Il Papa riceve la delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli.
Il Papa riceve la delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
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Il Papa: i cristiani portino pace tra le divisioni, in gioco il futuro dell’umanità
Nel suo discorso alla delegazione del Patriarcato Ecumenico giunto a Roma in occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, Leone XIV ricorda la commemorazione del 1700.mo anniversario del Primo Concilio di Nicea a Ìznik come testimonianza di “comunione già esistente” tra le diverse confessioni. Esorta tuttavia a una rinnovata collaborazione di fronte alle sfide odierne poste dalla cura dell’ambiente e dalla tecnologia
Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
Un cammino che si arricchisce di nuove tappe, il cui orizzonte, la comunione, è “già esistente” e costituisce una testimonianza di pace in un mondo segnato da guerre, polarizzazioni e contrasti. Gli ostacoli lungo la via sono tanti, nuovi e mutevoli, ma la grandezza del mandato, il “futuro stesso dell’umanità”, è garanzia di un impegno comune per tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Così Papa Leone XIV intravede il futuro delle diverse confessioni cristiane nel mondo, ricevendo in udienza questa mattina, 30 giugno, la delegazione del Patriarcato Ecumenico guidata da Emmanuel, metropolita di Calcedonia, e inviata a Roma dal patriarca Bartolomeo, nel quadro del tradizionale scambio di delegazioni in occasione delle rispettive feste dei santi patroni: ieri per la celebrazione dei Santi Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la festa di Sant’Andrea.
La vostra presenza tra noi esprime la fraterna vicinanza della Chiesa sorella che è in Costantinopoli e del suo pastore e guida Sua Santità Bartolomeo, Patriarca Ecumenico. A lui e a tutti i membri del Santo Sinodo sono vivamente grato per aver voluto inviarvi a Roma, per continuare il tradizionale scambio di visite in occasione delle feste dei Santi Patroni delle nostre rispettive Chiese
LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV
Il Papa ed Emmanuel, metropolita di Calcedonia (@Vatican Media)
Il ricordo degli incontri con Bartolomeo
Il Pontefice riparte proprio dal “vivo” ricordo della partecipazione alla celebrazione di Sant’Andrea, nella Chiesa patriarcale di San Giorgio al Phanar, lo scorso 30 novembre, in occasione del suo viaggio apostolico in Türkiye e Libano. Rievoca “con gioia e riconoscenza” gli incontri con il patriarca Bartolomeo e la comune visione riscontrata soprattutto nel “desiderio di progredire nel cammino verso la piena unità tra tutti i cristiani”.
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La commemorazione del Concilio di Nicea
Altra tappa fondamentale del viaggio, rimarcata dal Vescovo di Roma, è stata la commemorazione del 1700.mo anniversario del Primo Concilio di Nicea, tenutasi alla vigilia della festa di Sant’Andrea a İznik, su invito dello stesso Bartolomeo e alla presenza di rappresentanti di altre Chiese e comunità ecclesiali.
Ha rappresentato un’eloquente testimonianza della comunione già esistente tra tutti coloro che condividono la fede in Dio, Padre di tutti gli uomini, e confessano il Signore e Figlio di Dio Gesù Cristo e lo Spirito Santo, che ci ispira e ci conduce alla pienezza della verità e dell’unità
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Verso le celebrazioni del secondo millenio della Redenzione
Tali eventi commemorativi, prosegue il Papa, evidenziano come il Credo di Nicea rappresenti la base e il criterio di riferimento del percorso verso l’unità, all’interno del quale Leone XIV fissa una data.
Possa il cammino verso la celebrazione del secondo millennio della Redenzione, nel 2033, essere percorso insieme tra tutte le Confessioni cristiane del mondo, riscoprendo il dono e la chiamata ad essere testimoni del Risorto.
Il futuro dell’umanità in gioco
Una missione ancora più rilevante in un’epoca che, riafferma il Pontefice, è lacerata da guerre, “crescente polarizzazione” e divisioni culturali e sociali. Un contesto nel quale i cristiani, “riconciliati tra loro e concordi nella professione dell’unica fede”, sono chiamati a essere un segno credibile di pace, coinvolgendo in questo impegno tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Nell’attuale situazione è in gioco non solo la credibilità dell’annuncio cristiano, ma il futuro stesso dell’umanità
Lo scambio di doni (@Vatican Media)
Le responsabilità dell’uomo
Un’esigenza resa ancora più urgente dall’accrescersi delle sfide odierne: la pace, il buon uso delle nuove tecnologie e la cura del creato, responsabilità che scaturiscono dallo stesso Vangelo di Gesù Cristo.
Infatti la responsabilità nei confronti della vita e della dignità di ogni essere umano, a partire dai più piccoli e bisognosi, è il criterio che decide del nostro destino presente ed eterno.
