Guerra Iran, aereo Usa precipita in Iraq: “Incidente in volo in spazio amico”
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Quattordicesimo giorni di guerra, oggi 13 marzo, tra Iran, Usa e Israele. All’indomani del primo messaggio di Mojtaba Khamenei al Paese, la giornata si apre con la minaccia del presidente Donald Trump alla Repubblica islamica – “Guardate cosa succederà a questi folli criminali” – e con esplosioni a Teheran e nuovi attacchi israeliani alla periferia di Beirut.
Il presidente Macron ha intanto annunciato la morte di un soldato francese “durante un attacco” nella regione di Erbil, nel Kurdistan iracheno.
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Cavo Dragone: “Non esiste minaccia che Occidente e Nato non possano affrontare”
“Con il conflitto in Ucraina avevamo già visto la velocità con cui si propagano le crisi. Sono sempre più difficili da contenere: in pochi giorni la guerra si è estesa dal Golfo fino al Mediterraneo, con effetti su scala mondiale. Questa portata globale non è soltanto una questione di tecnologia militare ma politica. L’Occidente è in contrapposizione con l’Asse del Male, di cui l’Iran fa parte se non è addirittura il burattinaio, che costituisce una sfida alla nostra sicurezza, al nostro modello di vita, insomma, alle nostre democrazie”. A dirlo, in una intervista a Repubblica, è l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, chairman del Comitato militare della Nato ed ex capo di Stato maggiore della Difesa. “Deve essere chiaro che non esiste una minaccia che l’Occidente e la Nato non siano in grado di affrontare – sottolinea – con una cooperazione sempre più stretta con l’Ue e con l’Onu. Su certi argomenti ci possono essere opinioni differenti. Ma la coesione dell’Alleanza è un dato fuori discussione. C’è in gioco la credibilità dell’Occidente”.
“La Nato continua a rafforzare la vigilanza e la protezione. Abbiamo integrato la difesa aerea, condividiamo l’intelligence e proteggiamo le infrastrutture critiche. E mi sembra opportuno sottolineare – insiste Cavo Dragone – l’efficacia della risposta: l’abbiamo vista nella difesa della Turchia, intercettando i due missili iraniani”.
Sui droni, nuovi protagonisti della guerra, gli stessi che mercoledì hanno colpito la base italiana di Erbil, dice: “Gli attacchi di settembre in Polonia, in Romania e nei Paesi Baltici hanno posto con chiarezza quanto sia concreta la minaccia. Si sta facendo molto, soprattutto con il comando Act preposto alla innovazione e alla trasformazione degli strumenti: ha trovato molto materiale disponibile sul mercato e ne ha elaborato altro. Nel giro di qualche mese ci sarà l’integrazione di nuovi sistemi nella difesa aerea sul fianco est dell’Alleanza”.
“La richiesta Usa di una maggiore responsabilità europea nella difesa del continente io la ritengo più che legittima. Però serve un salto di qualità – conclude l’ammiraglio Cavo Dragone – maggiore integrazione, standardizzazione degli strumenti e delle industrie della difesa. Occorre varare dei programmi pluriennali stringenti per prevedere risultati concreti e in tempi ragionevoli. E l’industria della difesa deve essere un elemento dell’insieme e non un partner esterno. I ritmi della produzione in Europa sono troppo lenti: è inaccettabile, ci vuole un cambiamento radicale e senza aumentare i costi”.
Guerra in Medio Oriente: un soldato francese ucciso e cinque feriti in Iraq in un attacco di droni rivendicato da un gruppo armato filo-iraniano; Israele annuncia di aver lanciato un attacco su larga scala contro Teheran
Il gruppo iracheno Ashab al-Kahf ha minacciato la Francia venerdì mattina, mentre Emmanuel Macron ha ricordato durante la notte che la presenza di soldati francesi in Iraq “rientrava strettamente nel quadro della lotta al terrorismo”.
