Vaccini contro il cancro
Comitato consultivo clinico sul cancro al seno
I vaccini sfruttano il sistema immunitario per proteggere le persone dalle malattie infettive. Grazie a programmi di vaccinazione su larga scala, alcune delle malattie più terrificanti della storia, tra cui il vaiolo e la poliomielite, sono state debellate. Purtroppo, lo sviluppo di un vaccino preventivo (profilattico) contro il cancro ha avuto scarso successo.
I vaccini agiscono esponendo il sistema immunitario di un individuo a una forma benigna di un agente patogeno. Il sistema immunitario identifica l’agente e impara ad attaccarlo e distruggerlo, conservandone una memoria in modo da sapere come reagire se l’individuo viene esposto all’agente patogeno mesi o anni dopo.
La maggior parte dei vaccini attacca agenti patogeni, come virus e batteri. Il sistema immunitario è più efficace nell’affrontare questi agenti perché provengono dall’esterno del corpo. Il cancro, tuttavia, è diverso. La malattia è causata da cellule anomale che si sviluppano a partire dalle nostre cellule residenti. Questo può rendere difficile per il nostro sistema immunitario individuare le cellule malate, soprattutto con l’avanzare dell’età, quando il sistema immunitario si indebolisce. Una volta che queste cellule anomale raggiungono una massa critica, si trasformano in cellule cancerose.
Nonostante la mancanza di successo dei vaccini contro il cancro, le recenti scoperte sul sistema immunitario umano hanno portato allo sviluppo, all’approvazione e alla commercializzazione di farmaci immunoterapici rivoluzionari. Questi farmaci non attaccano direttamente il cancro, ma modulano il sistema immunitario in modo da consentirgli di distruggere o danneggiare gravemente le cellule tumorali.
Immaginate se potessimo addestrare il sistema immunitario a uccidere le cellule cancerose non appena si formano, prima che si trasformino in tumori. Forse potremmo eliminare l’insorgenza del cancro. La difficoltà è stata quella di identificare un agente che permetta al sistema immunitario di colpire le cellule maligne senza danneggiare i tessuti sani.
I ricercatori della Cleveland Clinic hanno identificato una proteina chiamata alfa-lattoalbumina, presente nel tessuto mammario sano solo durante l’allattamento e che scompare quando la donna smette di allattare. L’alfa-lattoalbumina non è mai presente in nessun’altra cellula del corpo. Tuttavia, è riscontrabile in molti tipi di tumore al seno, inclusa una forma aggressiva e letale della malattia nota come tumore al seno triplo negativo (TNBC).
Inoltre, i ricercatori della Cleveland Clinic hanno identificato che il dominio extracellulare del recettore II dell’ormone antimulleriano (AMHR2-ED) è espresso nelle ovaie normali e in nessun’altra parte del corpo, e che tale espressione cessa dopo la menopausa. Tuttavia, questa proteina è espressa anche nelle cellule ovariche cancerose.
Riteniamo che, sviluppando vaccini mirati all’alfa-lattoalbumina e all’AMHR2-ED, il sistema immunitario possa distruggere le cellule del cancro al seno e le cellule del cancro alle ovaie, rispettivamente, non appena si sviluppano, prevenendo in definitiva la formazione di tumori.
A seguito dei dati clinici positivi emersi dalla sperimentazione clinica di Fase 1 del vaccino contro il cancro al seno, abbiamo avviato, in collaborazione con la Cleveland Clinic, un programma di scoperta di vaccini contro il cancro, utilizzando lo stesso meccanismo dei nostri vaccini contro il cancro al seno e alle ovaie, al fine di sviluppare ulteriori vaccini per contrastare molti tumori difficili da curare, tra cui neoplasie ad alta incidenza a carico di polmone, colon e prostata.
