UNA “SEMIRAMIDE” DARK, TRA KUBRICK E L’ALTA MODA: IL DEBUTTO STORICO DEL CAPOLAVORO DI ROSSINI AL TEATRO MASSIMO. DOPO 150 ANNI DI ASSENZA, L’OPERA RIVIVE A PALERMO TRA ATMOSFERE DECADENTI E CINEMATOGRAFICHE.
Palermo, 9 marzo 2026. Luci al neon, marmi neri e atmosfere noir accolgono, mercoledì 11 marzo alle ore 20:00, il debutto di “Semiramide” di Gioachino Rossini al Teatro Massimo di Palermo. Dopo un’assenza dalle scene cittadine lunga 150 anni, il capolavoro di Rossini rivive in una chiave di grande modernità. L’allestimento, proveniente dall’Opéra de Rouen-Normandie, porta la firma del regista francese Pierre-Emmanuel Rousseau, che firma anche scene e costumi e trasforma la corte assiro-babilonese in una metropoli contemporanea e spietata, attingendo all’immaginario cinematografico di maestri come Stanley Kubrick e Tony Scott.
Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo (preparato dal Maestro Salvatore Punturo) salirà il direttore americano Christopher Franklin, profondo conoscitore del repertorio rossiniano. Il cast internazionale vede nel ruolo del titolo una grande interprete come Vasilisa Berzhanskaya (in alternanza con Maria Grazia Schiavo), impegnata nella parte scritta originariamente da Rossini per la sua musa Isabella Colbran. Accanto a lei, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù veste en travesti i panni di Arsace, la figura amletica e pura che si muove in un mondo dominato dalla corruzione (in alternanza con Ginger Costa-Jackson). Completano il cast Mirco Palazzi e Nahuel Di Pierro (Assur), Maxim Mironov e Antonino Siragusa (Idreno), Francesca Cucuzza (Azema), Adriano Gramigni (Oroe / L’ombra di Nino) e Samuele Di Leo (Mitrane). Collaborano alla messinscena il light designer Gilles Gentner che scolpisce lo spazio con un chiaroscuro drammatico, Achille Jourdain (assistente alla regia) e Carlo D’Abramo (azioni mimiche).
L’ispirazione del regista spazia dalle suggestioni rituali di Eyes Wide Shut al fascino noir e vampiresco di Miriam si sveglia a mezzanotte, vestendo i protagonisti con l’haute couture francese di Yves Saint-Laurent e Givenchy. In questo scenario decadente, l’opera esplora la visione di un mondo dominato dall’oppressione e da un destino ineluttabile dove non c’è spazio per il lieto fine ma si compie la maledizione di un potere distruttivo capace di alterare e corrompere i legami più sacri, trasformando il rapporto tra marito e moglie in un complotto omicida e quello tra madre e figlio in un fatale e inconsapevole inganno di sangue. La protagonista appare come una predatrice assoluta, una sovrana mossa da una sensualità oscura che però soccombe al dolore della sua ferita più profonda, trasformandosi infine in una madre disperata e vittima del suo stesso passato. La musica di Rossini agisce come un formidabile motore drammatico capace di illuminare i meandri di una società corrotta, fino alla catarsi finale nel buio del mausoleo di Re Nino.
Calendario delle rappresentazioni: Dopo la prima di mercoledì 11 marzo alle ore 20:00 (Turno Prime), le repliche proseguiranno giovedì 12 marzo alle 18:30 (Turno Opera), venerdì 13 marzo alle 18:30 (Turno B), sabato 14 marzo alle 20:00 (Turno F), domenica 15 marzo alle 17:30 (Turno D), martedì 17 marzo alle 18:30 (fuori abbonamento), mercoledì 18 marzo alle 18:30 (Turno C).
Info: https://www.teatromassimo.it/event/semiramide
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Giovannella Brancato
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al centro Vasilisa Berzhanskaya (Semiramide) foto © Rosellina Garbo
Chiara Amarù (Arsace) Mirco Palazzi (Assur) foto © Rosellina Garbo
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