Tre giornate dedicate al mondo antico e i suoi sapori
Imperdibili e coinvolgenti incontri sulla Storia, per tutti
Due serate d’autore a teatro
con Giuseppe Pastore e Dario Fabbri
CLICCA QUI PER SCOPRIRE IL PROGRAMMA 2026
Dal 27 al 29 marzo 2026 Todi ospita la quinta edizione di Umbria Antica Festival, tre giorni di lezioni divulgative, incontri con grandi studiosi e due serate teatrali dedicate al tema “Il sapore della Storia”. Un invito a entrare nel mondo antico passando da una delle sue esperienze più particolari e allo stesso tempo universali: il cibo.
«Dopo cinque anni di crescita costante – tiene a sottolineare il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano – il Festival si conferma uno degli appuntamenti culturali più originali nel panorama nazionale della divulgazione storica, caratterizzato dall’obiettivo di raccontare il mondo antico con rigore scientifico e linguaggio accessibile, trasformando la ricerca nel passato e la sua divulgazione in uno strumento per comprendere e rendere accessibile il presente. Dati i positivi riscontri a livello di pubblico e di critica, l’Amministrazione comunale ha sottoscritto una convenzione triennale con gli organizzatori, assicurando così al proprio cartellone culturale una presenza qualifica, solida e stabile, che consenta a promotori e sostenitori di programmare degli ulteriori sviluppi».
Il gusto di capire: il tema di questa edizione
“L’uomo è ciò che mangia”, diceva il filosofo Ludwig Feuerbach, perché sapeva che lo spirito degli uomini, in qualsiasi epoca, nasce dentro un piatto, un campo coltivato, un magazzino pieno o vuoto. Fame e abbondanza, pane e carestia, banchetti e razioni spiegano spesso la storia meglio di molte battaglie e biografie.
Il cibo, da sempre, è il vero condimento del potere. Nei campi e nei granai si decide chi controlla le risorse; nei mercati si misura la ricchezza di un popolo; nelle sale del banchetto si decidono i destini degli uomini e involontariamente, della storia. Guardare a cosa e come si mangia e si beve, significa capire chi comanda, chi obbedisce e chi resta a digiuno nella dieta del potere.
“Il sapore della Storia” non propone una semplice rievocazione gastronomica, ma un’indagine ampia e articolata sul valore storico, culturale e simbolico dell’alimentazione nel mondo antico.
«Sedersi attorno a un tavolo non significa solo “mangiare”. Significa appartenere, condividere, distinguersi. Significa costruire civiltà. – afferma Costanza Motta, coordinatrice del Festival – Non parliamo semplicemente di “cibo”, ma di “nutrimento”, allargando la metafora del sapore fino a comprendere quello che era il significato latino del verbo sapio, “avere sapore”, certo, ma anche “sapere, conoscere”. Per tre giorni Todi diventerà il luogo in cui il passato torna a nutrire il presente».
Il gusto di scoprire: lezioni avvincenti, temi attuali e grandi protagonisti
Per tre giorni il pubblico sarà invitato ad assaporare discipline diverse e punti di vista differenti, attraversando filologia, archeologia, storia economica, antropologia e geopolitica per riportare l’antico dentro il presente.
Le lezioni divulgative, che si svolgeranno nella Sala del Consiglio del Palazzo del Capitano di Todi, sono tenute da alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani di storia e cultura antica.
Ad aprire il Festival sarà il filologo Maurizio Bettini, in dialogo con la professoressa Aglaia McClintock, docente di istituzioni di diritto romano, con una lezione dedicata a Cerere, divinità del grano e simbolo del rapporto tra sostentamento e ordine sociale.
Seguiranno interventi che attraversano archeologia, economia e storia sociale: dalle cucine di Pompei raccontate da Luana Toniolo, ai mercati antichi analizzati da Filippo Coarelli; dalla luxuria dei banchetti romani con Francesca Romana Berno alle elargizioni di cibo come strumento di controllo delle masse (il celebre panem et circenses) indagato da Umberto Roberto; dall’archeologia del vino con Andrea Zifferero fino alla storia dell’olio, delle spezie e delle tecniche di conservazione del pesce.
Non mancheranno momenti dedicati all’Umbria e alla sua storia, come l’intervento sulla Zecca di Todi della professoressa Margherita Bergamini, e le lezioni dedicate all’olivo, simbolo identitario del paesaggio regionale. Domenica 29 marzo l’archeologo perugino Paolo Braconi proporrà una riflessione sul “senso del gusto per la Storia”.
Tutte le lezioni del Festival si terranno nella Sala del Consiglio di Palazzo del Capitano, Piazza del Popolo, Todi.
Tutte le lezioni nelle sessioni della mattina e del pomeriggio sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Il gusto di leggere: la presentazione dei libri
La rubrica “Assaggi d’autore” attraversa le tre giornate del Festival e valorizza il libro come luogo privilegiato dell’approfondimento. Non semplici presentazioni, ma occasioni di confronto diretto con studiosi e autori, in dialogo con il pubblico.
Venerdì 27 marzo sarà presentato in anteprima il nuovo libro di Giovanni Brizzi, La terra del tramonto, pubblicato da Solferino e prossimamente in libreria, una riflessione di lungo periodo sulle trasformazioni culturali e politiche dell’Europa antica fatta da uno dei massimi storici della Roma antica.
Sabato 28 marzo in chiusura della sessione mattutina, il professor Francesco Marcattili, professore dell’Università degli Studi di Perugia, presenterà il suo volume dedicato alla Roma imperiale edito da Carocci, in un dialogo con il giornalista Rai Osvaldo Baldacci, mentre il pomeriggio sarà la volta di Mario Lentano con il suo I Romani che non ti aspetti (Carocci).
Infine, domenica 29 marzo Tommaso Braccini parlerà di attualità del classico presentano il suo ultimo lavoro Classico attuale, un viaggio alla scoperta delle “briciole” che l’antichità ha lasciato nel tempo: dai social ai videogiochi, dalla musica alla pubblicità, fino alla narrativa e al cinema.
Tutti i libri presentati, insieme a molti altri, saranno presenti Fiera del Libro allestita nei giorni del Festival presso al Sala delle Pietre in collaborazione con la libreria Ubik di Todi e le principali case editrici di saggistica (Laterza, Il Mulino, Carocci, Salerno).
Il gusto di ascoltare: le serate a teatro
Oltre agli incontri mattutini e pomeridiani, il Festival prevede due serate a teatro di grande qualità, dove il racconto del mondo antico si intreccia al racconto del presente.
Venerdì 27 marzo, al “Cinema-Teatro Nido dell’Aquila”, il giornalista e scrittore Giuseppe Pastore, a un mese da Milano-Cortina 2026, racconterà le grandi storie di sport delle Olimpiadi. Partendo dai Giochi nati nel 776 a.C. a Olimpia in onore di Zeus, Pastore costruirà un racconto serrato e coinvolgente per mostrare come lo sport, ieri come oggi, sia molto più di uno spettacolo: è fatica quotidiana, disciplina estrema, corpi spinti al limite, diete controllate, dolore accettato come prezzo dell’eccellenza. Un grande laboratorio umano e sociale, dove nutrimento, sacrificio e prestigio si mescolano come ingredienti decisivi per entrare nel mito.
Sabato 28 marzo al “Teatro Comunale” di Todi, lo studioso di geopolitica umana Dario Fabbri racconterà quali sono gli ingredienti per “La ricetta del potere”: una riflessione sul tema della fame come fattore storico e geopolitico, mettendo in dialogo il mondo antico e quello contemporaneo. Il controllo delle risorse alimentari, la gestione delle carestie, l’uso politico del cibo come strumento di pressione e di dominio attraversano infatti le civiltà antiche non meno delle società moderne. Il nutrimento è una delle chiavi fondamentali per comprendere i rapporti di forza tra popoli, ieri come oggi, mostrando come la storia del cibo sia inseparabile dalla storia del potere.
CLICCA QUI PER ACQUISTARE I BIGLIETTI DELLE SERATE
Il gusto di guardare: visite guidate
Le visite guidate. Nel corso delle giornate del Festival saranno organizzate speciali visite guidate tematiche per valorizzare e far conoscere al pubblico il patrimonio archeologico locale.
Nel pomeriggio di venerdì 27 marzo sarà possibile partecipare alla visita guidata alle Cisterne romane intitolata “L’Acqua, sapore della vita”.
Sabato 28 marzo è la volta del Museo archeologico, dove i partecipanti saranno accompagnati alla scoperta dei “Sapori da vedere. Utensili, coppe, crateri e altri resti che raccontano storie di vita quotidiana”.
Novità 2026 è la collaborazione con il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, presente al Festival domenica 29 marzo con una passeggiata didattica al Parco degli Olivi, percorso che unisce il Tempio bramantesco con la Chiesa di San Fortunato, fondamentale osservatorio della biodiversità locale.
L’edizione 2026 si svolge con il patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Todi e della Camera di Commercio dell’Umbria. Il Festival è realizzato in collaborazione con la Libreria Ubik di Todi, i Musei di Todi, 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e Archeo. Attualità del passato.
