“Se ancora attaccati, raid ben peggiori contro infrastrutture energetiche dei Paesi dell’area”, ha intanto avvertito Teheran, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato che se l’Iran non si ferma, Washington è pronta a “far saltare in aria” l’intero impianto di South Pars con una forza senza precedenti.
Lo stesso Trump ha però annunciato che Israele non effettuerà nuovi attacchi contro il gigantesco giacimento nel Golfo Persico e ha riferito di non essere stato informato dall’alleato dell’attacco di ieri: le Idf hanno agito autonomamente. Versione però smentita da Israele. Il tycoon è poi tornato a bacchettare la Nato – “Ora ha detto – è più conciliante, ma è troppo tardi” – mentre ha smentito l’invio di truppe di terra in Iran.
Intanto l’Italia sottoscrive insieme a Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone la richiesta di “mortaoria globale immediata sugli attacchi alle infrastrutture civili, compresi gli impianti petroliferi e di gas”. Nel documento anche l’impegno per la riapertura di un passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz.
un minuto fa
Israele: “Sganciate oltre 12mila bombe da inizio guerra”
L’Aeronautica militare israeliana (Iaf) ha sganciato oltre 12mila bombe sull’Iran dall’inizio della guerra in più di 8.500 raid su obiettivi del regime. Lo hanno fatto sapere le Idf, precisando che delle 12mila bombe, 3.600 sono state lanciate solo su Teheran. “In 18 giorni abbiamo volato tanto quanto avremmo fatto in un anno”, ha dichiarato un funzionario dell’Iaf, citato dal Times of Israel. L’esercito israeliano ritiene che i suoi raid abbiano distrutto circa l’85% della difesa aerea dell’Iran e dei sistemi di rilevamento.
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20 minuti fa
Iran annuncia: “Caccia Usa colpito”. Il video di Teheran
I Guardiani della Rivoluzione diffondono un video, non verificato in maniera indipendente, che documenterebbe l’azione con cui l’Iran ha colpito un F-15 degli Stati Uniti. E’ il primo caccia americano colpito dall’Iran nella guerra iniziata il 28 febbraio. Il jet è riuscito ad
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33 minuti fa
Trump: “200 miliardi piccolo prezzo da pagare per forze armate al massimo”
“Un piccolo prezzo da pagare per essere sicuri di essere al massimo”. Così Donald Trump ha di fatto confermato che potrebbe chiedere 200 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti per il Pentagono per sostenere la guerra in Iran.- “Vogliamo essere nella migliore forme, la migliore forma in cui siamo mai stati”, ha aggiunto, sottolineando che vuole assicurare che le forze Usa abbiamo “una grande quantità di munizioni”, ma smentendo che gli Stati Uniti siano a corto di armamenti, sostenendo che l’amministrazione Trump è “giudiziosa” nella loro gestione.
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51 minuti fa
Takaichi: “Iran è enorme colpo per economia globale, solo Trump può fare la pace”
L’economia globale subirà un “enorme colpo” a causa della situazione in Medio Oriente. A dichiararlo è stata la premier giapponese, Sanae Takaichi, accolta alla Casa Bianca a Washington dal presidente americano Donald Trump. “Stiamo vivendo in un contesto di sicurezza molto grave”, ha aggiunto dicendosi poi convinta che solo Trump può “anche in questo contesto raggiungere la pace in tutto il mondo”.
Per Takaichi “lo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran non dovrà mai essere consentito”. “Il Giappone condanna le azioni dell’Iran, come l’attacco alla regione e anche la chiusura di fatto o effettiva dello Stretto di Hormuz”, aggiunge.
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Oggi
18:16
Trump: Prezzo petrolio? Mi aspettavo di peggio, ma passerà presto”
“In realtà mi aspettavo numeri molto peggiori”. Così Donald Trump ha risposto ai giornalisti nello Studio Ovale a proposito dell’aumento del prezzo di petrolio e della benzina a causa dell’operazione contro l’Iran, spiegando di aver calcolato questi effetti prima della sua decisione e che in realtà starebbe andando meno peggio del previsto e che “passerà presto”.
“Tutto andava alla grande, l’economia era grande, i prezzi del petrolio molto bassi, la benzina stava scendendo – ha detto Trump descrivendo la situazione prima dell’attacco – e poi io visto quello che succedeva in Iran e mi sono detto ‘odio fare questa deviazione ma devo farlo’, ed in effetti ho pensato che i numeri sarebbero stati molto peggiori”.
Il presidente ha continuato, dicendo che prima dell’attacco ha previsto che “i prezzi del petrolio andranno su e l’economia andrà un po’ giù, pensavo che sarebbe stato molto, molto peggio – ha ripetuto – non è così male e passerà molto presto”.
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Oggi
18:00
Tajani: “Mai condiviso la guerra, un errore bombardare i civili”
“Noi non abbiamo mai condiviso la guerra, abbiamo detto che è stato un errore bombardare i civili, non siamo parte della guerra, non saremo parte, non possiamo essere parte della guerra”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tagadà, rispondendo alla domanda se la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sia un errore.
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Oggi
17:42
Trump: “Giappone si assumerà proprie responsabilità a differenza della Nato”
Il Giappone “si assumerà le proprie responsabilità” nel conflitto, “a differenza della Nato”. A dirsene convinto è stato il presidente americano Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca, dove ha accolto la premier giapponese Sanae Takaichi.
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Oggi
17:36
Guterres con leader Ue, discussi “possibili percorsi” per la regione
Durante l’incontro a pranzo con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, i leader dell’Ue hanno discusso gli ultimi sviluppi in Medio Oriente, in particolare esplorando “possibili percorsi” per migliorare la “drammatica” situazione nella regione, soprattutto per quanto riguarda Libano, Gaza e Iran. Lo riferisce una fonte Ue, mentre prosegue il Consiglio Europeo a Bruxdelles.
Guterres ha ringraziato i leader dell’Ue per il “forte sostegno” dell’Unione al multilateralismo e al diritto internazionale, nonché per la stretta cooperazione tra l’Ue e le Nazioni Unite.
Per il segretario generale, l’Ue ha un ruolo “chiave” da svolgere nella costruzione di un mondo multipolare, rafforzando la cooperazione e gli scambi commerciali con partner che condividono gli stessi valori, consolidando al contempo il multilateralismo e l’ordine internazionale basato sulle regole. Sul tavolo anche l’attuale processo di riforma delle diverse istituzioni ed enti delle Nazioni Unite, che l’Ue sostiene.
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Oggi
17:29
Trump: “Non sto inviando truppe da nessuna parte. Leadership Iran andata, stanno cercando la nuova”
“No, non sto inviando truppe da nessuna parte. Se lo facessi, di certo non ve lo direi. Ma non sto inviando truppe”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda se avesse intenzione di schierare truppe di terra in Iran.
“Siamo in anticipo rispetto alla tabella di marcia che avevamo stabilito per la guerra in Iran” e “quando la guerra finirà, il mondo sarà più sicuro”, ha poi detto ricevendo alla Casa Bianca la premier giapponese, Sanae Takaichi.
“Abbiamo eliminato la leadership iraniana e distrutto completamente la loro potenza navale e aerea”, ha proseguito Trump, sottolineando che “la leadership dell’Iran è andata, stanno cercando di nuovo nuovi leader”.
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Oggi
17:21
Trump: “Nato ora più conciliante ma è troppo tardi. Non usiamo Hormuz ma lo difendiamo per tutti gli altri”
“Ora la Nato si sta comportando in modo molto più conciliante perché ha capito il mio atteggiamento, ma per quanto mi riguarda è troppo tardi”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ricevendo alla Casa Bianca la premier giapponese, Sanae Takaichi.
“Non utilizziamo lo Stretto di Hormuz, ma lo difendiamo per tutti gli altri”, ha poi aggiunto. La Nato non vuole aiutarci a difendere lo Stretto, eppure sono loro ad averne bisogno”, ha ribadito il presidente americano.
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Oggi
17:21
Idf: “Incendio raffineria Haifa causato da frammenti missili intercettati”
L’incendio nella raffineria di Haifa, in Israele, è stato causato dalla caduta di frammenti di missili balistici lanciati dall’Iran e intercettati dalle difese aeree. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane (Idf), precisando che non c’è stato alcun impatto diretto di missili sugli impianti di Haifa. Il ministro israeliano dell’Energia, Eli Cohen, ha assicurato che l’attacco non ha causato “danni significativi ai siti di infrastrutture”.
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Oggi
17:18
Trump: “Detto a Netanyahu di non colpire siti energetici, non lo farà più”
“Sì, l’ho fatto. Gli ho detto di non farlo e lui si è adeguato”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda se avesse parlato con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dell’attacco al giacimento iraniano di South Pars.
“Non ne abbiamo discusso nei dettagli – agiamo in modo autonomo – ma siamo molto in sintonia. C’è coordinamento. A volte prende iniziative, ma se non le condivido, non si ripetono”, ha aggiunto Trump, parlando in un punto stampa alla Casa Bianca mentre riceve la premier giapponese, Sanae Takaichi.
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Oggi
17:07
Tajani: “Italia con altri 5 Paesi per garantire libertà navigazione Hormuz”
“Si tratta di un documento politico, non militare”, che impegna l’Italia e altri 5 Paesi “a lavorare insieme per cercare di creare le condizioni per garantire la libertà di navigazione marittima”. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato a Tagadà su La7, parlando del testo firmato da Italia, Regno Unito, Francia, Olanda, Giappone e Germania nel quale si dicono disponibili a “contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”. La dichiarazione diffusa oggi da Downing Street “è un documento politico, non militare”.
“Speriamo che non ci sia l’escalation, noi stiamo lavorando per quello, lavoriamo per garantire la libertà di circolazione marittima, il traffico marittimo deve essere garantito però per evitare un peggioramento anche della situazione delle fonti energetiche – ha aggiunto Tajani – Lavoriamo insieme per il dialogo parlando con le varie parti, dando messaggi politici. In questo momento bisogna fare tutto ciò che è possibile per evitare una escalation, in una situazione veramente complicata perché l’Iran continua a colpire i paesi arabi sunniti, quindi c’è un crescendo di attacchi da parte dell’Iran che punta evidentemente al caos nell’area”.
Se si dovesse arrivare ad una missione dell’Onu “per garantire l’attraversabilità dello Stretto di Hormuz noi faremo la nostra parte”, ha quindi assicurato il ministro, ribadendo la necessità di “lavorare per una soluzione pacifica” per lo Stretto, che “faccia passare non solo i mercantili carichi di greggio ma anche di fertilizzanti”, per scongiurare il rischio di una “carestia tremenda” in Africa.
“Noi siamo disposti a fare la nostra parte”, ha ribadito il ministro, parlando del possibile invio di navi, “se ci dovesse essere chiesto se ne potrà anche parlare”. “Ma partecipare alla guerra assolutamente no – ha affermato Tajani – neanche gli scontri su Hormuz. Non forzare Hormuz in questo momento non è nelle nostre, corde”.
“Per Hormuz bisogna arrivare ad una soluzione pacifica che permetta di far passare i mercantili che portano fonti energetiche, ma anche fertilizzanti – ha spiegato ancora il titolare della Farnesina – La chiusura di Hormuz rischia di essere un problema grave per l’agricoltura in generale, ma per molti paesi dell’Africa dove la produzione di cereali è fondamentale per la sopravvivenza. Rischiamo una carestia tremenda, quindi stiamo valutando anche come aiutare quelle popolazioni”.
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Oggi
16:55
Missile iraniano su raffineria di Haifa
Un missile iraniano ha colpito una raffineria ad Haifa, in Israele. Lo riferiscono media locali, che parlano di danni agli impianti.
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Oggi
16:47
Iran colpisce F-15, primo jet Usa centrato in guerra
L’aereo atterra in una base americana in Medio Oriente, il pilota è salvo
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Oggi
16:45
Wsj: Usa valutano blitz Marines su isole per liberare Hormuz
Gli Stati Uniti valutano il ricorso a un’operazione dei Marines per riaprire lo Stretto di Hormuz, anche attraverso la conquista di alcune isole iraniane da usare come base operativa o leva negoziale con Teheran. E’ quanto riporta il Wall Street Journal, mentre il Pentagono ha disposto l’invio nella regione della 31esima unità di spedizione dei Marines, forza di circa 2.200 uomini imbarcata sulla nave anfibia Uss Tripoli, attesa in Medio Oriente dal Giappone entro poco più di una settimana.
L’unità, autosufficiente e specializzata in raid via mare e via aria, offre a Washington nuove opzioni in uno scenario in cui l’Iran ha di fatto paralizzato il traffico nello stretto, da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Tra i possibili obiettivi figura l’isola di Kharg, principale terminal petrolifero iraniano e snodo cruciale per l’export di greggio della Repubblica islamica. Secondo fonti citate dal Wsj, gli Usa potrebbero decidere di colpire le infrastrutture energetiche – con possibili ripercussioni anche sull’economia globale – oppure occupare l’isola per utilizzarla come strumento di pressione senza danneggiare i mercati. Le operazioni potrebbero avvenire con sbarchi anfibi direttamente dalla Uss Tripoli o tramite incursioni aeree con elicotteri e jet F-35B.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche la presa di isole all’ingresso dello stretto, come Qeshm – che ospita basi navali e sistemi missilistici in tunnel sotterranei – oppure Kish e Hormuz, utilizzate da Teheran per attività militari e logistiche. Il controllo di queste posizioni consentirebbe alle forze statunitensi di intercettare imbarcazioni veloci e contrastare attacchi contro le rotte commerciali.
