Valeria e Youssef
di Angela Dematté
regia Andrea Chiodi
con Mariangela Granelli e Ugo Fiore
scene Guido Buganza
luci Cesare Agoni
costumi Ilaria Ariemme
video Sergio Fabio Ferrari
musiche Daniele D’Angelo
direzione di produzione Giacomo Brambilla
direzione tecnica Cesare Agoni
scene realizzate nel laboratorio del Centro Teatrale Bresciano
assistente alla costruzione Pia Meret Thomanek
Lo spettacolo Valeria e Youssef con la regia di Andrea Chiodi racconta la storia di Valeria e di suo figlio Youssef, del loro amore incondizionato e della fede nell’Islam.
Valeria non è nata musulmana: la sua conversione è una scelta consapevole, nata dall’amore ma radicata in un percorso più ampio di ricerca interiore, iniziato già negli anni del Terzo Teatro, il movimento di ricerca e studio sul lavoro dell’attore affermatosi nella seconda metà del Novecento intorno al manifesto di Eugenio Barba del 1976.
Youssef, oggi ventenne, eredita quella stessa urgenza: il bisogno di assoluto, di giustizia, di verità. Ma il suo cammino prende una direzione diversa. Le sue domande si fanno più radicali, alimentate da nuove influenze che promettono risposte semplici e definitive.
In scena Mariangela Granelli e Ugo Fiore, due attori che abitano uno spazio essenziale che si trasforma continuamente: una stanza in Marocco, una casa a Bologna, una piccola abitazione a Londra. Ma è soprattutto nella parola, nel confronto serrato tra madre e figlio, che lo spettacolo trova la sua forza. Un dialogo intenso, fatto di silenzi, incomprensioni e amore, in cui ogni certezza viene messa in discussione.
Al centro, il tentativo di una madre di comprendere e fermare una possibile deriva, e insieme una riflessione potente e attuale sulle dinamiche di potere che utilizzano il sacro per affermarsi.
Uno spettacolo necessario, capace di interrogare il presente senza offrire risposte facili, ma restituendo tutta la complessità dei legami, della fede e del bisogno umano di trovare un senso nel mondo.
