Sabato 27 giugno alle ore 10.00 presso il Teatro di Vinci, Via Pierino da Vinci 39, si svolgerà la presentazione alla cittadinanza del progetto Codici. Sette opere d’arte contemporanea nello spazio pubblico, alla presenza di Daniele Vanni, Sindaco di Vinci, Roberta Barsanti, direttrice del Museo e della Biblioteca Leonardiana, Claudia Peruzzi, responsabile del settore Lavori Pubblici, della curatrice Serena Becagli e degli artisti vincitori del bando Vinci Città Museo, finanziato con risorse del PNRR.
Modera gli interventi Christian Santini, giornalista e ufficio stampa del Comune di Vinci.
L’incontro sarà l’occasione per un confronto tra cittadini, istituzioni e artisti per approfondire la conoscenza di un progetto volto a creare, attraverso sette nuove opere permanenti, un nuovo itinerario nel centro cittadino, già segnato da presenze significative, come gli interventi di Mimmo Paladino in Piazza dei Conti Guidi e l’Uomo Vitruviano di Mario Ceroli, e a leggere, con nuovi occhi, gli abituali percorsi.
Codici si configura come uno strumento di riflessione nello spazio pubblico sui campi di ricerca di Leonardo: pittura, scultura, architettura, anatomia, scienza, ingegneria, non vengono evocati con la citazione o la mimesi, ma tramite processi di traduzione concettuale e di riattivazione poetica, lontani da intenti puramente celebrativi o di sterile confronto.
La commissione selezionatrice – composta da figure provenienti dall’ambito museale, accademico e artistico – ha privilegiato ricerche capaci di misurarsi con la complessità dello spazio pubblico, inteso non come semplice palcoscenico ma come campo di negoziazione simbolica e sociale.
Gli artisti, Mohsen Baghernejad Moghanjooghi, Stefano Boccalini, David Casini, Fabrizio Corneli, Serena Fineschi, Michele Guido e Lori Lako, sono stati invitati a intervenire in un territorio fortemente connotato, non solo per il peso della memoria leonardiana ma per la complessa relazione tra identità storica, flussi turistici e dimensione comunitaria.
Mohsen Baghernejad Moghanjooghi (Tehran, Iran, 1988), con Morus, richiama il rapporto tra uomo e natura attraverso foglie di gelso impresse su cemento trattato con ossido di rame, che cambiano colore nel tempo. L’opera si ispira alla decorazione della Sala delle Asse realizzata da Leonardo per Ludovico il Moro.
Stefano Boccalini (Milano, 1963) nell’ opera Un pensiero che attraversa il tempo diffonde nel paese una serie di domande, realizzate in acciaio corten, che invitano i visitatori a riflettere su quali interrogativi Leonardo potrebbe porci oggi.
David Casini (Montevarchi, 1973), con Il sangue della Terra, interviene su una fontana pubblica facendo emergere attorno ad essa sagome in ottone di piante e fiori ispirati ai disegni botanici di Leonardo, sottolineando il legame tra acqua, natura e ricerca scientifica.
Fabrizio Corneli (Firenze, 1958) grazie a un sofisticato studio di luci e ombre, realizza L’ombra di un sorriso che appare su una parete al tramonto, evidenziando la connessione tra arte e scienza.
Serena Fineschi (Siena, 1973) con La distanza che ci unisce non ha nulla a che fare con la misura di tutte le cose, propone una scultura che riflette sui tentativi di misurare e quantificare il mondo circostante.
Michele Guido (Aradeo Lecce, 1976) in Vinci Garden Project, unisce architettura e botanica accostando riproduzioni di progetti architettonici leonardiani a elementi vegetali in ceramica, considerati come piccole architetture naturali.
Lori Lako (Pogradec, Albania, 1991) con Gestell, combina la ricostruzione di un’ala leonardiana, un drone e un uccello in bronzo per riflettere sul desiderio umano di volare e sul rapporto contemporaneo tra libertà e controllo tecnologico.
Ciascuna opera è un Codice, un sistema di simboli che trasmette un messaggio più o meno immediatamente decifrabile. Codici è una parola che indica una raccolta, una moltitudine, e una diversità di materiali, ma anche spunti per approfondire. Nei codici leonardiani troviamo disegni di strumenti di guerra, macchine per volare, annotazioni naturalistiche insieme a progetti architettonici e urbanistici che Leonardo non portò a termine, ma anche la registrazione dei suoi pensieri attraverso favole e meditazioni filosofiche.
