Diritti umani. Al via il percorso di presentazione della nuova legge regionale sulla cooperazione internazionale e la cultura di pace. L’assessora Allegni: “Costruiamo insieme a tutte le realtà del territorio coinvolte una politica strutturale per formare le nuove generazioni al rispetto e al dialogo e rafforzare la rete di relazioni con gli enti del territorio, attivando progettualità condivise nei Paesi di interesse strategico”
In Regione l’incontro con oltre 130 stakeholder. La nuova proposta, che aggiorna la legge n.12 del 24 giugno 2002, valorizza le politiche per la pace e la programmazione condivisa in ambito di cooperazione internazionale
Bologna- Riconoscere un’organizzazione autonoma della politica regionale sulla pace, valorizzare la cooperazione internazionale, rafforzare la promozione dei diritti umani e della cittadinanza globale, rendendo più stabile il confronto con enti locali, scuole, università e Terzo settore.
Sono gli obiettivi della proposta di legge regionale in materia di cooperazione internazionale, cultura di pace e diritti umani, che è stata illustrata nei giorni scorsi a oltre 130 realtà del territorio coinvolte, tra associazioni, enti del Terzo settore, amministrazioni locali.
L’incontro di presentazione e confronto con gli stakeholder attivi in questi ambiti, che si è aperto con gli interventi dell’assessora regionale alla Cultura e Pari opportunità, Gessica Allegni, e del delegato del presidente della Regione, Michele de Pascale, alle politiche su Immigrazione e cooperazione internazionale, Luca Rizzo Nervo, è il primo passaggio di un percorso partecipato, che proseguirà con l’approvazione del progetto di legge da parte della Giunta regionale e in autunno con la discussione in Assemblea legislativa.
La proposta supera l’impostazione della legge regionale n. 12 del 2002, conferendo pari peso e dignità a pace e cooperazione internazionale, mantenendo come principale elemento di raccordo l’educazione alla cittadinanza globale.
“In un contesto internazionale segnato dal riacutizzarsi dei conflitti armati, dall’aumento delle crisi umanitarie e dalle violazioni dei diritti fondamentali, il ruolo delle istituzioni nella promozione della pace, della cooperazione internazionale e della convivenza tra i popoli è oggi più importante che mai- afferma l’assessora Allegni-. Con questa proposta di legge vogliamo rafforzare la capacità della Regione di promuovere la cultura della pace, della non-violenza, del dialogo interculturale e della cittadinanza globale. Lo facciamo coinvolgendo e valorizzando il patrimonio di esperienze costruito negli anni da Enti locali, scuole, università, associazioni e organizzazioni del Terzo settore, e creando strumenti permanenti di partecipazione, confronto e programmazione. Investire nella cultura della pace deve essere una politica strutturale anche a livello regionale, perché significa investire nella coesione delle nostre comunità, nella tutela dei diritti e nella formazione delle generazioni più giovani. La pace è il bene più prezioso che una generazione possa consegnare a quella successiva. Per questo, va costruita ogni giorno, attraverso la conoscenza, il rispetto e la tutela dei diritti umani”.
“È altresì fondamentale continuare a investire sull’importante percorso costruito finora nell’ambito della cooperazione internazionale, mantenendo l’impegno nei Paesi con i quali storicamente lavora il territorio emiliano-romagnolo- aggiunge Rizzo Nervo-. Con questa proposta la Regione diventa sempre più attore chiave nella promozione dell’adesione alle opportunità offerte da soggetti europei ed internazionali, grazie al determinante supporto delle reti del territorio”.
I dati del bando Pace
L’andamento del bando Pace conferma la crescente vitalità del settore: le proposte presentate sono passate da 47 nel 2022 a 79 nel 2025. Nel quadriennio 2022-2025 sono state presentate complessivamente 251 proposte, delle quali 83 finanziate. Tra il 2023 e il 2025 le iniziative sostenute hanno raggiunto oltre 400mila cittadini e coinvolto 536 istituti scolastici. Nel 2025 e nel 2026 la Giunta regionale ha inoltre raddoppiato, in sede di assestamento di bilancio, le risorse inizialmente destinate al bando Pace, stanziando 440mila euro.
I dati dei bandi sulla cooperazione internazionale
Nel periodo 2021-2025 sono stati finanziati 188 progetti in 14 paesi prioritari africani (5 bandi), per un totale di circa 7,5 milioni di euro concessi a enti locali e società civile per la realizzazione di attività e iniziative a favore dello sviluppo territoriale equo e sostenibile, dell’educazione, politiche sanitarie e politiche di genere. I paesi oggetto degli interventi sono stati: in Africa Sub-Sahariana, Burundi, Burkina Faso, Camerun, Costa D’Avorio, Kenya, Etiopia, Mozambico, Senegal; in Africa Mediterranea, Tunisia, Marocco, Campi Profughi saharawi; in Medio-Oriente, Territori dell’Autonomia Palestinese e Libano. In collaborazione con l’assessorato alle Politiche per la salute, sono stati investiti 80mila euro in un progetto strategico in Brasile, teso al rafforzamento dell’assistenza territoriale sanitaria in chiave comunitaria. A queste risorse si aggiungono quelle destinate agli interventi di emergenza volti a fornire assistenza, soccorso, protezione alle popolazioni delle zone colpite da eventi eccezionali: sono stati approvati progetti di emergenza in Palestina, Ucraina, Etiopia, Myanmar e Siria. È stato inoltre realizzato un intervento di emergenza in Afghanistan tramite l’Organizzazione mondiale della Sanità, realizzato con le Regioni Puglia e Lazio.
Micaela Romagnoli
