Israele bombarda il Libano, decine di morti e oltre 800 feriti. Trump: “Scaramucce”. Iran valuta ritiro da accordo tregua –
Per Netanyahu il Libano è “escluso dal cessate il fuoco”. Idf annuncia la “più grande ondata di attacchi con Hezbollah da inizio guerra”. Prime navi attraversano Stretto di Hormuz, ma Pasdaran avvertono: “Necessario il nostro ok”
08 aprile 2026 | 01.40
Redazione Adnkronos
LETTURA: 2 minuti
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tela, brand logo, tinta unita, tesa stretta, interno foderato, coppola
Tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Oggi, 8 aprile 2026, scatta lo stop alla guerra. Donald Trump ha annunciato nella notte il sì al cessate il fuoco, a patto che Hormuz venga riaperto totalmente. E in un post su Truth Social, ha assicurato che “gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con Teheran” e che “non ci sarà alcun arricchimento dell’uranio” da parte della Repubblica islamica, precisando infine – in riferimento a un possibile piano di pace – che “molti dei 15 punti sono già stati concordati”.
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Continuano invece i raid israeliani sul Libano che per Netanyahu è “escluso dal cessate il fuoco”. Le Forze di Difesa israeliane hanno condotto la più grande ondata di attacchi contro Hezbollah dall’inizio della guerra. Nell’arco di dieci minuti sono stati colpiti oltre 100 obiettivi a Beirut e in alcune zone del Libano meridionale. Il ministero della Sanità libanese ha comunicato che negli attacchi almeno 112 persone sono state uccise e 837 sono state ferite.
Il Libano “non è incluso” nell’accordo sul cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e i raid israeliani di queste ore su Beirut sono “scaramucce”, ha detto Trump, precisando che il Libano è stato escluso “a causa di Hezbollah”. A causa dei continui attacchi israeliani in Libano l’Iran starebbe valutando di ritirarsi dal cessate il fuoco di due settimane concordato con gli Stati Uniti, ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte informata.
In mattinata, a qualche ora dall’accordo, le prime due navi hanno attraversato lo Stretto. “Le navi possono attraversare Hormuz solo con nostro ok”, hanno avvertito però i Pasdaran. E la marina iraniana ha informato che è ancora necessario ottenere il permesso dall’Iran per attraversarlo.
Ieri
20:57
Libano, Casa Bianca: “Trump continuerà a parlarne con Netanyahu”
Ribadendo che il Libano non era incluso nell’accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, la portavoce della Casa Bianca Karolinea Leavitt ha detto: “Questo continuerà a essere discusso, ne sono certa, tra il presidente e il primo ministro Netanyahu, gli Stati Uniti e Israele e tutte le parti coinvolte”.
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Ieri
20:47
Iran, Netanyahu: “Tregua non è la fine della guerra”
La tregua concordata da Stati Uniti e Iran “non è la fine della guerra, ma una tappa sulla strada per raggiungere tutti gli obiettivi”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
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Ieri
20:40
Iran, Casa Bianca: “Trump ancora valuta ritiro da Nato, ne parlerà con Rutte”
Donald Trump “ancora considera” la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato e affronterà la questione nell’incontro che oggi avrà con il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. “E’ qualcosa che il presidente ha discusso e penso che sia qualcosa che il presidente discuterà tra un paio di ore con il segretario generale Rutte”, ha detto la portavoce, aggiungendo che “forse lo ascolterete direttamente dal presidente al termine dell’incontro”.
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Ieri
20:26
Iran, agenzia dell’Onu su sicurezza navale: “Al lavoro per transito sicuro a Hormuz”
“Per la salute e il benessere dei marittimi e dell’industria marittima globale, accolgo con favore il cessate il fuoco annunciato in Medio Oriente. Sto già lavorando con le parti interessate per attuare un meccanismo adeguato che garantisca il transito sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz”. Lo scrive il segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo), Arsenio Dominguez, su X. Per il numero uno dell’agenzia Onu per la sicurezza navale ”la priorità ora è garantire un’evacuazione che assicuri la sicurezza della navigazione”.
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Ieri
20:25
Iran, Casa Bianca: “Primo piano in 10 punti di Teheran in spazzatura, poi arrivato un altro più ragionevole”
Il “piano in 10 punti originariamente” presentato dall’Iran “è stato buttato nella spazzatura dal presidente Trump e il suo team” come completamente “non serio e inaccettabile”, anche se “molti di voi in questa stanza hanno falsamente” hanno riporato che sarebbe stato definito “accettabile” da Washington. Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, è tornata ad attaccare i media americani per “i molti articoli inaccurati sui negoziati” che hanno portato all’accordo.
La portavoce ha poi aggiunto che con l’avanzare della distruzione in Iran, “il regime ha riconosciuto la realtà” ed ha presentato “un più ragionevole e completamente diverso” piano a Trump e al suo team che hanno “determinato che questo piano modificato” poteva essere “una base di lavoro” per i negoziati. “E’ assurda l’idea che Trump abbia accettato una lista dei desideri dell’Iran” ha poi concluso, lanciando un monito ai media di non pubblicare notizie false, tenendo conto che “quello che gli iraniani dicono in pubblico è diverso da quello che ci dicono in privato”.
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Ieri
20:23
Libano, Tajani a Israele: “Soldati italiani non si toccano”
”Israele non deve mettere a repentaglio con attacchi nei confronti del Libano un cessate il fuoco, che è fondamentale per la stabilità dell’area”. A Israele “glielo abbiamo fatto capire in maniera molto chiara: i soldati italiani non si toccano, l’abbiamo detto questa sera all’ambasciatore che è stato convocato alla Farnesina, lo abbiamo detto pubblicamente, lo abbiamo detto anche alle Nazioni Unite”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di ‘Cinque minuti’, in onda questa sera su Rai1.
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Ieri
20:15
Iran, Casa Bianca: “Completamente inaccettabile che Stretto Hormuz di nuovo chiuso”
E’ “completamente inaccettabile” che l’Iran abbia di nuovo chiuso lo stretto di Hormuz, è la prova che quello che dice Teheran in pubblico e in privato è diverso. E’ la posizione della Casa Bianca, espressa dalla portavoce Karoline Leavitt. Oggi c’è stato un “aumento del traffico” nello Stretto e il presidente Donald Trump si aspetta che venga “riaperto immediatamente”. “Questa è la sua aspettativa, gli è stato comunicato privatamente”, ha aggiunto. Se da una parte la Casa Bianca, quindi, ribadisce che l’Iran deve rispettare l’impegno di aprire “immediatamente, velocemente, in modo sicuro e senza limitazioni” lo stretto di Hormuz, dall’altra però definisce false, diffuse dai media iraniani, le notizie di una chiusura dello stretto per rappresaglia contro gli attacchi israeliani in Libano. “Questo è un caso in cui quello che dicono pubblicamente è diverso, privatamente noi abbiamo visto un aumento del traffico nello stretto oggi – ha detto Leavitt – il presidente si aspetta e chiede che lo stretto di Hormuz sia riaperto immediatamente, velocemente e in modo sicuro. Ed è stato assicurato a lui privatamente che è quello che sta succedendo e queste notizie sono false”.
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Ieri
20:10
Iran, Araghchi: “Usa scelgano, cessate il fuoco o guerra: non possono avere entrambi”
“I termini del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti sono chiari ed espliciti: gli Stati Uniti devono scegliere, cessate il fuoco o continuare la guerra tramite Israele. Non possono avere entrambe le cose”. Lo scrive in un post su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui “il mondo vede i massacri in Libano: la palla è nel campo degli Stati Uniti, e il mondo sta osservando se agiranno in base ai loro impegni”.
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Ieri
20:05
Iran, Casa Bianca: “Colloqui ai massimi livelli con la Cina”
La Casa Bianca conferma il coinvolgimento della Cina nei colloqui sull’Iran. In un briefing con i giornalisti, la portavoce Karoline Leavitt ha detto: “Per quanto riguarda la Cina, ci sono state conversazioni ai massimi livelli tra il nostro governo e il governo cinese”.
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Ieri
19:55
Iran, Netanyahu: “Pronti a tornare alla guerra in ogni momento, Teheran più debole che mai”
L’Iran “è più debole che mai” e Israele “è pronto a tornare alla guerra in ogni momento”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Lo Stato di Israele ha raggiunto straordinari successi – ha rivendicato – successi che fino a poco tempo fa sembravano completamente inimmaginabili. L’Iran è più debole che mai. Israele è più forte che mai. Questo è il bilancio della campagna fino a questo momento. Siamo pronti a tornare a combattere in qualsiasi momento, se necessario, il dito è sul grilletto”.
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Ieri
19:54
Libano, Protezione civile: “Almeno 254 morti e 1165 feriti”
Continua a salire il bilancio delle vittime dei raid israliani in Libano. Secondo fonti della Protezione civile del Paese, almeno 254 persone sono rimaste uccise e 1165 ferite. Il numero più alto delle vittime si registra a Beirut con 92 morti e 742 feriti, secondo quanto riporta Al Jazeera, con altri 61 morti e 200 feriti nella periferia meridionale della città.
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Ieri
19:53
Iran, Casa Bianca: “Negoziati a Islamabad sabato con Vance, Kushner e Witkoff”
Il vice presidente JD Vance guiderà la delegazione americana che si recherà nel weekend in Pakistan per l’inizio, sabato mattina dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aggiungendo che il team sarà composto anche dall’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente. “Vance ha avuto un ruolo molto significativo e importante in questo fin dall’inizio – ha sottolineato Leavitt- E’ il braccio destro del presidente. È il vicepresidente degli Stati Uniti ed è stato coinvolto in tutte queste discussioni.” Interrogata sui rischi per la sicurezza legati al viaggio del vicepresidente in Pakistan, la portavoce ha assicurato che la Casa Bianca si fida pienamente del Secret Service “per svolgere il proprio compito e garantire la sicurezza del vicepresidente e del team negoziale del presidente”.
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Ieri
19:52
Iran, fonti Usa: “No preoccupazione situazione Libano faccia fallire cessate il fuoco”
La Casa Bianca “al momento non è preoccupata che la situazione in Libano possa far collassare il cessate il fuoco con l’Iran”. Lo ha detto una fonte americana citata dal giornalista di Axios Barak ravid, secondo cui il premier israeliano Benjimain Netanyahu ha sollevato la questione del Libano in una telefonata con Donald Trump ieri, poco prima dell’annuncio del cessate il fuoco. E i due leader, secondo la fonte, hanno concordato durante la telefonata che i combattimenti in Libano potevano continuare.
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Ieri
19:32
Libano, Meloni: “Ferma condanna per quanto accaduto a convoglio italiano”
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “esprime la sua ferma condanna per quanto accaduto oggi nel sud del Libano dove un convoglio italiano appartenente a Unifil, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.
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Ieri
19:15
Iran, Teheran: “Navi che passano a Hormuz senza ok saranno colpite e distrutte”
“Qualsiasi nave che cercherà” di passare attraverso lo Stretto di Hormuz senza l’autorizzazione dei Pasdaran sarà “colpita e distrutta”. E’ il messaggio che la Marina dei Guardiani della rivoluzione sta facendo circolare per avvertire le imbarcazioni che si trovano nella zona e dopo aver fatto sapere che lo Stretto è chiuso in reazione alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele. “Attenzione a tutte le imbarcazioni nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman. Questa è la stazione navale della Marina dei Guardiani della rivoluzione – recita il messaggio – Il transito nello Stretto di Hormuz rimane chiuso e avete bisogno del permesso dei Pasdaran prima di navigare attraverso lo stretto. Qualsiasi imbarcazione che tenti di viaggiare in mare sarà presa di mira e distrutta”.
Raramente la parola “vittoria” è stata così svuotata del suo significato. Sulla scia di un cessate il fuoco di quindici giorni annunciato in Iran, che non ha avuto alcun effetto corrispondente nella regione, l’amministrazione Trump si è sforzata mercoledì 8 aprile di convincere l’opinione pubblica americana che l’operazione “Epic Fury” fosse stata un clamoroso successo. In gioco c’era l’interpretazione della concessione del presidente, che aveva promesso di colpire le infrastrutture civili, ma anche la definizione dei termini dei negoziati con il regime iraniano, che avrebbero dovuto iniziare venerdì in Pakistan.
