L’Iran sta esercitando pressioni sui cavi sottomarini per le telecomunicazioni nello Stretto di Hormuz.
Dopo aver bloccato il traffico marittimo, la Repubblica islamica sta valutando la possibilità di tassare gli utenti dei potenti cavi sottomarini in fibra ottica installati nello stretto. Questi cavi sono vitali per il corretto funzionamento di Internet e di settori sensibili come quello energetico e bancario.
Iran, intelligence Usa smentisce Trump: Teheran ha missili e droni
Il presidente americano: “Abbiamo distrutto la capacità di Teheran di produrre missili e droni”. Ma la situazione, riporta la Cnn, è totalmente diversa
“Abbiamo distrutto la capacità dell’Iran di costruire missili e droni all’85%”. Donald Trump, anche nelle ultime ore, ribadisce che gli Stati Uniti hanno quasi annientato la ‘potenza di fuoco’ di Teheran. Le dichiarazioni del presidente americano, però, non descrivono fedelmente il quadro attuale, a giudicare dalle informazioni consegnate alla Cnn da due fonti a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence americana.
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L’Iran ha già riavviato una parte della produzione di droni nelle sei settimane di cessate il fuoco in vigore da inizio aprile, dando un chiaro segnale della rapidità di ripresa di alcune capacità militari colpite dagli attacchi israelo-americani: l’apparato militare iraniano si sta ricostituendo molto più velocemente di quanto inizialmente previsto. “Stiamo negoziando”, ripete Trump, senza escludere l’ipotesi della ripresa del conflitto. Se la guerra dovesse riprendere, Teheran non si farebbe cogliere impreparata.
La ricostituzione delle capacità militari, compresa la sostituzione dei siti missilistici, delle rampe di lancio e della capacità produttiva di sistemi d’arma chiave distrutti durante l’attuale conflitto implica che l’Iran rimane una minaccia significativa per gli alleati regionali qualora il presidente americano dovesse decidee di riprendere la campagna di bombardamenti. E mette inoltre in discussione le affermazioni sulla misura in cui gli attacchi statunitensi e israeliani abbiano indebolito le forze armate iraniane a lungo termine.
Sebbene i tempi di ripresa della produzione cambino a seconda delle diverse componenti delle armi, alcune stime dell’intelligence statunitense indicano che l’Iran potrebbe ricostituire pienamente la sua capacità di attacco con droni in appena sei mesi, ha dichiarato alla Cnn una delle fonti, un funzionario statunitense. “Gli iraniani hanno abbreviato tutti i tempi delle previsioni fatte dalla comunità internazionale”, ha dichiarato il funzionario.
Gli attacchi con i droni sono fonti di particolare preoccupazione per gli alleati regionali. Se le ostilità dovessero riprendere, l’Iran potrebbe incrementare la sua capacità di produzione missilistica, già notevolmente ridotta, e realizzare contemporaneamente un maggior numero di lanci di droni, per continuare a colpire Israele e i Paesi del Golfo che si trovano nel raggio d’azione di entrambi i sistemi d’arma.
L’aiuto di Cina e Russia
L’Iran è riuscito a ricostruire la base bellica industriale velocemente grazie a una combinazione di fattori, che comprendono il sostegno ricevuto da Russia e Cina e il fatto che Stati Uniti e Israele non hanno inflitto danni così ingenti come i due Paesi speravano, ha riferito una delle fonti alla Cnn. Ad esempio, la Cina ha continuato a fornire all’Iran componenti per la costruzione di missili durante il conflitto, è stato reso noto, anche se questo è stato poi verosimilmente ostacolato – e quindi ridotto – dal blocco statunitense in corso. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato alla Cbs la scorsa settimana che la Cina sta fornendo all’Iran “componenti per la produzione di missili”, ma si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha smentito l’accusa durante una conferenza stampa, definendola “priva di fondamento”.
