“L’OPERA CUNTATA” CON SALVO PIPARO E LELLO ANALFINO PER L’ESTATE DEL TEATRO MASSIMO
Mercoledì 1 luglio alle ore 21:00, la Sala Grande ospita lo spettacolo che intreccia l’opera di Mascagni “Cavalleria Rusticana”, il mistero del Caravaggio rubato, e la devozione per Santa Rosalia. Il nuovo allestimento che fa da prologo alle recite dell’opera in cartellone a settembre, sarà replicato a luglio nei quartieri di Danisinni, Brancaccio e Zen.
Palermo, 29.06.2026. Mercoledì 1 luglio, alle ore 21:00, la Sala Grande del Teatro Massimo di Palermo ospiterà il debutto de “L’Opera Cuntata”,Cavalleria Rusticana, Caravaggio, Santa Rosalia, uno spettacolo che intreccia parola, musica, memoria in un unico grande racconto teatrale. Ne sono autori e protagonisti l’attore e cuntistaSalvo Piparo e il musicista Lello Analfino, con il Lello Analfino Quartet (Lino Costa alle chitarre, Vincenzo Fontes alle tastiere e Francesco Prestigiacomo a percussioni ed effetti).
Lo spettacolo, inserito nella programmazione estiva della Fondazione Teatro Massimo, racconta il legame tra la Sicilia, la letteratura popolare e il verismo musicale, ponendosi come prologo alle recite di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, in cartellone alla ripresa della stagione lirica a settembre. Dopo il debutto in Sala Grande, “L’Opera Cuntata” sposterà la sua forza narrativa sul territorio, con tre repliche nei quartieri della città: il 22 luglio a Danisinni, il 25 luglio a Brancaccio e il 28 luglio allo Zen.
“L’opera cuntata” fonde la tradizione del cunto, la musica dal vivo e il teatro di narrazione in un’unica partitura scenica suddivisa in tre quadri narrativi, legati tra loro dal tema del sacro, della memoria e dell’identità. Il primo quadro: Santa Rosalia e la devozione popolare è un omaggio alla “Santuzza” che più di ogni altra incarna l’identità spirituale e popolare di Palermo, rappresentando un rito civile capace di unire generazioni e quartieri differenti. Prendendo spunto dal Cunto del Festino di Palermo, Salvo Piparo con il linguaggio del cunto restituisce sulla scena una favola sacra e profana rievocando i miracoli, le invocazioni e la processione che da quasi quattro secoli unisce la città. Il secondo quadro: Il mistero del Caravaggio mette al centro una delle ferite più dolorose del patrimonio artistico siciliano: il furto della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio, sottratta dall’Oratorio di San Lorenzo nel 1969 e mai ritrovata. Attraverso il cunto e l’ausilio di videoproiezioni, Piparo ripercorre le ipotesi investigative che negli anni hanno tentato di ricostruire il destino dell’opera e le testimonianze di storici collaboratori di giustizia (tra cui Grado, Spatuzza, Cancemi e Mannoia), trasformando il racconto in una potente riflessione civile sul rapporto tra arte, legalità e memoria. Il terzo quadro: Cavalleria Rusticana è dedicato all’opera di Pietro Mascagni, a cui le immagini del film Il Padrino – Parte III in parte ambientate proprio sulla scalinata monumentale del Teatro Massimo, hanno dato ulteriore popolarità. Attraverso le storie d’amore, onore e vendetta di Turiddu, Santuzza, Lola e Alfio, lo spettacolo rilegge il dramma rusticano alla luce delle cronache contemporanee. Le passioni fatali dell’opera lirica diventano una metafora e una riflessione civile contro la violenza di oggi, dai femminicidi alle aggressioni giovanili, dimostrando l’attualità e la forza universale della musica di Mascagni.
Salvo Piparo è da anni considerato un vero e proprio custode delle più antiche memorie dell’Isola, capace di svelare la Sicilia e le sue leggende attraverso la tecnica tradizionale del cunto. Ricercatore attento e appassionato interprete della voce del popolo, ha firmato numerosi successi teatrali e vanta importanti collaborazioni, come quella con Ficarra e Picone per lo spettacolo Pallonate e con Pietrangelo Buttafuoco per la trasposizione di Buttanissima Sicilia, applaudita in tutta Italia. Attivo anche sul grande e piccolo schermo, Piparo è stato protagonista del film pluripremiato Ore 18 in punto di Pippo Giallorosso e ha preso parte ad Andiamo a quel paese di Ficarra e Picone, oltre ad aver prestato la sua voce come narratore per la trasmissione di Rai 3 Amori Criminali. Già ambasciatore per il Mediterraneo all’Expo e Testimonial Ufficiale Unicef, l’attore unisce da sempre l’attività teatrale a un profondo impegno civile, in particolare nella lotta al pizzo e in manifestazioni di beneficenza. Tra i suoi più recenti successi: i record di presenze al Festival Dionisiache di Segesta con Shakespeare in brexit e il tutto esaurito registrato al Teatro Biondo di Palermo con lo spettacolo C’era e c’era Giuseppe Schiera.
Lello Analfino, storico frontman dei Tinturia, vanta una carriera costellata da centinaia di live in Italia e all’estero e sei album all’attivo. Il suo percorso è legato a un felice sodalizio artistico e umano con il duo Ficarra e Picone, per i quali ha firmato la colonna sonora del film d’esordio Nati stanchi, ha guidato la resident band nella trasmissione Mediaset Chi ce lo doveva dire e ha scritto il celebre brano per la pellicola Andiamo a quel paese, candidato ai Nastri d’Argento nel 2015. Nel corso degli anni, si è esibito davanti a centomila persone per Papa Benedetto XVI a Palermo ed è salito più volte sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma. Riconosciuto dal Parlamento Europeo di Bruxelles tra le personalità per la promozione della lingua e della cultura siciliana, il musicista ha continuato a rinnovarsi fondando la T-Hamleth Orkestar e firmando le musiche per Il malato immaginario con la regia di Salvo Ficarra. Tra i suoi progetti più recenti spiccano i singoli di protesta e impegno sociale Testa e cuore e Non è solo una canzone (rielaborazione di Bella Ciao), che hanno anticipato un tour nei club italiani ed esteri registrando continui sold out tra il 2025 e il 2026. Biglietti da 12 a 30 euro.
Ÿhttps://www.teatromassimo.it/event/lopera-cuntata-cavalleria-rusticana-2/
Lello Analfino e Salvo Piparo ph. Caterina Sciortino