Disabilità, l’Umbria traccia la rotta del “Progetto di vita”: tra innovazione normativa e centralità della persona
(AUN) – Perugia, 12 marzo 2026 – Dare attuazione ai diritti così da trasformare le realtà quotidiane e superare il modello assistenziale, per rafforzare la collaborazione tra mondo sociale, sanitario, scuola, lavoro e cultura. È questo il messaggio emerso con forza da tutti i relatori durante il convegno tenutosi nella sala Crispolti-Peccati a Palazzo Broletto, in occasione della presentazione del volume “Progetto di vita. Domande e risposte. Normative, applicazioni e buone prassi”, a cura di Marco Espa e Francesca Palmas, rispettivamente presidente e responsabile Scuola e centro studi di Abc (Associazione bambini cerebrolesi) Italia. Un momento di approfondimento e confronto sul tema del Progetto di vita, con particolare attenzione al quadro normativo, alle sfide da affrontare, alle possibili applicazioni operative e alle buone pratiche sviluppate e da sperimentare nei diversi contesti territoriali.
L’evento, promosso dall’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia e Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap Ets) Umbria, segna una tappa importante nel percorso di attuazione del Decreto legislativo 62/2024, riforma fondamentale che introduce un cambio di paradigma culturale e normativo, allineando la legislazione nazionale alla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
Aprendo i lavori, la presidente dell’Osservatorio regionale, Bianca Maria Tagliaferri, ha voluto sottolineare il valore simbolico e operativo di questa giornata: “Siamo qui per gettare le basi di un cammino comune che vede la Regione Umbria in prima linea. Nonostante le complessità applicative che una riforma così profonda comporta, la nostra sfida è trasformare la teoria in pratica quotidiana per riconoscere alle persone con disabilità tutti i diritti che spettano loro. L’Osservatorio c’è e vuole essere un luogo di ascolto e orientamento, capace di raccogliere i bisogni reali delle famiglie per tradurli in risposte concrete”.
“Non a caso la sinergia con l’Università e le associazioni, come la Fish – ha aggiunto Tagliaferri –, ci permette di avere uno sguardo di orizzonte più ampio. Il Progetto di vita non è solo un documento burocratico, ma lo strumento essenziale per accompagnare le persone e le loro comunità di appartenenza in ogni ambito: dalla scuola al lavoro, fino alla piena partecipazione sociale. Questo libro che presentiamo oggi è una bussola preziosa per orientarci in questa nuova fase applicativa”.
A delineare il quadro economico e strutturale del prossimo triennio, è stata la dirigente regionale Valentina Battiston della direzione Salute e welfare, che ha portato anche i saluti della direttrice Daniela Donetti. “Quattordici milioni di euro sono i fondi che la Regione ha inserito in più in questa nuova programmazione per il triennio 2026/2027/2028 – ha spiegato Battiston – e la maggior parte di queste risorse proviene dal Fondo sociale europeo sarà gestita con un approccio nuovo. Non canalizzandole verso interventi troppo declinati e specifici, ma lasciando un minimo di margine d’azione e focalizzandoci più sull’obiettivo di questi fondi, ovvero l’indipendenza della persona verso il progetto di vita”. Battiston ha annunciato poi anche l’imminente avvio di un imponente piano formativo regionale da 280 ore che coinvolgerà l’intero territorio per qualificare operatori sociali, sanitari e del Terzo settore nella gestione dell’Unità di valutazione multidimensionale.
Marialuisa Meacci, presidente di Fish Umbria, invece, ha esortato a non farsi frenare dalle difficoltà tecniche: “Ogni cambiamento è difficile, ma se siamo convinti che questa sia la strada giusta, dobbiamo impegnarci per garantire i diritti delle persone. La sperimentazione serve proprio a questo: verificare e correggere il percorso mentre lo costruiamo”. Presenti anche gli autori del libro Marco Espa, presidente di Abc (Associazione bambini cerebrolesi) Italia, e Francesca Palmas, responsabile Scuola e centro studi di Abc Italia, e Moira Sannipoli, professoressa associata in Didattica e pedagogia speciale all’ateneo perugino e Direttrice del corso di specializzazione per le attività di sostegno.
La giornata si è conclusa nel pomeriggio con un workshop dedicato a professionisti e tecnici del settore.
