Benjamin Netanyahu insiste sul ‘no’ al piano americano per Gaza e sul ‘no’ al ritiro delle forze israeliane fino al “vero” disarmo di Hamas. “Israele respinge il documento in 15 punti”, presentato a fine luglio, “dal Board of Peace” di Donald Trump e le forze israeliane “non procederanno con alcun ritiro” dalla Striscia di Gaza “fin quando non ci sarà il vero disarmo di Hamas”, ha detto il premier israeliano durante una riunione di governo.
“E quando parlo di disarmo – ha incalzato Netanyahu nelle dichiarazioni riportate dal sito di notizie israeliano Ynet – intendo armi pesanti, armi leggere, tutte le armi”. “Parliamo di disarmo reale, non finto”, ha ripetuto ancora, affermando che “stiamo parlando con gli americani di questa questione”. “Hanno alcune idee – ha aggiunto – Per noi alcune sono accettabili, altre no”.
La scorsa settimana Donald Trump ha annunciato un accordo raggiunto dal Board of Peace sul “disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza”. Martedì è arrivata la prima reazione di Netanyahu, che in un video diffuso sui social affermava che Israele non aveva acconsentito al piano e puntualizzava che aveva ricevuto una “bozza” e risposto con osservazioni, non con un via libera.
Quanto all’Iran, “ancora una volta voglio ribadire che, con o senza un accordo, fin quando sarò primo ministro, l’Iran non avrà armi nucleari”.
Hamas: “Serve pressing Usa e mediatori”
Hamas resta impegnato a rispettare la roadmap per Gaza concordata con i mediatori al Cairo dieci giorni fa, ha dichiarato a Reuters l’alto esponente di Hamas Basem Naim, citato da Al Jazeera, ribadendo l’adesione del gruppo al percorso definito nei negoziati. E auspica “pressioni” da parte di Washington e dei mediatori su Benjamin Netanyahu affinché accetti la prossima fase del piano per la Striscia di Gaza dopo che il premier israeliano ha annunciato che “Israele respinge il documento in 15 punti”. “Ci aspettiamo dai mediatori e dal garante americano che facciano pressioni su Netanyahu e il suo governo affinché rispettino la roadmap e non ostacolino il processo per ragioni politiche o motivi legati alle elezioni”, ha detto ancora all’agenzia Afp Naim.
Quanto all’Iran, “ancora una volta voglio ribadire che, con o senza un accordo, fin quando sarò primo ministro, l’Iran non avrà armi nucleari”.
Hamas: “Serve pressing Usa e mediatori”
Hamas resta impegnato a rispettare la roadmap per Gaza concordata con i mediatori al Cairo dieci giorni fa, ha dichiarato a Reuters l’alto esponente di Hamas Basem Naim, citato da Al Jazeera, ribadendo l’adesione del gruppo al percorso definito nei negoziati. E auspica “pressioni” da parte di Washington e dei mediatori su Benjamin Netanyahu affinché accetti la prossima fase del piano per la Striscia di Gaza dopo che il premier israeliano ha annunciato che “Israele respinge il documento in 15 punti”. “Ci aspettiamo dai mediatori e dal garante americano che facciano pressioni su Netanyahu e il suo governo affinché rispettino la roadmap e non ostacolino il processo per ragioni politiche o motivi legati alle elezioni”, ha detto ancora all’agenzia Afp Naim.
A Gaza, “il più grande funerale collettivo nella storia della Palestina”, ovvero la difficoltà di dare sepoltura ai morti e ai dispersi della guerra.
I resti di 112 vittime di un raid aereo israeliano su un edificio nell’enclave palestinese, tutti membri della stessa famiglia, sono stati sepolti il 4 agosto, due anni e mezzo dopo la loro morte. Gli abitanti non dispongono delle risorse necessarie per cercare e recuperare le migliaia di corpi ancora sepolti sotto le macerie.
