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Home»CULTURA E SPETTACOLO»Il Museo Civico di Alia: custode della memoria e dell’identità del territorio
CULTURA E SPETTACOLO

Il Museo Civico di Alia: custode della memoria e dell’identità del territorio

Marina PellitteriBy Marina Pellitteri17 Febbraio 2026Nessun commento4 Mins Read
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Il Museo Civico di Alia: custode della memoria e dell’identità del territorio
Il Museo Civico di Alia rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la tutela e la valorizzazione della memoria storica, culturale ed etno-antropologica del territorio. Situato nel cuore del centro storico, il museo conserva preziose testimonianze materiali che raccontano la vita quotidiana, il lavoro e le tradizioni della comunità nel corso del tempo.
Attraverso una ricca collezione di oggetti, utensili e reperti legati alla cultura contadina e artigianale, il museo propone un percorso espositivo capace di mettere a confronto passato e presente, favorendo la trasmissione delle conoscenze e dei saperi tradizionali alle nuove generazioni. Non solo spazio espositivo, il Museo Civico di Alia si configura come luogo di incontro, studio e riflessione sull’identità culturale del territorio.
Lo spazio museale, che partecipa attivamente alle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale regionale, promuovendo una visione della cultura come strumento di crescita sociale, educativa e turistica, è inserito nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia, progetto nato per iniziativa dell’ANCI Sicilia a cui, fino ad oggi, hanno aderito 101 comuni e 234 musei. Tutte le informazioni disponibili sul portale musei-sicilia.it.

Terra e Luce. Dalla Gurfa al Roden Crater
Cuore dell’offerta culturale del museo è la mostra permanente “Terra e Luce. Dalla Gurfa al Roden Crater”, un ideale ponte tra la Sicilia preistorica e l’arte contemporanea internazionale. L’esposizione mette in relazione il sito rupestre della Gurfa di Alia (3000 a.C.) con il celebre Roden Crater dell’artista americano James Turrell, situato nel deserto dell’Arizona.
Il percorso nasce dal dialogo tra le fotografie realizzate da Alessandro Belgiojoso all’interno delle grotte della Gurfa e l’opera di Turrell, considerata una reinterpretazione contemporanea dell’architettura ipogea. Fulcro della mostra è il modello digitale interattivo del Roden Crater Project, realizzato presso l’Università IUAV di Venezia sotto il coordinamento di Alberto De Rosa, che documenta l’opera sia dal punto di vista figurativo sia tecnico-scientifico. Modelli fisici in polvere di nylon accompagnano la ricostruzione digitale, illustrando la complessa articolazione volumetrica dell’intervento ipogeo nel Painted Desert.
Di forte impatto visivo è l’installazione che proietta ininterrottamente sul soffitto 19.000 fotografie montate in sequenza, attraverso le quali Belgiojoso restituisce l’alternanza di luce e buio all’interno della Gurfa. Le immagini costituiscono una testimonianza rara di uno dei più affascinanti esempi di architettura rupestre siciliana: un ambiente circolare alto circa sedici metri e largo dodici, caratterizzato da una volta campaniforme e da un foro zenitale, a cui si aggiungono quattro camere laterali.
Il percorso espositivo è arricchito dalla lectio magistralis tenuta da James Turrell a Palermo nel 2009, dal viaggio studio compiuto nel 2008 dagli studenti dello IUAV all’interno del Roden Crater e dalla ricostruzione virtuale completa del progetto.

Il Museo del Territorio e le collezioni etnoantropologiche
Accanto alla mostra, il Museo del Territorio “Le opere e i giorni” – Sezione Di Vitale racconta la cultura materiale di Alia attraverso attrezzi e utensili legati alla lavorazione del ferro, del grano, alla cura del bestiame e all’artigianato tradizionale. Gli oggetti, appartenuti a Rosario Di Vitale e concessi in comodato al Comune, restituiscono uno spaccato autentico della vita quotidiana e dei saperi manuali oggi in gran parte scomparsi.
Di grande valore etno-antropologico è anche la Raccolta Oliveri – Il ciclo del Grano, composta da 169 manufatti legati alla cerealicoltura, alla panificazione, alla vinificazione e alla caseificazione. La collezione, concessa in comodato da Filippo Salvatore Oliveri e sottoposta a vincolo di tutela da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, rappresenta una fonte storica imprescindibile per la comprensione dell’identità rurale del territorio.
Completa il sistema museale la Casa Museo del Fabbro, ospitata nell’antica bottega di Antonino Ferrara, maestro del ferro battuto. Acquisita dal Comune nel 2001, conserva utensili risalenti agli anni Venti e Trenta del Novecento e testimonia l’eccellenza artigianale che ha caratterizzato Alia nel secolo scorso.

Il sindaco Antonio Guccione
“L’adesione del Mu.Ci.A. alla Rete dei Musei Comunali della Sicilia rappresenta un passo strategico verso una valorizzazione condivisa del patrimonio culturale e identitario del territorio. Entrare a far parte della rete significa promuovere un modello di turismo culturale consapevole e sostenibile, capace di integrare cultura, storia e tradizione in un percorso di crescita collettiva che coinvolge anche le realtà economiche locali.
Il Museo Civico di Alia si propone, inoltre, come Archivio della Fotografia della Sicilia e del Mediterraneo, con l’obiettivo di custodire immagini storiche, volti, luoghi e momenti di vita quotidiana, contribuendo alla conservazione della memoria visiva e collettiva della comunità.
Un percorso unitario che intreccia passato, presente e futuro, restituendo valore alla memoria, alla luce e alla terra come elementi fondanti dell’esperienza umana e riaffermando la vocazione di Alia come luogo di cultura viva, ponte tra le radici e l’innovazione”.
Per informazioni: Tel:091 8210911 – www.comune.alia.pa.it

Carla Muliello, addetto stampa ANCI Sicilia

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Marina Pellitteri

Marina Pellitteri direttore responsabile ed editore Aletheia Online

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