Sons of Italy Foundation, l’Umbria protagonista a Washington. Presidente Proietti: “Un riconoscimento al valore universale della nostra terra e al legame con gli italiani d’America”
(aun) – Perugia, 30 maggio 2026 – La Regione Umbria è stata al centro del Gala dei premi nazionali per l’istruzione e la leadership 2026 promosso dalla Sons of Italy Foundation, in programma giovedì sera presso il Ronald Reagan Building di Washington DC, con ricevimento e premiazioni. L’evento, organizzato nell’ambito delle attività dell’Order Sons and Daughters of Italy in America, ha reso omaggio all’Umbria e alle persone che hanno offerto un contributo significativo alle proprie realtà sociali, culturali e professionali.
“Per l’Umbria è un riconoscimento di grande valore – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – perché arriva da una delle più importanti organizzazioni italoamericane, nata per custodire il patrimonio culturale italiano, sostenere l’istruzione e rafforzare il legame tra generazioni. Siamo protagonisti a Washington portando nel cuore degli Stati Uniti il volto autentico della nostra regione: una terra di cultura, spiritualità, lavoro, solidarietà e dialogo. E lo saremo per tutto il 2026 perché saranno organizzate iniziative ed eventi dedicati alla nostra terra, al Cuore verde d’Italia”.
La Sons of Italy Foundation, costituita nel 1959 come braccio filantropico dell’organizzazione, ha sostenuto negli anni borse di studio, iniziative culturali, interventi di carattere sociale e programmi rivolti ai giovani. Il gala nazionale ha dedicato particolare attenzione anche al futuro delle nuove generazioni italoamericane, valorizzando il ruolo dell’istruzione e della leadership come strumenti di crescita personale e collettiva.
“Questa serata è dedicata soprattutto ai giovani e al futuro – ha affermato la presidente -. A tutti i premiati delle borse di studio e dei riconoscimenti per la leadership rivolgo le mie più sincere congratulazioni.
I vostri risultati ci ricordano che lo studio, il servizio verso la comunità e l’impegno personale contano ancora, e contano moltissimo. Voi ci insegnate qualcosa di molto importante: l’identità non è mai un limite. È una forza. Si può essere pienamente americani e, allo stesso tempo, profondamente orgogliosi delle proprie radici italiane”.
“Il rapporto con gli italiani d’America – ha aggiunto Proietti – appartiene alla storia profonda dell’Umbria. Tante famiglie umbre hanno contribuito, con sacrificio e talento, alla crescita delle città americane, mantenendo vivo il legame con le proprie radici. Oggi quel legame si rinnova attraverso la cultura, la formazione, il turismo delle radici, le relazioni istituzionali e la promozione del nostro territorio nel mondo. È il rapporto tra i nostri Paesi si costruisce attraverso governi e istituzioni, città e regioni, università, imprese e organizzazioni civiche. E proprio stasera abbiamo instaurato rapporti di futura collaborazione con molte realtà imprenditoriali e istituzionali.
Esiste poi il legame profondo delle nostre comunità: dalla Festa dei Ceri, celebrata dal 1909 a Jessup — e i Ceri sono anche simbolo della Regione Umbria nella nostra bandiera — allo Spoleto Festival USA di Charleston e al legame tra Umbria Jazz e il Berklee College of Music di Boston.
Vi sono inoltre importanti gemellaggi: la mia amata Assisi con San Francisco dal 1969, Perugia con Seattle e, più recentemente, Cascia con Chicago, unite dalla comune devozione a Santa Rita e nel segno di Papa Leone”.
L’Order Sons and Daughters of Italy in America, nato nel 1905, riunisce donne e uomini di origine italiana impegnati nella promozione della cultura, della lingua e delle tradizioni italiane, nel sostegno all’istruzione e in attività benefiche. Nel tempo l’organizzazione ha sviluppato anche un forte impegno per la giustizia sociale, l’inclusione e la tutela dell’immagine degli italoamericani.
“L’Umbria è terra di città storiche, borghi, paesaggi straordinari, eccellenze enogastronomiche, eleganza italiana senza tempo e qualità della vita. Ma la presenza dell’Umbria in questo contesto – ha detto ancora la presidente – rafforza una proiezione internazionale fondata su valori concreti: pace, accoglienza, conoscenza, responsabilità e cura delle relazioni tra i popoli. Perché l’Umbria è una terra che parla di spiritualità, dialogo e ricerca di senso; è la terra di San Benedetto da Norcia e di San Francesco d’Assisi — del quale quest’anno celebriamo l’ottavo centenario della morte. La loro spiritualità, la loro purezza e la forza della loro testimonianza sono profondamente radicate nella nostra terra. E proprio quest’anno portare l’Umbria a Washington significa anche condividere un messaggio universale che parla alle coscienze e alle istituzioni: costruire ponti, investire nei giovani, riconoscere nella memoria e nella cultura una forza viva per il futuro”.
La trasferta a Washington ha contemplato anche la visita all’ambasciata italiana dove la presidente della Regione si è intrattenuta con l’ambasciatore Marco Peronaci; un incontro nel corso del quale la presidente ha illustrato i possibili fattori di crescita nei rapporti tra Umbria e Stati Uniti raccontando le eccellenze come la ricerca e l’innovazione nel settore aerospaziale, l’energia verde, la manifattura di qualità nel campo della moda e dell’artigianato, il sistema dell’accoglienza che attrae moltissimi visitatori dagli Stati Uniti, la presenza di studenti americani, ma anche le sfide etiche dell’intelligenza artificiale, in un ecosistema come quello Umbro che per qualità della vita, intensità di valori e bellezza è unico al mondo. “Intenso e’ il legame che unisce la nostra regione e gli Stati Uniti d’America – ha detto la presidente – anche grazie a molti giovani umbri che scelgono gli States per l’alta formazione o per avviare Start up. Ma anche per le relazioni che si sono costruite nel tempo quando i nostri padri scelsero di emigrare nei vari Stati americani per costruirsi un futuro certo. E’ un impegno della nostra regione di intensificare i rapporti anche sociali, di vicinanza, oltre che economici, di ricerca scientifica e innovazione tecnologica in vari campi compreso quello dell’intelligenza artificiale”.
Un momento particolare è stata la visita alla sede della Banca mondiale dove grazie all’advisor Guido Massimiliano e’ stato possibile conoscere il funzionamento dell’organizzazione composta da 189 paesi membri che fornisce prestiti, crediti e assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo. “La mission della
Banca mondiale è ridurre la povertà globale e promuovere una crescita economica sostenibile – ha spiegato la presidente – e questo obiettivo deve essere condivisibile da tutti e soprattutto ci fa toccare con mano il lavoro che va fatto con continuità e abnegazione per combattere, ognuno facendo la propria parte e nel proprio ruolo, le diseguaglianze nel mondo”.
A conclusione della permanenza a Washington la presidente Proietti ha visitato il parlamento americano, il Campidoglio (Capitol Hill), dove è esposta la storia americana tra dipinti, affreschi e statue. “E’ un luogo simbolo della
democrazia – ha detto la presidente – dove si percepisce forte il richiamo al passato, alla genesi di un Paese che è diventato una potenza mondiale e vanta con orgoglio le proprie radici”.
