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Il Papa: violazioni del diritto e tentazioni neocoloniali, urge un nuovo corso della storia
Nel discorso alle autorità algerine, Leone XIV insiste, alla luce del moltiplicarsi dei conflitti, sull’urgenza di un cambio di passo. Invoca la promozione del dialogo, una maggiore giustizia tra i popoli, l’esercizio dell’autorità che eviti la logica del dominio. Auspica che si lavori per una “guarigione della memoria” e per la “riconciliazione fra antichi avversari”. Sul destino di Mediterraneo e Sahara: “Guai se ne facciamo cimiteri dove muore anche la speranza!”
Antonella Palermo – Città del Vaticano
Segno di una cultura dell’incontro e della riconciliazione. Esplicito è Leone XIV sul senso profondo della sua presenza in terra algerina dove oggi, 13 aprile, è approdato. Parole chiave che, di fronte alle autorità, ai rappresentanti della società civile e al corpo diplomatico del Paese magrebino riunite nel Centro convegni Djamaa el Djazair, scandisce e ripete – dopo quelle pronunciate nell’omaggio al monumento dei martiri Maqam Echaid e, prima ancora, durante il volo rispondendo ai giornalisti -, in un’ampia riflessione ispirata non solo dalla storia della regione. Essa, infatti, è inevitabilmente intrisa delle apprensioni per un mondo attraversato da scontri, “continue violazioni del diritto internazionale” e “tentazioni neocoloniali”, preoccupazioni che chiamano in causa l’esercizio dell’autorità come servizio per la giustizia, l’uguaglianza e l’inclusione e una pratica religiosa mai scissa dalla pietà, che rifiuta ogni forma di fondamentalismo.
In ascolto di Leone XIV con le autorità, i rappresentanti della società civile e il Corpo diplomatico in Algeria
In ascolto di Leone XIV con le autorità, i rappresentanti della società civile e il Corpo diplomatico in Algeria (@Vatican Media)
L’arrivo nella sala polivalente, dopo la visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Abdelmadjid Tebboune, ha luogo con quasi un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia del viaggio. Circa 1400 le persone qui radunate, al cospetto del Successore di Pietro e del Capo dello Stato che indirizza un lungo saluto al Pontefice. Giustizia sociale, pace, libertà, dialogo e coesistenza: sono i valori “unificanti”, la base “solida e condivisa” per una “disponibilità totale e incrollabile” da parte dell’Algeria, afferma Tebboune, a proseguire la “stretta cooperazione” con la Santa Sede”. Guardando all’instabilità degli scenari geopolitici internazionali, esprime apprezzamento per gli sforzi compiuti per la pace da Leone XIV, e considera “coraggiosa” la posizione assunta dal Pontefice di fronte alla tragedia di Gaza e alle tante sofferenze patite dai palestinesi. Si unisce così alla voce del Papa “nel chiedere sicurezza e una pace durature nella regione del Golfo, e perché il Libano superi le prove ingiuste che continua a sopportare”.
