CARCERI. PETROLATI (DEMOS): PERDERE IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ NON SIGNIFICA PERDERE TUTTI I DIRITTI
Roma, 2 luglio 2026 – Stamattina in Aula Giulio Cesare la Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, ha presentato la sua relazione annuale sulle condizioni delle carceri della nostra città.
“Ringrazio la Garante per il lavoro svolto in questo anno, per la pazienza e la dedizione con cui ha costruito reti, ponti, relazioni. Concordo con lei nel ritenere fondamentale il modo in cui si garantiscono i diritti delle persone private della libertà personale per valutare il grado di civiltà di una società” afferma il capogruppo capitolino di Demos Sandro Petrolati. “Valentina Calderone ha sottolineato come la questione carceri che prima era ritenuta esclusivamente statale, oggi sia consapevolmente una questione anche territoriale. Roma ha 5 centri di detenzione per adulti, uno per ragazzi (Casal del Marmo) e un centro di permanenza per i rimpatri (ponte Galeria): sette luoghi, nella città, in cui vivono persone che pur avendo perso il diritto alla libertà personale non possono essere considerate prive di diritti. Il diritto alla vita in primo luogo, alla salute, alla relazione con la famiglia. E invece assistiamo a troppi suicidi, mancano cure e farmaci, manca la possibilità di stare in contatto con i propri cari. Abbiamo svolto un consiglio a Rebibbia, entrando in relazione con i detenuti e ci siamo impegnati a considerare le loro richieste legittime: personalmente sento forte l’impegno avendo raccolto tante istanze sulla condizione sanitaria e avendo contribuito a curare l’OdG sull’argomento nel consiglio straordinario. Ma quello che ci ha ricordato oggi la Garante è appunto che anche le persone private della libertà personale hanno dei diritti e delle richieste pienamente legittime. Diritti e richieste che non possono essere ignorati, se vogliamo che il carcere abbia una funzione rieducativa e non solo punitiva. Se crediamo, come crediamo, che possa permettere il reinserimento nella società, allora quella società deve occuparsi di loro nel momento di maggior solitudine e preparare insieme a loro la via del ritorno” conclude Petrolati.
