E’ fragile la tregua tra Usa e Iran, con lo scontro sull’uranio arricchito e i raid di Israele contro il Libano che rischiano già di farla saltare. Nella giornata di oggi 9 aprile Donald Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi nel Paese per aiutare ad assicurare il successo dei negoziati con Teheran, mentre dall’Idf era arrivato un nuovo “avviso urgente” per chi si trova nella periferia sud di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah.
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Dal canto suo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver dato istruzioni al governo di avviare negoziati diretti con il Libano “prima possibile”, a seguito di ripetute richieste di Beirut. Secondo Axios i negoziati diretti tra i due Paesi inizieranno la prossima settimana a Washington.
La premier Giorgia Meloni esprime soddisfazione per “la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano” e sottolinea il sostegno dell’Italia. “Il governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto – si legge in una nota di Palazzo Chigi -, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele”.
Ieri
23:41
Iran, Trump: “Pedaggi a petroliere per attraversare Stretto Hormuz? Farebbero meglio a non farlo”
Donald Trump ha messo in guardia l’Iran dall’imporre pedaggi alle navi che desiderano attraversare lo Stretto di Hormuz. Come riferisce l’Afp, il presidente statunitense ha dichiarato in un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social di aver ricevuto “segnalazioni secondo cui l’Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz. Farebbero meglio a non farlo e se lo stanno facendo farebbero meglio a smettere subito!”, ha aggiunto Trump nel secondo giorno del fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
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Ieri
21:25
Iran, Mojtaba Khamenei: “Vendicheremo mio padre”
La Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha promesso che verrà “vendicato” suo padre, Ali Khamenei, assassinato il primo giorno di guerra lo scorso 28 febbraio in un raid aereo israelo-americano su Teheran. In una dichiarazione letta dalla televisione di stato, Mojtaba Khamenei ha aggiunto che verrà chiesto un risarcimento anche per ”il sangue dei martiri e per i feriti di questa guerra”.
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Ieri
21:22
Iran, Meloni sente premier Pakistan Sharif: “Pieno sostegno a negoziati”
“Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questa sera una conversazione telefonica con il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. Il presidente Meloni ha espresso il forte apprezzamento dell’Italia per l’impegno del Primo Ministro Sharif e di tutto il Governo del Pakistan che ha condotto ad un accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran e ribadito il pieno sostegno ai negoziati che si svolgeranno ad Islamabad a partire da domani” rende noto Palazzo Chigi. “Nel corso della conversazione i due leader hanno avuto uno scambio sulle prospettive per una soluzione complessiva del conflitto e concordato di rimanere in stretto contatto”, si legge nella nota. “Il Presidente Meloni ha, in particolare, condiviso con il Primo Ministro pakistano la necessità di un accordo che possa assicurare il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano, la riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz e un quadro di sicurezza regionale”.
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Ieri
21:14
Iran, Meloni sente premier Pakistan Sharif: “Pieno sostegno a negoziati”
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto oggi un colloquio telefonico con la premier Giorgia Meloni. Lo ha reso noto l’ufficio del premier pakistano spiegando che Meloni ha espresso apprezzamento per i successi diplomatici del Pakistan che ha mediato un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e la ripresa del dialogo. Sottolineando il desiderio del Pakistan di pace e stabilità nella regione, Sharif ha accolto con favore la dichiarazione congiunta rilasciata dai principali leader europei e internazionali, tra cui Meloni, a sostegno degli sforzi di pace del Pakistan, che ospiterà i negoziati.
I due leader hanno inoltre espresso la loro seria preoccupazione per le ostilità in corso in Libano e hanno concordato sulla necessità di sforzi internazionali coordinati per prevenire un’ulteriore escalation, al fine di aprire la strada a una pace e stabilità durature nella regione, aggiunge la nota.
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Ieri
20:57
Iran, Mojtaba Khamenei: “Vendicheremo mio padre”
La Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha promesso che verrà “vendicato” suo padre, Ali Khamenei, assassinato il primo giorno di guerra lo scorso 28 febbraio in un raid aereo israelo-americano su Teheran. In una dichiarazione letta dalla televisione di stato, Mojtaba Khamenei ha aggiunto che verrà chiesto un risarcimento anche per ”il sangue dei martiri e per i feriti di questa guerra”.
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Ieri
20:46
Iran, Erdogan a Pezeshkian: “Negoziati puntino a una pace duratura”
I colloqui in Pakistan tra Iran e Stati Uniti dovrebbero essere utilizzati per raggiungere una pace duratura. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian durante un colloquio telefonico. Come si legge in una nota diffusa dall’ufficio di Erdogan, il presidente turco ha detto a Pezeshkian che “i negoziati che si terranno nei prossimi giorni dovrebbero essere sfruttati al massimo per una pace e una stabilità durature”.
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Ieri
20:42
Libano, Hezbollah respinge negoziati diretti con Israele
Hezbollah ha ribadito il rifiuto di qualsiasi negoziato diretto tra Libano e Israele, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva dichiarato di aver ordinato al suo governo di avviare colloqui con Beirut. “Ribadiamo il nostro rifiuto a qualsiasi negoziato diretto tra il Libano e il nemico israeliano, e la necessità di difendere i principi nazionali, primo fra tutti il ritiro israeliano, la cessazione delle ostilità e il ritorno dei residenti nei loro villaggi e città”, ha dichiarato Ali Fayyad, deputato di Hezbollah, in un comunicato.
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Ieri
20:33
Libano, Trump conferma: “Ho chiesto a Bibi di tenere un profilo basso”
”Ho parlato con Bibi” Netanyahu e ”lui intende mantenere un profilo basso. Credo che anche noi dobbiamo essere un po’ più discreti”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump intervistato dalla Nbc, aggiungendo di credere che Israele stia ”riducendo” le sue operazioni in Libano.
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Ieri
20:30
Meloni: “Bene negoziati Israele-Libano, serve immediato cessate il fuoco”
“Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal Primo Ministro Netanyahu. Il Governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele”. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi. “In questo quadro -viene sottolineato- l’Italia continuerà a sostenere il rafforzamento dello Stato libanese e delle sue istituzioni in modo che il Governo libanese possa ripristinare la sua sovranità sull’intero territorio nazionale, incluso il monopolio statale sulle armi. Un immediato cessate il fuoco è anche necessario per porre fine alle sofferenze delle popolazioni civili libanese e israeliana e per creare le condizioni migliori per il successo del processo negoziale avviato martedì scorso tra Usa, Iran e Israele”.
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Ieri
20:15
Iran, Mojtaba Khamenei: “Non cerchiamo la guerra, ma non rinunceremo ai nostri diritti”
L’Iran ”non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti”. Lo ha dichiarato la nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. “La presenza del popolo sul campo deve continuare come è continuata negli ultimi 40 giorni. Voi, il popolo, siete stati i veri vincitori sul campo”, si legge nel post su ‘X’. L’Iran “chiederà un risarcimento per ogni singolo danno inflitto” nella guerra lanciata da Israele e Stati Uniti lo scorso 28 febbraio. Il nuovo leader iraniano ha quindi sottolineato che lo Stretto di Hormuz sarà posto sotto il controllo iraniano
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Ieri
20:00
Iran, Trump: “Molto ottimista su accordo, leader più ragionevoli”
Il presidente americano Donald Trump si è detto ”molto ottimista” sulla possibilità di raggiungere un accordo di pace con l’Iran. Intervistato dalla Nbc News, Trump ha sostenuto che i leader iraniani “parlano in modo molto diverso quando sono a un incontro rispetto a quando parlano con la stampa. Sono molto più ragionevoli”. Quindi, ha aggiunto Trump, i leader iraniani “accettano tutto ciò che devono accettare. Ricordate, sono stati conquistati. Non hanno un esercito”. Ma, ha sottolineato il presidente americano, nel caso in cui gli iraniani ”non raggiungano un accordo, sarà molto doloroso”.
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Ieri
19:45
Iran, atteso a breve messaggio Mojtaba Khamenei
E’ atteso a breve un messaggio della Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. Lo si legge sul suo account di Telegram, spiegando che il leader iraniano diffonderà un messaggio in occasione del quarantesimo giorno dall’uccisione di suo padre, il defunto Leader Supremo Ali Khamenei, avvenuta lo scorso 28 febbraio.
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19:43
Iran, prima petroliera non iraniana passa da Hormuz dopo tregua
La petroliera ‘Msg’, battente bandiera gabonese, è stata prima nave non iraniana ad attraversare lo Stretto di Hormuz e a lasciare il Golfo Persico da quando è entrata in vigore la treguadi due settimane concordata da Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il sito web MarineTraffic analizzando i dati di tracciamento.
La nave, che trasportava 6.941 tonnellate di olio combustibile in 44mila barili ed era stata caricata il 28 febbraio a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, era diretta in India. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco martedì sera, altre due petroliere iraniane e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo Stretto.
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19:02
Araghchi: “Cessate il fuoco regionale accelererebbe arresto Netanyahu”
“Il processo penale di Netanyahu riprende domenica. Un cessate il fuoco su scala regionale, incluso in Libano, accelererebbe il suo arresto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post su X, lanciando un avvertimento a Washington: “Se gli Stati Uniti desiderano distruggere la propria economia permettendo a Netanyahu di sabotare la diplomazia, alla fine sarebbe una loro scelta”. “Pensiamo che sarebbe una decisione stupida, ma siamo pronti ad affrontarla”, ha concluso.
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18:56
Rutte: “Alleati fanno tutto ciò che chiedono Usa”
Gli alleati della Nato, “quasi senza eccezioni”, stanno facendo “tutto” quello che gli Usa chiedono per sostenere la guerra all’Iran, ora in una fragile fase di tregua, dando un “enorme” supporto agli americani. Lo sostiene il segretario generale della Nato Mark Rutte, parlando a Washington al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute.
“Per mantenere l’elemento sorpresa degli attacchi iniziali – afferma – il presidente Donald Trump ha scelto di non informare gli alleati in anticipo, e lo capisco. Ma quello che vedo oggi in Europa è un enorme supporto fornito dagli alleati, che offrono basi, logistica e altre misure per garantire che il potente esercito statunitense riesca a impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare e a indebolire la sua capacità di esportare il caos”.
“Quasi senza eccezioni – aggiunge – gli alleati stanno facendo tutto quello che gli Stati Uniti chiedono. Hanno ascoltato e stanno rispondendo alla richiesta del presidente Trump. Il Regno Unito guida una coalizione di Paesi che stanno allineando gli strumenti militari, politici ed economici necessari per garantire il libero passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questa è la prova di un cambiamento di mentalità”, conclude.
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Intanto secondo quanto riferisce la Tass l’Iran consentirà il transito nello Stretto di Hormuz a non più di 15 navi al giorno, in base all’accordo di cessate il fuoco. “Il traffico dipende strettamente dal consenso dell’Iran e dal rispetto di un protocollo specifico. Questo nuovo quadro normativo, attuato sotto la supervisione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato ufficialmente comunicato alle parti nella regione – ha spiegato la fonte – Non ci sarà un ritorno allo status quo precedente alla guerra”.
