Terremoto Pisa – interviene la Società Geologica Italiana.
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.3 è stata avvertita nel Pisano alle 10:15 di oggi, martedì 4 agosto. Secondo l’Ingv è avvenuto ad una profondità di 8 chilometri. L’epicentro è stato localizzato a 7 chilometri da Pisa. La scossa sarebbe stata avvertita anche nelle province vicine di Lucca, Livorno, Massa Carrara e fino a quella di Firenze.
Tanta la paura tra la popolazione, con gente scesa in strada. “In molti a Firenze nei piani alti lo hanno sentito”, ha scritto un utente sui social commentando la comunicazione dell’Invg. Pare sia stata avvertita anche in provincia di Genova.
Dopo la scossa principale delle ore 10:15 altre cinque scosse di minore entità si sono registrate nel Pisano: alle 10:20 di magnitudo 1, alle 10:23 di magnitudo 1.6, alle 10:26 di magnitudo 0.9, alle 10:29 di magnitudo 0.9, alle 10:30 di magnitudo 1.7. Poi, alle 13.04, l’Ingv ha segnalato un evento di magnitudo 3.2.
Rodolfo Carosi – Presidente della Società Geologica Italiana : « Il terremoto di Pisa dimostra come anche aree dove le scosse sono meno frequenti, siano ugualmente soggette a rischio sismico in quanto, nel caso specifico si tratta di un’area che si trova sulla prosecuzione, verso Sud – Ovest, del bacino di Viareggio ».
Carlo Meletti– Dirigente tecnologo Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia Sezione di Pisa : « Per quanto riguarda la sorgente sismogenetica, come ci suggerisce anche il meccanismo focale che mostra un movimento di faglia diretta, è molto verosimile che si tratti di una delle strutture distensive che bordano la costa, dalla Versilia fino a Livorno, strutture che giustificano l’apertura del Tirreno e il movimento dell’Appennino verso la microplacca adriatica ».
“Alle 10:15 di ieri, 4 agosto una sequenza sismica si è attivata nella zona tra la città di Pisa e la costa tirrenica, con una scossa di magnitudo Ml 4.3 alla quale sono seguite altre scosse di magnitudo minore, nel classico schema mainshock-aftershock.
Le repliche hanno avuto magnitudo fino ad un massimo di 3.2 (la scossa delle 13:04) e in totale alla fine della giornata ne sono state localizzate 13, quasi tutte a livello strumentale. Tra queste solo 2 sono state avvertite dalla popolazione.
Dal punto di vista delle conoscenze della sismicità dell’area, in epoca strumentale possiamo ricordare la sequenza del 22 aprile 1984, con una magnitudo massima pari a 4.6, e la scossa del 30 giugno 2003 di magnitudo 4.0. Queste scosse sono però avvenute in mare, di fronte alla costa tra Pisa e Livorno, mentre le scosse di oggi sono avvenute a metà strada tra la città di Pisa e il mare.
Storicamente va ricordato il terremoto del 3 aprile 1814, che produsse danni a Pisa e a Livorno, la cui magnitudo è stimata in 5.1, con epicentro macrosismico posto tra le due città.
Vale la pena ricordare che per le province di Pisa e Livorno il terremoto più forte mai verificatosi è quello del 14 agosto 1846, di magnitudo stimata pari a 6.0, che distrusse diverse località poste sulle colline livornesi, quindi ancora più all’interno rispetto alla costa.
Per quanto riguarda la sorgente sismogenetica, come ci suggerisce anche il meccanismo focale che mostra un movimento di faglia diretta, è molto verosimile che si tratti di una delle strutture distensive che bordano la costa, dalla Versilia fino a Livorno, strutture che giustificano l’apertura del Tirreno e il movimento dell’Appennino verso la microplacca adriatica.
L’area ha una sismicità moderata ma non assente, come anche si può osservare nel modello di pericolosità sismica dell’Italia che propone una pericolosità media”. Lo ha affermato Carlo Meletti, Dirigente tecnologo Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia Sezione di Pisa
L’area interessata dalla scossa di ieri si trova sulla prosecuzione, verso Sud – Ovest, del bacino di Viareggio.
“L’Italia è caratterizzata da due catene montuose attive e da tutti i tipi di rischio. Il terremoto di Pisa dimostra come anche aree dove le scosse sono meno frequenti, siano ugualmente soggette a rischio sismico in quanto, nel caso specifico si tratta di un’area che si trova sulla prosecuzione, verso Sud – Ovest, del bacino di Viareggio. Il bacino di Viareggio è una struttura tettonica estensionale delimitata da faglie dirette, in direzione Nord – Ovest – Sud – Est e queste faglie si sono riattivate con la scossa di ieri dando un terremoto di magnitudo inattesa – ha affermato Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana – poco frequente e lontana dalla memoria dell’uomo. Dunque in Italia necessita di una profonda conoscenza del territorio, uno studio geologico continuo e necessita la prevenzione”.
