Notizia in aggiornamento
Dopo l’operazione militare in Venezuela, che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono ora “al comando” del Paese, mentre la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez ha chiesto una “cooperazione” con Washington. Il tycoon inoltre non esclude nuove azioni nella regione: nel mirino ci sono Colombia, Messico e Cuba. Ma il leader Usa punta anche alla Groenlandia e ‘avverte’ l’Iran.
Trump: “Abbiamo noi controllo del Venezuela”. Rodriguez: “Lavoriamo insieme”
”Abbiamo noi il controllo del Venezuela” e agli Stati Uniti serve ”l’accesso totale al petrolio e alle altre risorse del Paese per poterlo ricostruire”, ha dichiarato Trump parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. Trump ha poi detto di non aver ancora parlato con la presidente ad interim Delcy Rodriguez e di ritenere prematuro parlare di elezioni, prima bisogna stabilizzare il Venezuela.
Dopo l’avvertimento a Delcy Rodriguez, il tycoon è tornato a parlare delle mire Usa sul territorio autonomo danese scatenando l’ira di Copenaghen.
Venezuela, l’avvertimento del tycoon
Sul fronte venezuelano, in un’intervista telefonica a The Atlantic, il presidente Trump ha lanciato la minaccia contro la nuova leader venezuelana, Delcy Rodriguez, affermando che “se non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”, catturato sabato scorso dagli Usa a Caracas.
La “ricostruzione” in Venezuela e “il regime change o come volete chiamarlo, è meglio di quello che c’è in questo momento. Non può andare peggio di così”, ha continuato il presidente Usa. I commenti segnano un netto allontanamento dalla sua precedente avversione per il cambio di regime e il ‘nation building’ (“costruzione di una nazione”), come rileva la testata statunitense, che evidenzia la distanza tra le parole di Trump e le posizioni comuni nella base trumpiana del Partito repubblicano, il movimento MAGA. “La ricostruzione non è una cosa negativa nel caso del Venezuela”, ha poi ribadito Trump, parlando di un “Paese andato all’inferno”, “totalmente fallito” e “un disastro sotto ogni punto di vista”.
: il presidente venezuelano comparirà domani davanti a un giudice di New York
Incriminato dalla giustizia americana, in particolare per “narcoterrorismo” e importazione di cocaina negli Stati Uniti, il capo dello Stato catturato durante un’operazione dell’esercito americano sarà portato davanti alla corte federale del distretto meridionale, a Manhattan.
L’esercito del Venezuela ha dichiarato di riconoscere Delcy Rodriguez, vicepresidente del deposto leader Nicolas Maduro, come leader ad interim del Paese, all’indomani dell’operazione militare con cui gli Usa hanno catturato l’ex presidente e lo hanno trasferito negli Stati Uniti affinché venga processato. Il ministro della Difesa Vladimir Padrino López ha rilasciato una dichiarazione a sostegno di una decisione della Corte Suprema che ha nominato Rodriguez presidente ad interim per 90 giorni.
Venezuela, esercito riconosce Rodriguez presidente. Trump avverte: “Faccia la cosa giusta o pagherà”
Il ministro della Difesa venezuelano: “In raid Usa uccisi a sangue freddo anche civili. Stati Uniti rilascino Maduro”. Il presidente arrestato domani in tribunale a New York. Meloni sente Machado: “Nuova pagina di speranza”. Nyt: 80 vittime nell’attacco americano
L’esercito del Venezuela ha dichiarato di riconoscere Delcy Rodriguez, vicepresidente del deposto leader Nicolas Maduro, come leader ad interim del Paese, all’indomani dell’operazione militare con cui gli Usa hanno catturato l’ex presidente e lo hanno trasferito negli Stati Uniti affinché venga processato. Il ministro della Difesa Vladimir Padrino López ha rilasciato una dichiarazione a sostegno di una decisione della Corte Suprema che ha nominato Rodriguez presidente ad interim per 90 giorni.
Il raid statunitense ha comportato “l’uccisione a sangue freddo di gran parte della sua squadra di sicurezza, soldati e civili innocenti”, ha poi denunciato, condannando il “codardo sequestro” dell’ex presidente Maduro da parte delle forze Usa. Padrino Lopez ha poi esortato la popolazione del Paese a riprendere le normali attività in un discorso televisivo. “Invito il popolo del Venezuela a riprendere le proprie attività di ogni tipo, economiche, lavorative ed educative, nei prossimi giorni”, ha detto il capo dell’esercito in un videomessaggio alla nazione.
Padrino Lopez ha poi esortato gli Stati Uniti a rilasciare l’ex presidente e messo in guardia il resto del mondo contro il “colonialismo” di Washington. Circondato da ufficiali militari, il generale in capo ha sottolineato che Maduro “è il leader costituzionale vero e autentico di tutti i venezuelani” e dichiarato che l’esercito ne esige il “rilascio immediato”. Ha poi condannato l'”ambizione colonialista” degli Usa, esortando gli altri Paesi “a volgere lo sguardo verso ciò che sta accadendo contro il Venezuela, contro la sua sovranità”: il mondo “deve stare in guardia, perché se ieri è successo al Venezuela, domani potrebbe accadere ovunque”.
Quindi l’appello alla popolazione a “non cedere alle tentazioni della guerra psicologica, alla minaccia, alla pace che ci vogliono imporre”, esortandola piuttosto “alla pace e all’ordine”.
Le Forze armate “garantiranno la governabilità del Paese” e useranno “tutte le capacità a disposizione per difendere il Paese, mantenere l’ordine interno e preservare la pace”, ha poi assicurato il ministro, descrivendo l’apparato militare come “la fusione perfetta di popolo, polizia e forze armate”.
Il raid statunitense ha comportato “l’uccisione a sangue freddo di gran parte della sua squadra di sicurezza, soldati e civili innocenti”, ha poi denunciato, condannando il “codardo sequestro” dell’ex presidente Maduro da parte delle forze Usa. Padrino Lopez ha poi esortato la popolazione del Paese a riprendere le normali attività in un discorso televisivo. “Invito il popolo del Venezuela a riprendere le proprie attività di ogni tipo, economiche, lavorative ed educative, nei prossimi giorni”, ha detto il capo dell’esercito in un videomessaggio alla nazione.
Il leader venezuelano Nicolas Maduro è stato condotto nel penitenziario statunitense di Brooklyn dopo essere stato trasportato in elicottero a Manhattan. Lo riporta la Cnn diffondendo immagini del trasferimento di Maduro in carcere scortato da veicoli della polizia.
Casa Bianca condivide video Maduro in manette
La Casa Bianca ha condiviso su ‘X’ un video che mostra il leader venezuelano in manette mentre cammina su un tappeto dove appare la scritta ‘Dea Ny’ scortato da due agenti della Delta Force. La didascalia recita ”Perp walked”, termine gergale inglese che descrive la pratica della polizia di scortare un sospettato arrestato (“perp” è un’abbreviazione di perpetrator, l’autore di un reato) davanti a giornalisti e fotografi. L’obiettivo è quello di creare un’immagine mediatica della sua colpevolezza prima ancora di una condanna.
Maduro è vestito con una felpa nera, ha un cappello di lana in testa e tiene tra le mani una bottiglietta di acqua. Quando arriva dai giornalisti e dai fotografi augura loro ”Buon anno” e ”Buonasera”.
Almeno 40 morti in attacco Usa
Almeno 40 persone sarebbero morte, tra civili e militari, nell’attacco sferrato dagli Stati Uniti in Venezuela e che ha portato alla cattura di Maduro e della moglie. Lo scrive il New York Times citando fonti venezuelane autorevoli a condizione di anonimato.
Corte Suprema Venezuela affida a vicepresidente Rodriguez la guida del Paese
La Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la guida del Paese dopo che gli Stati Uniti hanno arrestato Maduro e lo hanno portato fuori dal Paese. In una nota diffusa dalla Corte Suprema si legge che Rodriguez “assumerà ed eserciterà, in qualità di facente funzioni, tutti gli attributi, i doveri e i poteri inerenti alla carica di presidente per garantire la continuità amministrativa e la difesa globale della nazione”.
I giudici non hanno però dichiarato
