Rosario dalla Cappella dell’Annunciazione della Radio Vaticana
L’appello di Leone per la Terra Santa: si torni a negoziare un’equa soluzione politica
Riflettori su Cisgiordania e Gaza, all’Angelus: si rispettino “pari dignità” e “uguali diritti” per ogni persona, rigettando “nuove azioni militari e decisioni unilaterali”. Sull’intensificarsi della violenza in Medio Oriente, il Papa invoca “tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia”. Poi, la lode per il Beato Hoayek: pace per il Libano. L’invito, nella Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, a garantire loro sempre assistenza
Antonella Palermo – Città del Vaticano
La pace che non decolla, non si stabilizza, che fa amaremente le spese rispetto a interessi mortiferi. È il tema centrale e cruciale al centro dell’appello di oggi, ultima domenica di luglio, dopo la recita dell’Angelus guidata da Leone XIV in piazza della Libertà a Castel Gandolfo. La preoccupazione per le sorti del Medio Oriente è particolarmente forte per il Papa, compresa quella per il Libano, dove ieri è stato beatificato il patriarca maronita Elia Hoayek. Mostrando, inoltre, anche di seguire le notizie riguardanti i devastanti incendi che stanno interessando varie località in Francia e Spagna, il Papa manifesta la sua vicinanza e invita tutti a pregare “per le persone colpite e per il lavoro dei soccorritori”.
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Pari dignità e uguali diritti
Il tempo di riposo estivo non distoglie dunque il Pontefice dall’apprensione con cui continua a seguire il perdurare e l’inasprirsi della violenza in Terra Santa, dove – ricorda – ultimamente sono state vittime anche molti civili, in Cisgiordania e a Gaza. Sgorgano parole ferme di invocazione ai leader politici:
Rivolgo un accorato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa.
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Sospendere gli attacchi, riaprire dialogo e diplomazia
Lo sguardo del Papa si allarga a tutto il Medio Oriente, dove l’escalation di violenza e distruzione a causa delle operazioni militari, stanno incidendo “gravemente”, osserva il Papa, sulla vita di numerosi civili. La carenza di acqua potabile ed elettricità è un dato che non passa in secondo piano nel richiamo del Pontefice. Da qui, l’appello prosegue:
Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia, per giungere quanto prima alla pace, tanto desiderata per tutta la regione.
“Possa il Signore toccare i cuori e illuminare le menti dei responsabili, perché presto si giunga alla riconciliazione e alla pace”, è la supplica del Successore di Pietro che chiede a ciascuno di affidare nella preghiera tutti i popoli sofferenti a causa della guerra.
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La preghiera per la pace in Libano affidata al beato Hoayek
L’attenzione per le sorti politiche e umanitarie della regione mediorientale riguarda anche il “tanto caro” Libano, tappa del primo viaggio apostolico di Leone XIV. All’indomani della beatificazione, proprio nel Paese dei Cedri, di Elia Hoayek, Patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931 e Fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia, che per oltre trent’anni ha guidato la Chiesa Maronita “con grande dedizione e sensibilità pastorale”, il Papa ricorda colui che ormai viene considerato “Padre del Grande Libano”. Per il Pontefice resta l’”uomo di dialogo e di speranza” e “luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico”. Raccomanda preghiere di intercessione per implorare e ottenere il dono della pace per l’intero popolo.
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Garantire attenzione e assistenza agli anziani
Nella festa dei Santi Gioacchino e Anna, il Papa non trascura, inoltre, di menzionare i nonni e gli anziani. Lo fa nella Giornata odierna a loro dedicata che, nella sesta edizione di quest’anno, riprende le parole di Isaia: «Io invece non ti dimenticherò mai». Nella consapevolezza che essi sono dono per la Chiesa e per la società, giunge l’invito: