Territorio. “Da Campolo l’arte fa Scola”: nell’Appennino bolognese, a Campolo, quattro giorni di eventi, dal 16 al 19 luglio, per raccontare la rinascita del ‘borgo degli scalpellini’ di Grizzana Morandi, progetto pilota finanziato con 20 milioni dal Pnrr. L’assessora Allegni: “Un nuovo modello di rigenerazione in cui il patrimonio culturale diventa motore di sviluppo e innovazione e crea nuove opportunità per l’intero territorio”
I risultati ottenuti, dalla nascita della scuola della Pietra al recupero del patrimonio storico con il restauro della Rocchetta Mattei e la Casa Museo Giorgio Morandi, illustrati oggi in Regione a Bologna da tutte le istituzioni e i partner interessati. Grazie al lavoro di squadra che ha coinvolto la comunità, il progetto Pnrr ha valorizzato tradizioni, patrimonio artistico e paesaggistico offrendo stimoli di nuova vita a tante realtà
Bologna – Un borgo nell’Appennino bolognese a rischio di spopolamento che torna a immaginare il proprio futuro partendo dalla cultura e dal paesaggio, innovando le tradizioni e offrendo nuove opportunità di vita, lavoro e attività per un modo innovativo di vivere il territorio
È questo il percorso di rinascita di Campolo, borgo del comune di Grizzana Morandi protagonista di uno dei più significativi interventi di rigenerazione territoriale realizzati nell’Appennino emiliano-romagnolo. Il progetto si è aggiudicato nel 2023 il finanziamento da 20 milioni di euro previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito della misura Attrattività dei Borghi, finanziata dall’Unione europea, NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura, risultando vincitore della selezione regionale.
L’intervento complessivo “Da Campolo l’Arte fa Scola”, attuato direttamente dal Comune di Grizzana Morandi, accompagnato dalla Regione in collaborazione con il Ministero della Cultura, in questi quattro anni di lavoro ha coinvolto l’intero sistema territoriale, mettendo in rete alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’Appennino bolognese: la Scola, il Palagio, la Rocchetta Mattei, la Casa Museo Giorgio Morandi.
Un percorso di rigenerazione diventato molto più di un intervento urbanistico, che ha impegnato un budget complessivo di quasi 21,5 milioni (con una minima integrazione di fondi comunali e di bandi regionali e nazionali) destinati agli interventi di recupero, riuso e ristrutturazioni degli edifici, acquisto degli immobili e spese di progetto, ma anche ad altrettanto importanti ’azioni immateriali’. Come la nascita della Scuola della Pietra e del Costruito Storico dell’Appennino, della Casa delle Arti, lo sviluppo della cooperativa di comunità Palens, che si accompagnano al recupero di residenze e luoghi di accoglienza turistica e agli interventi sul patrimonio culturale e paesaggistico; a testimonianza della costruzione, riuscita, di un sistema territoriale che punta a generare nuove opportunità economiche, occupazionali e sociali.
Dal 16 al 19 luglio sarà proprio il borgo di Campolo, nel comune di Grizzana Morandi, ad ospitare la presentazione di tutti i progetti, realizzati e in corso, all’interno dell’evento ‘Spaesaggi Festival’, con visite guidate ai cantieri e ai luoghi della rigenerazione, incontri istituzionali, laboratori, spettacoli, approfondimenti e momenti di confronto.
L’intero progetto di rigenerazione e il programma delle quattro giornate è stato presentato oggi in conferenza stampa in Regione, a Bologna, dall’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, il sindaco di Grizzana Morandi, Franco Rubini, il direttore generale dell’Unità di missione Pnrr del Ministero della Cultura, Angelantonio Orlando (in collegamento), la responsabile del Settore Patrimonio culturale della Regione, Cristina Ambrosini, il direttore generale dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese e responsabile unico del progetto, Pieter Messinò, e la responsabile della Cooperativa Palens,Roberta Bertuzzi. Presenti anche Valentina Cuppi, presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, Giorgia Predari direttrice del Corso di Alta formazione recupero e conservazione del patrimonio storico dell’Università di Bologna, Renzo Servadei vicepresidente della Fondazione Carisbo, Elena Vincenzi architetto cabina di regia del progetto, Luca Roversi direttore Iiple-scuola edile di Bologna; e ancora, Stefano Vannini associazione Fulvio Ciancabilla e Carlo Carboni direttore artistico di “Spaesaggi Festival”.
“Non si tratta soltanto di recuperare edifici storici o dimessi, ma di restituire un futuro al nostro Appennino- afferma l’assessora Allegni-. In piena coerenza con gli obiettivi del Piano nazionale Borghi, il percorso intrapreso ha innanzitutto guardato alla ricostruzione della comunità, creando nuove opportunità di vita e di lavoro affinché persone, competenze e imprese possano scegliere di vivere e investire nuovamente in quei luoghi. Il frutto di un percorso partecipativo che ha coinvolto associazioni, istituzioni, cittadine e cittadini, importanti partner del territorio in un processo condiviso capace di generare relazioni e servizi che guardano alle nuove generazioni puntando sulla qualità della vita. Le giornate dal 16 al 19 luglio rappresentano non solo la restituzione pubblica dei risultati raggiunti, ma anche l’avvio di una nuova fase che guarda oltre la conclusione dei cantieri, affinché questa esperienza possa diventare un modello di riferimento per un nuovo modo di vivere l’Appennino. Siamo particolarmente orgogliosi del lavoro di squadra che abbiamo compiuto insieme e di aver colto in modo pienamente costruttivo questa straordinaria opportunità che il Pnrr ci ha offerto”.
“Questo successo- aggiunge il direttore Orlando- è il frutto di un percorso attuativo condotto sin dall’inizio con grande responsabilità da parte di tutte le istituzioni che sono state coinvolte e dai tecnici che a vario titolo hanno collaborato. Oltre al Comune, a cui facciamo i complimenti per aver portato a termine un progetto difficile e complesso come quello per la rinascita del borgo di Campolo e del suo territorio, un ringraziamento particolare va anche alla Regione, con la quale abbiamo condiviso obiettivi e preoccupazioni per la sfida che ci attendeva, e che ha seguito il progetto con assiduità e partecipazione. Quello di oggi non va visto come un traguardo definitivo, ma come una tappa, seppure fondamentale; la prossima sfida sarà rendere operativi e gestire i servizi e le numerose attività realizzate grazie al Pnrr, rendendole durature nel tempo, a beneficio delle comunità dell’Appennino bolognese”.
I luoghi e i contenuti del progetto
Il progetto coinvolge alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’Appennino bolognese, chiamati a svolgere un ruolo centrale nella nuova offerta culturale del territorio.
Alla Rocchetta Mattei, già luogo di attrazione turistica – di proprietà della Fondazione Carisbo e gestita in convenzione dal Comune di Grizzana Morandi – è in corso uno dei più importanti interventi di restauro degli ultimi anni. I lavori hanno interessato il giardino storico e l’intera ala arabo-moresca, comprendendo il recupero delle sale storiche del piano terra, del Corridoio, della Loggia delle Uri e della Scala Araldica, oltre al consolidamento strutturale e al restauro di ambienti di straordinario pregio come la Loggia Carolina, il Salotto Turco, la Camera Turca, la Stanza del Papa e la Sala degli Specchi, e la messa in sicurezza degli ambienti dell’ala del Conte Cesare Mattei.
Il progetto ha assunto anche un importante valore formativo. Da maggio 2025, grazie alla collaborazione tra il Comune di Grizzana Morandi e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, il cantiere è diventato un’aula didattica a cielo aperto. Studentesse e studenti del Corso di laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali partecipano infatti direttamente alle attività di recupero di alcuni degli ambienti più preziosi del complesso monumentale, sperimentando sul campo metodologie e tecniche di restauro. Il cantiere si conferma così un luogo dove tutela, ricerca e formazione procedono insieme, trasformando ogni intervento di recupero in un’occasione di crescita professionale e trasmissione delle competenze. Al termine dei lavori, gli spazi restaurati consentiranno di ampliare l’offerta culturale, artistica ed espositiva della Rocchetta Mattei.
Poco distante, il Compendio del Palagio viene restituito alla collettività come futura Casa delle Arti. Gli edifici restaurati saranno dedicati alla musica, arti performative, fotografia, arti digitali, storytelling multimediale e nuove tecnologie, con spazi destinati alla ricerca, formazione, residenze artistiche e accoglienza.
Anche la Casa Museo Giorgio Morandi, luogo profondamente legato alla vita e all’opera del grande pittore bolognese, è stata interessata da importanti lavori di manutenzione straordinaria conclusi nel dicembre 2024, che hanno consentito la riapertura al pubblico nel luglio 2025, nel pieno rispetto dell’assetto originario dell’abitazione.
L’antica arte degli scalpellini dà vita alla Scuola della Pietra e del Costruito Storico
La rigenerazione di Campolo non riguarda soltanto edifici, piazze e infrastrutture. Al centro del progetto c’è anche il recupero di un patrimonio immateriale che per secoli ha plasmato il paesaggio dell’Appennino bolognese: l’antica arte degli scalpellini. Campolo è conosciuto come il ‘borgo degli scalpellini’. A seicento metri di altitudine, alle pendici del massiccio del Montovolo, si sviluppò infatti una delle più importanti tradizioni di lavorazione dell’arenaria dell’Appennino. Un sapere antico, trasmesso per secoli da maestro ad apprendista, che rischiava progressivamente di scomparire assieme allo spopolamento della montagna. Per questo il progetto “Da Campolo l’Arte fa Scola” ha scelto di trasformare la tradizione in una risorsa per il futuro, facendo della formazione uno dei suoi principali strumenti di rigenerazione.
Nasce così la Scuola della Pietra e del Costruito Storico dell’Appennino, promossa dal Comune di Grizzana Morandi con la Regione Emilia-Romagna, Iiple Scuola edile di Bologna, Università di Bologna, l’associazione Fulvio Ciancabilla e numerose realtà imprenditoriali del territorio. L’obiettivo è costruire un centro permanente dedicato alla conservazione e alla trasmissione delle competenze necessarie per il recupero del patrimonio storico dell’Appennino, formando una nuova generazione di artigiani, tecnici, restauratori, progettisti e professionisti capaci di intervenire sugli edifici storici con competenze aggiornate, sensibilità paesaggistica e conoscenza delle tecniche costruttive tradizionali.
A rafforzare questo percorso è nato anche il Corso di Alta formazione “Recupero e Conservazione del Patrimonio storico dell’Appennino”, promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna e diretto dalla professoressa Giorgia Predari. Il progetto assume così un valore che supera i confini dell’Appennino bolognese.
Innovazione sociale: la cooperativa di comunità Palens
Uno dei risultati più significativi del percorso partecipativo è la nascita della cooperativa di comunità Palens, costituita nell’ottobre 2023. La cooperativa rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la comunità locale è chiamata a diventare protagonista della gestione e dello sviluppo del territorio. Possono aderirvi residenti, proprietari di seconde case e operatori economici del Comune di Grizzana Morandi e della Valle del Limentra, condividendo un progetto fondato su cura del territorio, innovazione, sostenibilità e sulla creazione di nuove opportunità di lavoro. Dal 2024 Palens organizza visite guidate, trekking, escursioni in bicicletta ed e-bike e iniziative dedicate alla scoperta del patrimonio storico e naturalistico dell’Appennino. Da luglio 2025, inoltre, è
operativo L’Angolo di Palens, a Riola di Vergato, uno spazio che riunisce bottega dei prodotti locali, punto ristoro e centro di informazione turistica. Qui i visitatori possono acquistare specialità del territorio, ricevere informazioni su itinerari ed eventi, noleggiare biciclette elettriche e costruire un’esperienza di visita che integra cultura, natura ed enogastronomia. La cooperativa sarà anche uno dei principali soggetti chiamati a gestire gli spazi recuperati dal progetto, contribuendo alla loro vitalità nel tempo e accompagnando il percorso di insediamento di nuove imprese e attività.
Il recupero di edifici e spazi pubblici
In questi quattro anni sono stati acquisiti al patrimonio pubblico circa 13 ettari di terreni e recuperate 23 unità immobiliari disabitate o dismesse, da destinare ad affitti calmierati, residenzialità temporanea e ospitalità diffusa. Accanto alla funzione residenziale nascono nuovi luoghi dedicati alla comunità e all’economia locale: uno spazio multifunzionale con ostello, laboratorio di comunità, bottega e punto ristoro, mentre l’ex ristorante “Anna”, luogo simbolico della memoria collettiva di Campolo, è stato recuperato per ospitare un’attività di ristorazione capace di valorizzare i prodotti tipici del territorio e le produzioni locali.
Parallelamente al recupero degli edifici è stata realizzata una profonda riqualificazione degli spazi pubblici a Campolo, in particolare della piazza e della strada di collegamento con il borgo medievale della Scola, insieme al rafforzamento della rete escursionistica e del sistema dei cammini dell’intero territorio. Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale attraverso il completo rinnovamento dell’illuminazione pubblica con sistemi ad alta efficienza energetica progettati nel rispetto del paesaggio e delle norme sull’inquinamento luminoso.
Iniziative culturali
Tra le iniziative che hanno accompagnato il progetto assume un ruolo centrale ‘Spaesaggi Festival’, la rassegna che dal 2024 anima la Rocchetta Mattei e i luoghi della rigenerazione e che quest’anno sarà dedicata alla presentazione dei progetti di restauro. Accanto al festival sono nate esperienze originali come Cantieri Sonori, che ha trasformato gli stessi cantieri di recupero in spazi dedicati alla musica e agli spettacoli, le residenze di scrittura contestuale “Occasioni”, avviate nel 2025 in cui autrici e autori sono invitati a trascorrere un periodo a Campolo. Anche le arti contemporanee trovano spazio nel progetto, grazie alle residenze d’artista.
Una sfida ambiziosa e complessa, nella quale il progetto “Da Campolo l’Arte fa Scola” ambisce a trasformarsi in una visione condivisa per generare un nuovo modo di abitare l’Appennino.
Rita Costi
