Vincenzo Milletarì
debutta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice
in programma musiche di Martucci, Rimskij-Korsakov
e il Concerto per pianoforte e orchestra di Skrjabin,
eseguito dal solista Gianluca Bergamasco
Vincenzo Milletarì debutta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice. Nei due concerti in programma al Teatro Malibran sabato 10 gennaio 2026 ore 20.00 (turno S) e domenica 11 gennaio 2026 ore 17.00 (turno U) nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026, il maestro italiano, nato a Taranto nel 1990 e considerato tra i più importanti direttori d’orchestra della sua generazione, guiderà la compagine veneziana nell’esecuzione di un programma affascinante, articolato in tre momenti: apriranno la serata le note del Notturno per orchestra op. 70 n. 1 di Giuseppe Martucci; seguirà il Concerto per pianoforte e orchestra in fa diesis minore op. 20 di Aleksandr Skrjabin, che vedrà protagonista ala pianoforte il solista Gianluca Bergamasco, vincitore dell’edizione 2024 del Premio Venezia; infine, dopo l’intervallo, si ascolterà la suite Shahrazād op. 35 di Nikolaj Rimskiji-Korsakov. La prima di sabato 10 gennaio 2026 ore 20.00 sarà trasmessa in differita radiofonica da Rai Radio3.
Giuseppe Martucci (1856-1909) fu una figura poliedrica del mondo musicale italiano: prima bambino prodigio del pianoforte, allievo di Beniamino Cesi, esponente della celebre scuola napoletana che fecondò tutta Italia (da Guido Alberto Fano ad Arturo Benedetti Michelangeli); poi compositore che guardava alla tradizione austro-tedesca; infine leggendario direttore d’orchestra, portatore del verbo wagneriano in Italia. Scrisse molte pagine per il suo strumento, tra cui il Notturno in sol bemolle maggiore op. 70 n. 1, tra le quali è certamente la più celebre. Sublime nel suo materializzarsi a poco a poco in modo esangue e decadente, il Notturno declina alla maniera italica il genere che trovò la sua consacrazione in Chopin. La trascrizione per orchestra – prima esecuzione: Torino, Teatro Regio, 24 novembre 1901 – che rivela le doti di grande orchestratore di Martucci, espande il lirismo umbratile del pezzo a un organico costituito da due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, arpa e archi, puntando su qualità atmosferiche, paniche, cangianti, sul rubato e sull’afflato sentimentale, sempre controllatissimo.
Ai primissimi anni della carriera di Aleksandr Skrjabin (1872-1915), risalgono non solo i ventiquattro Preludi op. 11 – divenuti caposaldo della letteratura pianistica – ma anche il suo primo (e unico) Concerto per pianoforte e orchestra, naturale banco di prova per un giovane musicista. Sulle prime la creazione non ebbe avvio felice: il mecenate ed editore Mitrofan Petrovič Beljaev, cui Skrjabin aveva concesso l’esclusiva delle sue opere, in cambio di uno stipendio fisso, sottopose l’orchestrazione del concerto a Rimskij-Korsakov, il quale lo rimandò al mittente definendo la prima stesura «un pasticcio». Ai successivi stadi evolutivi Skrjabin prestò più cura, probabilmente facendo tesoro delle critiche e di qualche annotazione di Rimskij-Korsakov. Il Concerto fu eseguito per la prima a Odessa nel 1897, come di prassi con l’autore in veste di solista, e fu rieseguito molte volte nel corso della sua vita. Scrittura pianistica raffinata, la stessa che troveremo nelle prime opere per il suo strumento, bellezza dell’invenzione melodica, dialogo equilibrato fra solista e orchestra sembrano essere le ragioni del successo di questo Concerto, inciso moltissime volte su disco.
Appartenente alla generazione precedente a Skrjabin, Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908) fu un riferimento assoluto per i musicisti del suo tempo. Autore di quindici opere, è conosciuto soprattutto per l’ouverture sinfonica La grande Pasqua russa, il celebre Volo del calabrone, e infine per Shahrazād, suite sinfonica ispirata alla protagonista della famosa raccolta Le mille e una notte, composta ed eseguita nel 1888, diretta dallo stesso autore. «Il programma che m’ha guidato nella composizione di Shahrazād – spiega lo stesso compositore – è costituito da episodi e quadriche non hanno alcun legame tra loro: il mare, il vascello di Sindbad, il racconto fantastico del Principe Kalender, il figlio e la figlia del Re, la festa a Baghdad, lo schiantarsi del vascello sulla scogliera. Il legame lo stabilisce la musica con le introduzioni alla prima, alla seconda, alla quarta parte e all’intermezzo della terza, scritte per violino solo, che simboleggiano Shahrazād intenta a raccontare le sue meravigliose novelle al terribile sultano». Quattro sono dunque i racconti, autonomi, mentre i motivi conduttori presenti all’interno della partitura sono elementi continuamente cangianti, e non legati a precise situazioni drammaturgiche, nell’azzeccato tentativo di rendere musicalmente l’astuzia attraverso cui Shahrazād riuscirà a salvare la sua vita, attraverso l’abile illusione del sultano, condensata nella formula: «Se continuerai ad ascoltare, saprai come andrà a finire» che corrisponde a una sensuale melodia.
In occasione dell’evento diretto da Vincenzo Milletarì, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di sabato 10 gennaio 2026 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale della serata.
I biglietti per il concerto (da € 10,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.
Vincenzo Milletarì
Italiano, è uno dei più importanti direttori della sua generazione. Nella stagione 2024-2025 ha fatto il suo debutto al San Carlo di Napoli con Attila ed è ritornato alla Göteborg Opera con Otello, all’Opera Nazionale di Praga con La traviata, Tosca e Rigoletto e alla Royal Swedish Opera con La bohème. Sul versante sinfonico ha debuttato all’Accademia del Teatro alla Scala dirigendo un programma tutto dedicato a Puccini. La stagione 2025-2026, tra i vari impegni, lo vede ancora alla Royal Swedish Opera con Aida, al San Carlo con Turandot e con l’Orchestra Sinfonica di Milano per un Trovatore in forma di concerto. La sua carriera prende avvio nel 2017, collaborando immediatamente con prestigiose compagnie in tutta Europa, come Royal Danish Opera (Il barbiere di Siviglia, Madama Butterfly), Royal Swedish Opera (Rigoletto, La traviata, Carmen, Ariadne auf Naxos, Madama Butterfly), Opera Nazionale di Praga (Madama Butterfly, La traviata, Tosca e Rigoletto), Norwegian National Opera (Rigoletto, La Cenerentola) e Bergen Opera (Die lustige Witwe). Nelle stagioni precedenti ha diretto Falstaff al Verbier Festival, Tosca alla Den Jyske Opera of Aarhus; La bohème alla Göteborg Opera, Il barbiere di Siviglia alla Royal Swedish Opera, L’aio nell’imbarazzo al Donizetti Opera Festival e Deux hommes et une femme di Donizetti all’Opéra deTours. Nella nativa Italia, ha diretto Il trovatore al Macerata Opera Festival, divenendo il più giovane direttore invitato alla manifestazione. Per la musica sinfonica, è ospite regolare dell’Orchestra Regionale della Toscana, dell’Orchestra Sinfonica di Milano, della Filarmonica Toscanini, dell’Aalborg Symphony Orchestra, dell’Aarhus Symphony Orchestra e dell’Odense Symphony Orchestra. Tra gli impegni recenti, il debutto con la Bergen Philharmonic Orchestra, la direzione del Concerto di Capodanno alla Royal Swedish Opera e l’inaugurazione della stagione della Gävle Symphony Orchestra. Ha eseguito inoltre concerti con la Nuremberg Symphony, l’Orchestre symphonique Région Centre-Val de Loire, la Presidential Symphony Orchestra della Turchia e la Tonkünstler Orchestra di Vienna. Nel 2023 ha debuttato al Kissinger Sommer Festival dirigendo la serata di apertura a fianco di Freddie De Tommaso e Carmela Remigio. Nato a Taranto nel 1990, ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e alla Royal Academy of Music di Copenhagen, definendo il suo repertorio sotto la guida di Riccardo Muti e Pier Giorgio Morandi, con il quale ha lavorato regolarmente fin dal 2015. Vincitore di numerosi concorsi internazionali, si è aggiudicato il primo premio e il premio del pubblico alla x edizione dell’Arturo Toscanini Conducting Competition.
Gianluca Bergamasco
Nato a Chioggia nel 2001, inizia lo studio del pianoforte all’età di dieci anni. Nel 2021 conclude gli studi presso il liceo musicale Marco Polo di Venezia, con il professore Michele Liuzzi, e nel 2023 ottiene il diploma di triennio accademico con il Maestro Giorgio Farina presso il Conservatorio Antonio Buzzolla di Adria con il massimo dei voti, la lode e menzione d’onore. Nel 2024 vince la quarantesima edizione del Premio Venezia, riservato ai migliori diplomati nei Conservatori italiani, e prosegue la sua attività concertistica in Italia, in luoghi quali la Fazioli Concert Hall di Sacile e il Teatro La Fenice, e in altre città europee. Durante la sua formazione si perfeziona con alcuni dei più importanti pianisti e artisti di fama internazionale, tra cui Leonora Armellini, Alexander Romanovsky, Riccardo Risaliti, Alberto Nosè, Filippo Gamba, Pietro de Maria. È vincitore di molti altri concorsi nazionali e internazionali tra cui il xix concorso pianistico Marco Bramanti, il xxxiii concorso Città di Albenga e il Premio Speciale J. S. Bach al concorso Città di Arona.
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