo di via Pignatelli Aragona.
L’opera
La musica dei cattivi. Classica e colonne sonore
Neri Pozza, Vicenza, 2026
pp. 160 (20 euro)
Uno spettro si aggira su schermi piccoli e grandi: l’idea che la musica classica sia per eccellenza “la musica dei cattivi”. Non c’è film o serie tv in cui assassino, terrorista, serial killer, scienziato pazzo, maniaco, megalomane, mafioso, mostro di ogni genere non ami la musica classica, non vada volentieri all’opera, quando non suona in prima persona uno strumento. Di più: se in sottofondo sentiamo un brano di musica classica, possiamo scommettere che sulla scena stia per accadere qualcosa di brutto, o che il personaggio in questione celi un certo grado di malignità. La trovata risale agli albori del cinema ma, sia pur nel mutare di personaggi e ambientazioni, ha finito per attestarsi come luogo comune: un grande equivoco che nel pubblico più assuefatto agli stereotipi dei media visivi ha insinuato, quantomeno, una forma di sospetto nei confronti di quest’arte. Come strumento di difesa e resistenza, Carlo Fiore passa in rassegna l’immaginario filmico occidentale: da M di Fritz Lang, in cui l’abietta figura di un assassino di bambini entra in scena fischiettando Grieg, alle serie tv degli anni Duemila in cui dominano le Variazioni Goldberg e i Carmina Burana, passando per i vampiri – il Dracula di Béla Lugosi così come quelli “a puntate” che frequentano licei e università americane. Senza dimenticare i pochi casi virtuosi, come il violino di Sherlock Holmes o il violoncello di Mercoledì Addams. Una ricognizione necessaria, dunque, per strappare la musica classica dal suo status di colonna sonora dei cattivi: per innamorarcene ancora.
L’autore
Carlo Fiore, musicologo e art director, insegna Storia della musica al Conservatorio di Palermo. Fra i suoi libri si segnalano: Preparare e scrivere la tesi in Musica (2000), Josquin des Prez (2003), Madonna (2003), Il libro di musica (2004), Bach Goldberg Beethoven Diabelli (2009), Gruppo di famiglia con Beethoven (2021). Studioso di musica antica, storia dell’interpretazione e sociologia, ha scritto anche saggi per l’Enciclopedia Treccani e programmi di sala per le maggiori istituzioni italiane. Membro dell’Associazione nazionale critici musicali, dal 1999 collabora col mensile Classic Voice. Ha firmato progetti grafici per il Teatro Massimo, l’Accademia di Santa Cecilia, i Pomeriggi Musicali di Milano, i festival di Macerata, Matera, Ravello e Urbino, l’Istituto Italiano di Cultura di New York.
