Notizia in aggiorbamento
Guerra in Iran: Emmanuel Macron afferma di aver chiesto a Benjamin Netanyahu “di astenersi da un’offensiva di terra” in Libano
Il presidente francese ha annunciato mercoledì di aver parlato con il primo ministro israeliano e con il presidente libanese Joseph Aoun.
Hezbollah affronterà l'”aggressione” israeliana e non si arrenderà, afferma il suo leader
“Hezbollah e la sua resistenza islamica stanno rispondendo all’aggressione israelo-americana, e questo è un diritto legittimo (…) La nostra scelta è di affrontarla fino al sacrificio estremo, e non ci arrenderemo “, ha affermato il capo del gruppo filo-iraniano, Naim Qassem, nel suo primo discorso dall’inizio della guerra in Medio Oriente
Guerra in Iran: la Casa Bianca afferma che la Spagna ha “accettato di cooperare” con le forze armate statunitensi
Martedì Donald Trump ha duramente criticato il governo spagnolo per aver rifiutato agli aerei statunitensi l’accesso alle basi militari situate nel sud del Paese, minacciando di “cessare ogni commercio” con la Spagna.
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Quinto giorno di guerra in Iran, oggi 4 marzo. Continuano gli attacchi di Usa e Israele a Teheran mentre la crisi si estende anche agli altri Paesi del Golfo. La giornata si è aperta con una ondata di raid israeliani in diverse città libanesi – i morti, secondo i media statali, sarebbero almeno 11 – e l’annuncio dei Pasdaran sul “controllo totale” dello Stretto di Hormuz. Dal consigliere di Khamenei quindi il messaggio agli Usa dalla tv di Stato: “Pronti a guerra prolungata, non negozieremo”.
E dopo che Israele ha abbattuto in mattinata un caccia di Teheran, un missile balistico lanciato dall’Iran verso la Turchia è stato intercettato dalle forze Nato sul Mar Mediterraneo. Nella giornata di oggi, l’Iran ha intanto attaccato anche il Kuwait con una serie di raid.
In serata blackout totale in Iraq. Riguarda tutti i governatorati del Paese, conferma una nota del ministero dell’Elettricità iracheno nel mezzo dell’escalation nella regione. L’ambasciata Usa a Baghdad ha sollecitato i cittadini statunitensi presenti in Iraq a “lasciare il Paese non appena possibile farlo in sicurezza e a rimanere al riparo fin quando non ci saranno condizioni sicure per la partenza”. È quanto si legge in un aggiornamento dell’avviso di sicurezza pubblicato sul sito web della rappresentanza diplomatica. E ancora: esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove sono attivi “sistemi di difesa aerea”, riferisce Rudaw.
Wsj: Trump apre a sostegno gruppi armati per rovesciare regime
Il presidente americano Donald Trump ha aperto alla possibilità di sostenere gruppi armati in Iran disposti a rovesciare il regime. Lo riferiscono fonti statunitensi al Wall Street Journal, secondo cui l’idea potrebbe trasformare alcune fazioni iraniane in forze sul terreno almeno simbolicamente appoggiate da Washington.
Iran: Israele continua a colpire la Repubblica islamica “con forza”, afferma Benjamin Netanyahu; Teheran e uno dei suoi aeroporti presi di mira
Il primo ministro israeliano ha menzionato anche Hezbollah, affermando che il suo esercito stava sorvolando il Libano e che “aveva già risposto con forza”. Inoltre, Emmanuel Macron dovrebbe parlare della situazione al popolo francese martedì alle 20:00.
Quarto giorno di attacco Usa-Israele all’Iran. La crisi, scoppiata con i raid congiunti statunitensi e israeliani su obiettivi militari iraniani, ha ormai coinvolto più Paesi del Golfo. E Teheran mette in guardia i paesi europei esortandoli a non prendere in alcun modo parte alla campagna israelo-americana contro la Repubblica islamica, che considererebbe al pari di “un atto di guerra”.
Nella notte italiana tra il 2 e il 3 marzo droni iraniani hanno colpito la sede dell’ambasciata americana a Riyadh, in Arabia Saudita, causando un incendio lieve e portando alla chiusura della missione diplomatica e all’evacuazione del personale non essenziale. “Risponderemo”, ha annunciato il presidente americano Donald Trump dopo l’attacco. Analoghe chiusure sono state disposte in Kuwait, Emirati, Qatar, Bahrain, Iraq e Giordania, con gli Stati Uniti che hanno ordinato la partenza del personale non urgente.
Sull’altro fronte, forze israeliane sono entrate nel sud del Libano nell’ambito di una campagna contro Hezbollah, ritenuto alleato di Teheran. Le truppe israeliane hanno occupato posizioni strategiche e lanciato raid su infrastrutture legate al gruppo armato, mentre il governo del Libano ha disposto l’evacuazione del personale Unifil non essenziale dal Paese dei Cedri.
