Cultura. Torna in Emilia-Romagna : 5 mesi di musica, 70 appuntamenti in oltre 20 comuni di tutte le province, 500 artisti. Tutto pronto per la 27esima edizione del festival, in programma dal 3 marzo al 31 luglio. L’assessora Allegni: “Appuntamento imperdibile, una maratona di musica che la nostra regione è pronta ad accogliere e a sostenere con entusiasmo e orgoglio”
Dalle grandi star della scena jazz italiana e internazionale ai talenti emergenti, con una forte partecipazione di musiciste e artiste. Ma anche proposte nuove e insolite ed esplorazioni di generi musicali trasversali al jazz. Oggi la presentazione alla stampa del festival organizzato da Jazz Network in collaborazione con l’assessorato regionale alla Cultura, con il sostegno di numerose istituzioni tra cui il ministero della Cultura e con il patrocinio di Anci Emilia-Romagna
Bologna – Settanta appuntamenti in oltre 20 comuni, distribuiti tra tutte le province. Cinque mesi di musica, 500 artisti, con una ricchissima proposta di presenze femminili, dalle grandi star italiane e internazionali ai talenti emergenti, ai giovanissimi ai quali viene offerta l’occasione di fare esperienza. Un vasto campionario di ascolti, che affiancherà ai più noti protagonisti della scena jazz proposte nuove e insolite, fino ad esplorazioni di generi musicali trasversali.
Torna in Emilia-Romagna, dal 3 marzo al 31 luglio, Crossroads, che anche per la 27esima edizione conferma la sua fama di festival itinerante contenitore dai grandi numeri e dalle innumerevoli aperture artistiche, palcoscenico di richiamo internazionale.
Una superstar come Pat Metheny, i campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo), le figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava, Hamid Drake…), gli astri nascenti della scena mondiale (Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Amaro Freitas, Makaya McCraven…), passando per nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi, GeGè Telesforo), senza dimenticare le artiste donne, che quest’anno saranno particolarmente numerose (China Moses, Rachel Z, Simona Molinari, Petra Magoni, Karima, Eleonora Strino…). Poi quelli per cui Crossroads è casa, i più noti solisti del jazz italiano, che in qualità di artisti residenti tornano in più occasioni a calcare i palchi del festival, sempre con progetti e gruppi diversi, a partire da Fabrizio Bosso. Immancabili, naturalmente, gli Stati Uniti, culla del jazz e ancor oggi suo cuore pulsante, affiancati da molta America Latina e un pizzico d’Africa, perché i suoni esotici sono da sempre una specialità di questo festival.
Non è tutto, perché nel cartellone confluisce il programma di Ravenna Jazz, che quest’anno – in aggiunta all’abituale periodo dal 2 al 10 maggio – avrà una ripresa estiva l’1, 3 e 9 luglio: tre serate che vedranno succedersi sul palco della Rocca Brancaleone artisti e produzioni di massimo prestigio, a partire dall’attesissimo ritorno, il 3 luglio, del chitarrista Pat Metheny.
Questo e molto altro ancora, dunque, è Crossroads 2026, come sempre organizzato da Jazz Network ETS in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di Anci Emilia-Romagna.
La kermesse è stata presentata in conferenza stampa questa mattina, in Regione a Bologna, dall’assessora alla Cultura Jessica Allegni, da Antonio Gioiellieri e Sandra Costantini, rispettivamente presidente e direttrice artistica di Jazz Network.
“Un appuntamento imperdibile, che anche quest’anno si presenta con un cartellone straordinario per numero di appuntamenti e di artisti, dai grandi nomi del jazz nazionale e internazionale fino ai talenti emergenti, con una presenza particolarmente ricca di musiciste- commenta Allegni-. Una maratona di musica e spettacolo, che dalla primavera ci condurrà fino all’estate inoltrata, proponendosi in tutte le province della nostra regione. L’Emilia-Romagna è pronta ad accogliere 500 artisti, alcuni ospiti affezionati da sempre, e altri per la prima volta sui nostri palcoscenici, che sapranno stupirci anche per creatività e capacità di improvvisazione. A tutti loro diamo il benvenuto, orgogliosi come Regione di essere parte di questa organizzazione che in tanti anni di vita del Festival, ormai 27, non ha mai deluso le aspettative né fatto mancare le sorprese”.
“Crossroads è il jazz come rivoluzione quieta, ribellione armonica, un inno alla democrazia sonora che abbatte barriere e solleva ogni voce- aggiunge Costantini-. La libertà pulsa in ogni nota, la tolleranza si fa melodia, abbracciando stili disparati, influssi eterogenei, culture lontane, retroterra policromi, in un rispetto corale dove emergenti e maestri dialogano alla pari, e alle censure semplicemente non è dato entrare. Porta il fuoco ovunque, fin nei borghi più sperduti dell’Emilia-Romagna, teatri intimi e piazze silenziose, all’insegna di una fruibilità anti-élite. È uguaglianza itinerante: 500 anime di artisti nomadi intrecciano e fondono mondi e visioni in libere improvvisazioni. Crossroads non è una somma di eventi, ma un manifesto vivo, un arazzo collettivo, un’unica big band colossale che dipinge sulla vasta tela regionale col sapiente pennello del jazz, intonando una jam cosmica, multiculti e multicolor”.
Elena Contini