Cultura. ‘Attraversiamo. Lasciare/Approdare’: da giovedì 24 a domenica 27 settembre torna a Piacenza il Festival del Pensare contemporaneo. Oltre 60 gli incontri con più di 130 ospiti. Il presidente de Pascale e l’assessora Frisoni: “Il dialogo e la discussione sono strumenti della democrazia, di comunità aperte e protagoniste della crescita culturale. Convintamente al fianco di Piacenza verso la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033”
Oggi la presentazione alla stampa, in Regione a Bologna, con la sindaca Tarasconi: “Occasione unica per approfondire i grandi temi del nostro tempo”. Premio Internazionale ‘Pensare Contemporaneo’ 2026 a Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia
Bologna – Oltre 60 incontri con più di 130 ospiti: le voci più stimolanti della cultura contemporanea, dall’arte al giornalismo, dalla filosofia alla letteratura si ritrovano a Piacenza da giovedì 24 a domenica 27 settembre al Festival del Pensare contemporaneo.
‘Attraversiamo. Lasciare/Approdare’ è il tema di questa quarta edizione che accoglie nei principali luoghi della città visioni, dialoghi, lezioni pratiche di pensiero, esplorazioni sul contemporaneo, immersioni, laboratori e arti per interrogare l’attraversamento come esperienza di trasformazione individuale e collettiva. Una riflessione che accompagna anche il cammino di Piacenza verso la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033.
A presentare l’edizione 2026 oggi in Regione, a Bologna, il presidente Michele de Pascale e l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, insieme a Katia Tarasconi sindaca di Piacenza e presidente Fondazione Teatri, Mario Magnelli, vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano e presidente comitato promotore Festival del Pensare contemporaneo, Cristina Ferrari, direttrice Fondazione Teatri, Alessandro Fusacchia, curatore del Festival, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, direzione filosofica del Festival.
“Il Festival del Pensare contemporaneo- sottolineano de Pascale e Frisoni- è un appuntamento capace di rafforzare il ruolo di Piacenza e dell’Emilia-Romagna come luoghi di cultura, confronto e partecipazione. Il tema di quest’edizione invita tutti a riflettere sulle grandi trasformazioni della nostra epoca, attraverso l’ascolto di voci autorevoli, capaci di interpretarne i mutamenti e di indicare, spesso, la direzione da seguire. La Regione sostiene convintamente e valorizza eventi come questo, perché il dialogo e la discussione sono strumenti della democrazia, di comunità aperte e protagoniste della crescita culturale. Quest’anno poi il Festival assume un significato e un’importanza ancora maggiori, in vista della candidatura di Piacenza a Capitale europea della Cultura 2033, che rappresenta una sfida ambiziosa e una straordinaria opportunità per l’intero territorio regionale. Saremo al fianco della città nel valorizzare le sue eccellenze, le sue energie creative e la sua vocazione europea, perché questa candidatura è un investimento sul futuro: un’occasione per costruire nuove connessioni, promuovere il territorio e affermare il ruolo della cultura come motore di sviluppo e coesione sociale».
“Il Festival del Pensare contemporaneo- afferma la sindaca Tarasconi- è cresciuto insieme a Piacenza e in quattro anni è diventato uno degli appuntamenti che meglio raccontano la città che vogliamo essere: aperta, curiosa, capace di confrontarsi con ciò che accade nel mondo e di coinvolgere le persone, a partire dai più giovani. “Attraversiamo” è una parola che sentiamo particolarmente nostra, perché parla di cambiamento, di confini da superare, di incontri e di nuovi approdi. Per quattro giorni Piacenza diventerà ancora una volta un grande spazio di pensiero e di confronto, portando nelle piazze, nei teatri e nei luoghi della città oltre 130 voci diverse. È anche così che costruiamo il percorso verso la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033: non semplicemente aggiungendo eventi a un calendario, ma facendo della cultura uno strumento attraverso cui una comunità cresce, si interroga, si apre e immagina il proprio futuro. E sapere che la Regione Emilia-Romagna crede insieme a noi in questo percorso ci dà ancora più forza”.
Il Festival è un’iniziativa di Rete Cultura Piacenza all’interno della quale un ruolo di fondamentale importanza lo ha la Fondazione di Piacenza e Vigevano presieduta dal Roberto Reggi con Mario Magnelli, vicepresidente e presidente del Comitato promotore del Festival stesso.
“Nella convinzione che la cultura sia uno straordinario motore di sviluppo, umano, sociale e anche economico- dichiarano – la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha promosso fin dalle origini la nascita e la crescita di questo Festival non solo con l’obiettivo di sostenere il turismo, ma soprattutto per rafforzare il senso di appartenenza e di apertura delle persone che vivono il territorio, creando connessioni, generando prospettive, innescando nuove forme di co-educazione. Un grande progetto che oggi è nelle mani di chi ci lavora, dei volontari, degli ospiti, dei visitatori, delle istituzioni e dei supporter. Una comunità sempre più larga grazie alla quale, è il nostro augurio, potremo vivere questi giorni come un grande attraversamento collettivo, un’opportunità di crescita, in primis per i giovani, da cui possano scaturire idee nuove, energia, capacità di immaginare un futuro migliore del tempo che stiamo attraversando”.
“Prosegue e si rafforza l’impegno produttivo della Fondazione Teatri di Piacenza per il Festival, con un consolidato lavoro di squadra – aggiunge la direttrice Cristina Ferrari-. Questo progetto rappresenta un’evoluzione della tradizionale funzione del teatro, che estende la propria presenza oltre gli spazi istituzionali per dialogare direttamente con la città, ampliando il pubblico e promuovendo modalità innovative di fruizione culturale. In quest’edizione, con il Gala di Danza “Oltre il passo” in uno dei luoghi simbolo di Piacenza come Palazzo Farnese, affidiamo all’arte del movimento e a giovani ballerini di grande talento il compito di interpretare pienamente il tema del Festival, attraverso un dialogo in continua evoluzione con i nuovi linguaggi artistici”.
Quest’edizione intende accompagnare il pubblico a riconoscere l’attraversamento come condizione costitutiva dell’esistenza, a riflettere sul cambiamento come movimento permanente che ci trasforma e ci mette in relazione con gli altri, con gli spazi che abitiamo e con il tempo che ci è dato.
Il programma, esplorare l’attraversamento
Il Festival vede per il quarto anno la curatela di Alessandro Fusacchia, con la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano dei Tlon. Particolare attenzione sarà riservata ai giovani e alla scuola a cui è dedicato un ricco programma educational, confermando Piacenza come luogo di incontro, formazione e partecipazione per studentesse, studenti e docenti.
Sarà lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini a inaugurare il Festival giovedì 24 settembre alle 18.30. Presidente della Fondazione Minotauro di Milano e tra le voci più autorevoli sul mondo degli adolescenti e dei giovani adulti, Lancini rifletterà sul significato dell’attraversare come esperienza di crescita, partendo dai temi del suo nuovo libro A volte ti amo (Einaudi, 2026).
Dalle ore 21, piazza Cavalli ospiterà i primi concerti filosofici del Festival con La musica ci attraversa, una serata che intreccia musica e pensiero con le esibizioni di Vasco Brondi, Levante, Mannarino e Rares, accompagnate dalle riflessioni filosofiche di Andrea Colamedici e Maura Gancitano.
Il percorso di Attraversiamo prevede oltre 60 eventi, molti dei quali in contemporanea, con fino a cinque appuntamenti in parallelo.
Tra i tanti ospiti, il filologo e scrittore Johnny L. Bertolio, la filosofa Francesca Recchia Luciani e Maria Luisa Frisa, critica, curatrice di moda, dialogheranno sulle grandi scrittrici, filosofe e artiste dimenticate, proponendo una rilettura del canone culturale tramite le voci femminili. L’attore e scrittore Luigi Lo Cascio incontrerà il poeta e critico Giorgiomaria Cornelio sul suo universo letterario, mentre la poetessa Mariangela Gualtieri sarà al centro di un appuntamento dedicato alla forza della parola e della poesia. La scrittrice Dacia Maraini racconterà infine le figure di donne che, grazie alla scrittura, hanno trasformato la storia della letteratura e conquistato nuovi spazi di libertà. La filosofa Michela Marzano dedicherà una lectio all’adolescenza, al rapporto tra giovani e adulti e al valore dell’ascolto. Il linguista e neuroscienziato Andrea Moro terrà una lectio sul rapporto tra linguaggio, universo e pensiero umano, a partire dal De rerum natura di Lucrezio.
Spazio anche all’attualità. La giornalista, scrittrice e femminista Lucie Azema dialogherà sui nuovi modi di attraversare il mondo, oltre il turismo di massa. L’economista e statistico Fabrizio Barca, Serena Mazzini, esperta di social media strategy e critica dei mass media, il sociologo Lorenzo Zamponi ed Elsa Fornero, economista, già ministra del Lavoro, rifletteranno sullo stato della democrazia contemporanea e sulla partecipazione collettiva, in collaborazione con Fdd – Forum disuguaglianze e diversità.
La giornalista Mariangela Pira, l’imprenditrice sociale ed esperta di misurazione dell’impatto sociale Arancha Martínez, Elena Leonardi, responsabile Sostenibilità di Banca Generali, e Anna Maria Fellegara, pro rettrice vicaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, allargheranno lo sguardo ai cambiamenti dell’economia e della finanza nello scenario globale.
Silvia Bencivelli e Dario Vergassola, Giorgio Diritti, Roy Paci sono alcuni degli ospiti che saliranno sul palco.
Il link al programma è disponibile su: www.pensarecontemporaneo.it Il Festival del Pensare contemporaneo è un progetto di Rete Cultura Piacenza, promosso da Comune di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio dell’Emilia, Diocesi di Piacenza-Bobbio, realizzato da Fondazione Teatri di Piacenza.
l premio internazionale ‘Pensare Contemporaneo 2026’
A Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, sarà consegnato il Premio Internazionale ‘Pensare Contemporaneo’, istituito dai promotori del Festival e assegnato a personalità che hanno saputo cambiare in modo significativo, a livello internazionale, il modo di pensare la società contemporanea. Dopo il filosofo sudcoreano Byung-chul Han e lo scrittore cileno Benjamín Labatut, premiati nelle scorse edizioni, quest’anno la commissione ha deciso di assegnarlo al fondatore di Wikipedia per aver reso il sapere un bene comune: aperto, gratuito e costruito collettivamente da milioni di sconosciuti che scelgono di fidarsi gli uni degli altri. Autore del recente saggio The Seven Rules of Trust (2025), Wales terrà uno speech su ‘Attraversiamo. Lasciare/Approdare’ durante la cerimonia di chiusura e di assegnazione del premio, domenica 27 settembre alle 18.30 al Palazzo Gotico.
Mara Cinquepalmi
