Usa e Israele hanno lanciato oggi sabato 28 febbraio un attacco all’Iran. Raid ed esplosioni hanno scosso la capitale Teheran e altre aree del paese. L’Iran ha risposto a più riprese con missili contro lo Stato Ebraico e basi americane nel Golfo.
Giallo sulla sorte di Khamenei
E’ giallo sulla sorte dell’ayatollah Ali Khamenei, che secondo fonti israeliane sarebbe rimasto ucciso nell’attacco condotto da Usa e Israele. La tv iraniana al-Alam riferisce che è atteso a minuti un discorso dell’ayatollah.
Secondo quanto riporta Channel 12, che cita fonti israeliane coperte da anonimato, la residenza di Ali Khamenei è stata completamente distrutta. Il New York Times ha sottolineato come da immagini satellitari emergano danni importanti al compound di Khamenei a Teheran e come risulti il crollo di alcune strutture all’interno del complesso. In precedenza una fonte iraniana precisava che Khamenei non è a Teheran ed è stato trasferito “in una località sicura”.
L’ayatollah Ali Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian “sono vivi, da quel che so”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a Nbc News. “Tutti i funzionari di alto rango sono vivi, va tutto bene”, ha assicurato.
Secondo quanto riferiscono invece due fonti vicine alle operazioni militari israeliane e una fonte regionale citate da Sky News, nell’attacco israelo-americano condotto oggi su obiettivi iraniani sarebbero stati uccisi il ministro della Difesa iraniano Amir Nasirzadeh e il comandante dei Pasdaran Mohammed Pakpour.
Raid su scuola in Iran, almeno 85 morti
Intanto è salito ad almeno 85 morti il bilancio di un attacco sferrato contro una scuola femminile a Minab, nella provincia iraniana di Hormozgan, e che viene attribuito a Israele. Un attacco “barbarico”, ha detto il presidente iraniano Pezeshkian, “un’altra pagina nera nel registro degli innumerevoli crimini commessi dagli aggressori”.
Gli obiettivi dell’attacco all’Iran
L’Esercito israeliano ha annunciato oggi di aver colpito nell’ovest dell’Iran “centinaia di obiettivi militari iraniani, compresi lanciamissili”, negli attacchi lanciati con gli Stati Uniti, e di aver effettuato un’ampia ondata di raid aerei contro sistemi di difesa aerei “strategici” iraniani.
Sia la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, che il presidente, Masoud Pezeshkian, erano obiettivi dei raid che Israele ha condotto questa mattina sulla Repubblica islamica, hanno riferito funzionari israeliani ad Axios.
L’obiettivo dei raid condotti da Israele e Stati Uniti è “creare tutte le condizioni per la caduta del regime iraniano”, ha spiegato un funzionario israeliano di alto livello, precisando che “il nostro obiettivo è l’intera leadership iraniana – politica e militare – passata, presente e futura. Gli sviluppi dipenderanno anche dalla misura in cui il popolo iraniano si ribellerà”.
Idf: “Attacco più grande di sempre in storia aeronautica Israele”
L’Idf, che ha inoltre fatto sapere di aver utilizzato circa 200 caccia nell’operazione di oggi e di ver colpito 500 obiettivi militari, ha parlato “il più grande” attacco di sempre israeliano contro la Repubblica islamica. L’esercito precisa che gli attacchi hanno preso di mira i lanciatori di missili balistici e i sistemi di difesa aerea iraniani, con i caccia che hanno sganciato centinaia di munizioni “su circa 500 obiettivi militari iraniani nell’Iran occidentale e centrale, quasi simultaneamente, nelle prime ore del mattino”.
“Si tratta della più grande sortita d’attacco nella storia dell’aeronautica militare israeliana, eseguita dopo un’attenta pianificazione e con un’intelligence di alta qualità, sincronizzando centinaia di aerei contemporaneamente”, ha affermato l’esercito in una nota., sottolineando che uno dei siti colpiti nella zona di Tabriz serviva l’unità missilistica balistica iraniana, “e da lì pianificava di lanciare decine di missili verso Israele”.
La risposta di Teheran
I Guardiani della rivoluzione hanno fatto scattare la risposta ai raid con un’ondata di “attacchi con missili e droni” contro Israele. Esplosioni sono state avvertite in particolare a Gerusalemme e Tel Aviv.
La rappresaglia missilistica delle forze dei Pasdaran ha preso di mira anche obiettivi americani in tutta l’area del Golfo: attacchi contro le basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
Secondo quanto riferito da fonti iraniane, le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno preso di mira la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base di Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati e la base della Quinta Flotta in Bahrein.
Esplosioni segnalate anche a Dubai, in particolare sull’isola artificiale di The Palm, da dove è stata vista levarsi una colonna di fumo: colpito un hotel, quattro feriti. Un morto a Abu Dhabi.
I Pasdaran hanno anche deciso la chiusura dello Stretto di Hormuz. ”A nessuna nave è consentito passare dallo Stretto di Hormuz”, è il messaggio che i Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno inviato via radio annunciando la chiusura della rotta di esportazione petrolifera più importante al mondo. A darne notizia è stato un funzionario della missione navale Aspides, citato a condizione di anonimato dalla Reuters e poi dai media israeliani. La chiusura dello Stretto non è stata formalizzata da Teheran.
Trump: “Non avrete mai arma nucleare”
“I militari degli Stati Uniti hanno avviato grandi operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere gli americani eliminando le minacce imminenti provenienti dal regime iraniano”, ha affermato Donald Trump in un video diffuso oggi su Truth. “Questo regime terroristico non potrà mai avere un’arma nucleare. Lo dico di nuovo, non potranno mai avere un’arma nucleare”, ha scandito il presidente Usa.
“Hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alle loro ambizioni” nel programma “nucleare” e “non possiamo più tollerarlo”, ha detto Trump nel video diffuso su Truth in cui ha accusato le autorità di Teheran di aver “tentato di ricostituire il loro programma nucleare” e di continuare “a sviluppare missili a lungo raggio”. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria – ha affermato – Annienteremo la loro Marina”.
Il presidente ha lanciato anche un messaggio ai Pasdaran. “Ai componenti dei Guardiani della Rivoluzione”, i Pasdaran iraniani, “alle Forze Armate, alla Polizia dico che dovete deporre le armi e avrete una immunità totale o sarà morte certa”, ha avvertito il presidente americano.
Quindi l’appello al popolo iraniano: “Prendete il controllo del vostro governo. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo, sarà vostro. Probabilmente sarà la vostra unica occasione per generazioni”. “L’ora della vostra libertà è a portata di mano”, ha scandito Trump invitando il popolo iraniano a stare al sicuro, a “non lasciare le case” perché “bombe cadranno ovunque”. Poi, parlando al Washington Post ha ribadito: “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo. Voglio una nazione sicura, ed è quello che avremo”.
Il messaggio del generale a Trump
L’alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Ebrahim Jabbari, parlando alla tv di Stato si è rivolto al presidente Usa: “Trump deve sapere che oggi abbiamo lanciato i missili attingendo solo dalle nostre vecchie scorte. Presto sveleremo armi che non avete mai visto prima”.
La tv di Stato di Teheran ha anche reso noto che le Forze armate iraniane hanno lanciato – per la prima volta dalla ripresa delle ostilità contro Israele e Stati Uniti – un missile ipersonico Fatah contro “obiettivi nemici”.
Israele: “Attacco preventivo”
“Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di Israele”, aveva annunciato questa mattina il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Più tardi è intervenuto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video diffuso su X secondo le dichiarazioni rilanciate dal sito di notizie Ynet: “Israele e Usa hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale rappresentata dal regime terroristico in Iran”.
“E’ giunto il momento per tutti i settori della società iraniana” di “liberarsi dal giogo della tirannia e creare un Iran libero e amante della pace”, ha affermato il premier israeliano. “Il nostro intervento congiunto – ha continuato in riferimento agli Stati Uniti – creerà le condizioni affinché il popolo iraniano coraggioso prenda in mano il proprio futuro”. “Il regime terroristico, sanguinario – ha scandito ancora – non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’umanità intera”.
“E’ un passo drastico e storico e ringrazio il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per la decisione nella speranza porti un cambiamento storico per noi e per tutto il Medio Oriente”, le parole in un post su X del presidente israeliano, Isaac Herzog.
Il nome dell’operazione
Il nome scelto da Israele per l’operazione è ‘Ruggito del Leone’, ha riferito il sito di notizie Ynet. Mentre ‘Operation Epic Fury’, ‘Operazione furia epica’, è il nome indicato dal Dipartimento della Difesa Usa per l’attacco all’Iran. Lo riporta il New York Times.
Lavrov parla con Araghchi: “Usa e Israele cessino attacchi”
Dura condanna della Russia agli attacchi americani e israeliani contro l’Iran. In una nota, il ministero degli Esteri di Mosca li ha definiti un'”avventura pericolosa” che minaccia la regione di una “catastrofe” e mira a ‘distruggere’ il governo iraniano perché si è rifiutato di sottomettersi al loro “diktat”.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con il collega iraniano, Abbas Araghchi, durante il quale ha sottolineato “la necessità di porre fine immediatamente agli attacchi” statunitensi e israeliani contro l’Iran e “di riportare la situazione verso una soluzione politica e diplomatica”.
“La guerra di Netanyahu e Trump contro l’Iran è del tutto non provocata, illegale e illegittima”, ha affermato Araghchi in un post su X. Poi, parlando alla tv iraniana, ha avvertito che tutti i siti coinvolti nelle operazioni militari lanciate da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran sono “obiettivi legittimi”.
“Le forze armate iraniane considerano obiettivi legittimi i siti da cui sono state condotte le operazioni americane e sioniste, così come i luoghi legati a tutte le azioni intraprese contro le operazioni di difesa iraniane”, ha dichiarato Araghchi.
“Sono sgomento. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi”, ha commentato in un post su X il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi – che ancora due giorni fa ha mediato l’ultimo round di colloqui tra Teheran e Washington – dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. “Né gli interessi degli Stati Uniti né la causa della pace globale sono ben tutelati da questo. E prego per gli innocenti che soffriranno. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra”, ha scritto il ministro, che ieri aveva incontrato il vice presidente JD Vance.
La nota di Palazzo Chigi
“In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”, si legge in una nota di Palazzo Chigi. “Il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”, scrive Palazzo Chigi.
“Alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto questa mattina una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence”, si legge nella nota. Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente.
“Il Governo invita tutti i connazionali alla massima prudenza e a seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Ambasciate d’Italia nella regione e dalla Farnesina”, scrive Palazzo Chigi.
Farnesina
“L’Unità di Crisi della Farnesina segue l’evoluzione degli eventi”, riferisce l’account X della Farnesina, evidenziando i numeri che gli italiani possono contattare in caso di “emergenze”: l’Ambasciata d’Italia a Teheran al 00989121035062, l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv al 00972548803940, il Consolato Generale a Gerusalemme al 00972505327166 o la stessa Unità di Crisi al 0636225 o via mail all’indirizzo unita.crisi@esteri.it.
