ANIME IN BILICO, OLTRE I CONFINI
La stagione 2025-2026 di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo
L’inaugurazione il 21 novembre 2025 con il ditticoALEKO / PAGLIACCIdi Sergej Rachmaninov e Ruggero Leoncavallo Sul podio Francesco Lanzillotta, regia di Silvia Paoli IL GATTOPARDO di Luchino Visconti tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusainaugura la stagione dei concerti con proiezione ed esecuzione dal vivo della colonna sonoraSul podio Timothy BrockQuattro nuove coreografie per la danzaIL LAGO DEI CIGNI, DON QUICHOTTE, CARAVAGGIO, LA BELLA ADDORMENTATAcon il Corpo di ballo diretto da Jean- Sébastien ColauÈtoiles ospiti Andrea Sarri e Maia MakhateliIl ritorno di Nicola Alaimo con Le convenienze e inconvenienze teatrali di DonizettiIl debutto a Palermo di Ludovic Tézier in RigolettoPer la prima volta al Teatro Massimo Semiramide di Rossini Palermo, 29 luglio 2025. Oggi nell’incantevole Sala liberty di Villa Igiea, Rocco Forte Hotel, partnerdella Fondazione, si è svolta la presentazione della nuova stagione 2025-2026 di opere, balletti econcerti. Il Sovrintendente Marco Betta ha introdotto la conferenza stampa di presentazione dellaStagione 2025-26, comunicando le linee guida della stagione e lasciando poi la parola al Direttoreartistico Alvise Casellati, che ha esposto nei dettagli gli otto titoli di opere, con una particolareattenzione al fil rouge delle figure femminili, dalle vittime del dittico Aleko/Pagliacci alla reginacriminale Semiramide, da Aida a Gilda di Rigoletto. Dopo aver indicato un altro tema, e cioè quellodell’immagine della Sicilia che si vuole offrire agli spettatori, spesso internazionali, con titoli qualiCavalleria rusticana e con l’attenzione ai grandi artisti siciliani, ha illustrato anche la stagione diconcerti, che vedrà alcuni interessanti ritorni e diversi nomi in ascesa del panorama direttoriale.Casellati ha poi ceduto la parola al Direttore del Corpo di ballo, Jean-Sébastien Colau, che haillustrato i quattro titoli del ballo, con particolare attenzione all’atteso ritorno del Lago dei cigni chevedrà la partecipazione di due étoiles di prima grandezza come Maia Makhateli e il palermitano AndreaSarri, presente in sala. Il Sovrintendente Betta, sottolineando l’apporto decisivo di Comune, Regione eMinistero della Cultura per l’attività della Fondazione Teatro Massimo, ha poi ceduto la parolaall’assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Giampiero Cannella, che ha ricordato i diversiambiti delle collaborazioni tra Comune e Teatro, fin dal Festino del 2022, e in particolare la rilevanzadegli apporti delle masse del Teatro e delle formazioni giovanili. Il Direttore esecutivo Ettore Artioliha poi esposto i progetti della Fondazione per il futuro prossimo, in particolare per quanto riguarda irinnovamenti delle infrastrutture con i lavori che riguarderanno l’impianto di condizionamento el’impianto elettrico, elementi fondamentali per intensificare la produzione, annunciando che proprio inquest’ottica si sta lavorando già ora per aggiungere altre date alla stagione 2025-26. Il Direttoreesecutivo ha inoltre sottolineato come il numero di spettatori sia sempre più internazionale,rappresentando ormai circa il 30% degli acquisti online, ponendo così nuove sfide e nuovi traguardi perl’attività del Teatro. Ha poi concluso il Sindaco di Palermo e Presidente della Fondazione TeatroMassimo, Roberto Lagalla, insistendo sull’importanza delle attività internazionali del Teatro e sucome si siano finalmente affrontati in questi ultimi anni tutta una serie di nodi, dalle stabilizzazioni delpersonale alle infrastrutture del Teatro.“Anime in bilico, oltre i confini”, è il titolo e il filo invisibile che percorre tutta la stagione intessendouna trama sotterranea che unisce opere e balletti, epoche e stili, tradizione e visione. È la trama deipersonaggi sospesi sull’orlo di qualcosa: un amore impossibile, una scelta fatale, una trasformazioneinteriore. E allo stesso tempo, è la stagione dei confini sfumati, di quei territori dove sogno e realtà siintrecciano, dove l’arte diventa vita e la finzione si fa rivelazione, dove davanti ai protagonisti, chevivono in permanenza sospesi su una soglia tra il desiderio e il dovere, tra il sé e l’altro, tra la luce el’ombra, non esistono certezze, ma ombre, nebbie, specchi che a volte riflettono con nitidezza, a voltedeformano la realtà. Non approdi sicuri, ma inquietudini fertili. La scena teatrale si fa così specchiodella condizione umana: fragile, mutevole, profondamente vera.Opere, balletti e concerti che coinvolgeranno tutte le maestranze e gli artisti della Fondazione:l’Orchestra, il Coro, il Coro di voci bianche, il Corpo di ballo e i laboratori scenografici. Titoli digrande repertorio, nuovi allestimenti, riletture visionarie, coproduzioni internazionali e un percorsoartistico e simbolico che esplora le soglie dell’esistenza: tra luce e ombra, realtà e immaginazione,destino e desiderio. Fulcro emotivo della stagione sono le protagoniste femminili: da Zemfira a Nedda, da Gilda aDidone, da Aida ad Amneris, fino a Semiramide. Figure sospese tra desiderio e condanna, tra purezzae ribellione, tra amore e rinuncia. La stagione esplora il potere drammatico delle loro storie, spessosegnate da esclusione, forza e sacrificio, e lo fa in dialogo con le grandi questioni del nostro tempo, apartire dalla lotta contro la violenza di genere e per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.«La stagione 2025-26 del Teatro Massimo – dichiara il Sindaco e Presidente della FondazioneRoberto Lagalla – è un viaggio profondo nell’animo umano, tra sogni, inquietudini e trasformazioni.“Anime in bilico, oltre i confini” è un titolo che racconta la complessità del nostro tempo, intrecciandobellezza, fragilità e verità. Il Teatro Massimo si conferma non solo luogo di cultura e eccellenzaartistica, ma spazio vivo di riflessione e dialogo con la società. Ringrazio il Sovrintendente MarcoBetta e il Direttore artistico Alvise Casellati per aver costruito una stagione che dà voce alle emozioni eai conflitti più autentici, in una visione inclusiva e coraggiosa. È una proposta che parla ai giovani,affronta con sensibilità temi cruciali come la condizione femminile e i diritti dei più fragili, e valorizzail talento di tutte le maestranze della Fondazione, a cui rivolgo il mio ringraziamento per l’impegnoprofuso. Palermo, grazie al suo Teatro, si proietta ancora una volta sul panorama culturaleinternazionale con forza e identità».«Questa stagione – commenta il Sovrintendente Marco Betta – è pensata come una soglia daattraversare, un luogo liminale dove arte e vita si riflettono, dove i confini sfumano e il teatro diventaluogo di trasformazione. Il titolo, Anime in bilico, oltre i confini, non è solo un’immagine evocativa,ma la chiave di lettura di ogni titolo in programma: opere e balletti che interrogano il presenteattraverso figure sospese, fragili, potenti. Ringrazio tutti i lavoratori, gli artisti e lo staff per la loroprofessionalità e dedizione; ringrazio il Presidente, Sindaco Prof. Roberto Lagalla ed il Presidente dellaRegione On.le Renato Schifani che sostengono le Istituzioni culturali in Sicilia e sono vicini al Teatrocon passione e cura; grazie al Ministero della Cultura che insieme al Comune di Palermo e alla RegioneSiciliana garantisce un impegno costante a sostegno dell’arte e della cultura. Grazie al lavoro preziosodel Consiglio di Indirizzo e del Collegio dei Revisori ed un grazie riconoscente al pubblico che con ilsuo amore e la sua passione rende vivo il sogno del teatro».«Il Teatro Massimo – ricorda il Direttore esecutivo Ettore Artioli – è una grande macchinacostantemente in moto. Un palcoscenico che deve sempre più essere sede di spettacoli, accelerando itempi di smontaggio di ogni produzione, e montaggio dell’opera, balletto, concerto successivo.Abbiamo 90 professori d’orchestra, 70 artisti del coro, 26 tersicorei, 102 tecnici, uno staff di 30 personededite all’attività gestionale e amministrativa, tutti armoniosamente impegnati ad offrire ancora piùopportunità di spettacolo al nostro pubblico, dei quali fanno parte non solo gli oltre 4.000 abbonati alleopere e balletti e i 500 abbonati ai concerti, cui si aggiungono ormai più del 30% di spettatori, turistiche sono attratti a Palermo anche dal nostro magnifico Teatro e dalla sua attività».«La stagione 2025/26 è un invito a restare in ascolto dell’inquietudine, – aggiunge il direttore artisticoAlvise Casellati – ad attraversare le zone grigie dell’esistenza, a immergerci in un teatro in cui la realtàsi contamina con l’immaginazione e si rifrange in mille sfaccettature. Le anime in bilico cheincontriamo non sono eroi tradizionali, ma figure fragili, contraddittorie, profondamente umane che sispingono nella loro evoluzione oltre i confini: più che risposte, troveremo domande. In quelledomande, il battito vivo del teatro».OPERE E BALLETTILa stagione 2025-2026 offre un equilibrato alternarsi di opere e balletti, con un’attenzione particolarealla qualità artistica e alla varietà stilistica, con 8 produzioni d’opera e 4 di balletto, ai quali siaggiungeranno gli spettacoli della stagione estiva. Da segnalare la presenza di diversi nuoviallestimenti, che testimoniano della eccezionale qualità dei laboratori scenotecnici e della sartoria dellaFondazione, e la riproposta di alcuni dei più significativi allestimenti prodotti negli ultimi anni, anchein coproduzione con altri teatri; si tratta di spettacoli che in questi anni sono stati proposti anche nelletournées del Teatro Massimo e noleggiati da molti importanti teatri italiani ed europei. Proprio sul temadella presenza all’estero della Fondazione è da segnalare, a settembre 2025, la partenza per il Vietnamdell’Orchestra del Teatro. L’INAUGURAZIONE CON ALEKO di RACHMANINOV e PAGLIACCI di LEONCAVALLOA inaugurare la stagione, il 21 novembre 2025, sarà un dittico di grande impatto emotivo, Aleko diSergej Rachmaninov e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, opere praticamente contemporanee(Pagliacci precede Aleko di un anno) che hanno in comune non solo la densità dell’azione, in un soloatto, ma anche le tematiche. La direzione musicale è affidata a Francesco Lanzillotta, che torna sulpodio dell’Orchestra del Teatro Massimo, mentre la regia sarà curata da Silvia Paoli, al debutto aPalermo in un nuovo allestimento del Teatro Massimo che coinvolge Coro, Coro di voci bianche,Corpo di ballo e Orchestra della Fondazione. Protagonisti il tenore Brian Jagde, il soprano CarólinaLopez Moreno, il baritono azero Elchin Azizov. Aleko, nell’opera di Rachmaninov tratta dal poema diPuškin, è un uomo che cerca libertà nell’erranza, ma è prigioniero del suo stesso impulso possessivo.L’idillio si spezza nel sangue, e l’esilio diventa tragedia. Al tempo stesso, la vicenda principaleriprende e modifica quanto avvenuto in passato: il vecchio Zingaro, cioè il padre di Zemfira, raccontadi come la sua compagna fosse fuggita con un altro, lasciandogli la bambina, in un gioco dirispecchiamenti tra presente e passato. I personaggi si tolgono la maschera (o la indossano per sempre),affrontano il proprio doppio. La vicenda si specchia anche in quella di Pagliacci, e nella regia di SilviaPaoli le due opere vengono poste in dialogo l’una con l’altra. Anche in Pagliacci di Leoncavallol’anima è mascherata ma non protetta: Canio ride sul palco e sanguina nell’intimo, fino a far coinciderela finzione teatrale con l’irreparabile atto reale. Proprio nel prologo iniziale viene dichiarato l’intento dimostrare “lacrime vere”, uno “squarcio di vita”, oggi tristemente attuale.IL RITORNO DE LA BOHÈMENel periodo natalizio, dal 14 dicembre 2025 andrà in scena La bohème di Giacomo Puccini, sotto ladirezione musicale di Carlo Montanaro, con la regia di Mario Pontiggia, le scene di AntonellaConte e i costumi di Francesco Zito per uno degli allestimenti di maggior successo del TeatroMassimo, già recatosi nel giugno 2023 anche in tournée in Giappone; in scena un cast di grandicantanti, con grandi voci internazionali come Anastasia Bartoli, Arturo Chacón-Cruz, HasmikTorosyan e Jessica Nuccio, il Coro e il Coro di voci bianche diretti da Salvatore Punturo, conl’Orchestra della Fondazione. Nella Bohème, il gruppo di giovani artisti protagonisti è costretto avedere infrangersi le illusioni della giovinezza contro la malattia e la povertà; ritorna quindi il tema delteatro, con “l’ardente dramma” di Rodolfo bruciato nel camino per scaldare per qualche minuto lagelida soffitta, così come i fiori creati da Mimì non hanno odore: il drammatico finale lascia ipersonaggi di fronte alla nudità implacabile della morte.IL LAGO DEI CIGNI di ČAJKOVSKI AMBIENTATO NELLA SICILIA DEL GATTOPARDODal 22 gennaio 2026 sarà proposto il grande classico del balletto romantico, Il lago dei cigni di PëtrIl’ič Čajkovskij, in una nuova versione coreografica firmata da Jean-Sébastien Colau per il Corpo diballo del Teatro. La direzione musicale sarà di Nicola Giuliani, alla guida dell’Orchestra del Teatro.Nel Lago dei cigni, la magia trasforma il corpo e condanna l’amore. La principessa-cigno è intrappolatain una doppia identità, in una notte senza fine. Il trionfo della principessa Odile è la condanna del suodoppio Odette. Jean-Sébastien Colau propone una ripresa classica di questo capolavoro del repertorio,rispettosa dell’eredità di Marius Petipa e Lev Ivanov, mettendo in risalto la precisione, l’eleganza el’espressività del Corpo di ballo della Fondazione. Questa nuova produzione del Teatro Massimo saràambientata nell’epoca del Gattopardo, in un’atmosfera aristocratica e raffinata: crinoline, sete, scarpeeleganti e abiti d’epoca trasporteranno il pubblico nella Sicilia ottocentesca, tra decadenza e splendore.La scenografia è firmata da Francesco Zito, mentre i costumi sono stati disegnati da Cécile Flamand,con una cura minuziosa del dettaglio storico ed estetico. Due stelle internazionali saranno protagoniste:nel ruolo di Odette/Odile, Maia Makhateli, étoile del Balletto Nazionale d’Olanda (Amsterdam),mentre nel ruolo del principe Siegfried danzerà Andrea Sarri, palermitano, primo ballerino dell’Opéradi Parigi. SPAZIO ALLA MUSICA BAROCCA CON DIDO AND AENEASDal 20 febbraio sarà in scena l’intensa opera di Henry Purcell, Dido and Aeneas, in un allestimentointimo e raffinato della Fondazione Teatro Massimo, già andato in scena nel 2021. Uno spettacolodominato da elementi scenici essenziali che definiscono il letto della regina cartaginese e la grandenave di Enea, entrambi neri, poiché ciascuno a modo suo portatori di morte. La regia sarà curata daLorenzo Amato, con la direzione musicale di Gabriele Ferro, scene e costumi di Justin Arienti. Nelruolo della protagonista il soprano palermitano Roberta Mantegna, che torna al Teatro Massimo dopoil Pirata belliniano del 2021, accanto a lei Zachary Altman, che nella inaugurazione dell’anno scorsoera stato intenso protagonista di Le Grand Macabre. Con il Coro e l’Orchestra della Fondazione.SEMIRAMIDE E LA GRANDIOSITÀ DEL BEL CANTO ROSSINIANO Dall’11 marzo, Semiramide di Gioachino Rossini sarà in scena per la prima volta al Teatro Massimo,e tornerà a Palermo dopo un secolo e mezzo (le ultime recite erano state nel 1878 al PoliteamaGaribaldi). Scritta nel 1823 per la Fenice di Venezia, Semiramide è l’ultima opera composta da Rossiniin Italia. Semiramide, madre e regina, si scopre carnefice e vittima allo stesso tempo: un’anima inbilico tra il trono e l’abisso, vittima del desiderio sensuale e del potere che la porta prima a uccidere ilmarito e legarsi ad Assur, poi a cercare di sedurre il proprio figlio perduto (nonché legittimo erede altrono). La vicenda della regina assiro-babilonese si caricherà di cupa drammaticità nell’allestimentoproveniente dall’Opéra de Rouen-Normandie con la regia di Pierre-Emmanuel Rousseau. Tra gliinterpreti principali figureranno Vasilisa Berzhanskaya, nella parte della protagonista che fu scritta daRossini per l’amata Isabella Colbran, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù (Arsace) che ritornaa Palermo per uno dei più importanti ruoli rossiniani en travesti, il basso Mirco Palazzi (Assur) e iltenore Maxim Mironov (Idreno), sul podio sarà Christopher Franklin, con Orchestra e Coro delTeatro.LA DANZA TORNA PROTAGONISTA CON DON QUICHOTTEDal 29 marzo sarà in scena uno dei grandi balletti classici del repertorio, Don Quichotte, ispirato alcelebre romanzo di Cervantes, su musiche di Aloisius Ludwig Minkus. Don Chisciotte abita il confinetra realtà e follia: si crede eroe, e diventa ridicolo. Ma nella sua illusione c’è anche una forma di veritàpoetica, una luce che ci interroga, e il buffo cavaliere dalla triste figura con il suo goffo scudierodiventa il simbolo della lotta contro la banalità, l’ignoranza, la grettezza. Sostenuto dalla musica vivacedi Minkus, questo balletto si distingue per l’energia travolgente, i colori brillanti e la virtuosità tecnica,in particolare nei ruoli di Kitri e Basilio. Per questa nuova produzione, il coreografo José Martinez(Direttore del Corpo di ballo dell’Opéra di Parigi) propone una rilettura fedele ed entusiasmante diquesto capolavoro, che unisce tradizione e modernità, umorismo e brio. La sua visione dona nuovoslancio a questo balletto emblematico, mettendo in risalto tutta la vivacità e la ricchezza del suouniverso. Le scene sono firmate da Antonella Conte e i costumi creati da Mario Celentano, perun’estetica curata e luminosa, che evoca una Spagna sognata e teatrale per il Corpo di ballo del Teatrodiretto da Jean-Sébastien Colau. La produzione è realizzata in coproduzione con l’Opéra Nationalde Bordeaux, a testimonianza della volontà di collaborazione tra grandi istituzioni internazionali perfar vivere e brillare il repertorio classico in tutta la sua bellezza. L’Orchestra della Fondazione saràdiretta da Mojca Lavrenčič. LE CONVENIENZE E INCONVENIENZE TEATRALI Dal 26 aprile sarà presentata l’esilarante opera comica di Gaetano Donizetti, Le convenienze einconvenienze teatrali, con il grande baritono palermitano Nicola Alaimo, di ritorno a Palermo dopo lostraordinario successo ottenuto come Jago nell’Otello di Verdi a gennaio 2025, e con il sopranoDesirée Rancatore nei panni della primadonna della compagnia. La regia è firmata dal prestigioso duoMoshe Leiser e Patrice Caurier, in un nuovo allestimento del Teatro Massimo. Dirigerà GeorgePetrou, Orchestra e Coro della Fondazione. Il divertentissimo atto unico Le convenienze einconvenienze teatrali, composto da Donizetti nel 1827, era stato rappresentato per la prima volta aPalermo nella stagione 1834-35 del Real Teatro Carolino e poi al Teatro Massimo nel 1972. Se inquest’opera farsesca ridiamo dei tic e dei capricci del teatro stesso, è perché riconosciamo quanto lascena sia, in fondo, specchio deformato ma sincerissimo della vita. In un certo senso ancheautobiografico: esattamente duecento anni fa, nella stagione 1825-26, Gaetano Donizetti era a Palermocome direttore artistico del Real Teatro Carolino, per il quale scrisse l’opera Alahor in Granata.Presentare ora Le convenienze e inconvenienze teatrali è anche un modo per ripercorrere quella chepoté essere la sua vita quotidiana in quei mesi palermitani di duecento anni fa, con tutte le peripezie chedovette affrontare nell’organizzazione di quello che era all’epoca il principale teatro d’opera della città.L’EPICA E MONUMENTALE AIDADal 22 maggio torna dopo tredici anni nella stagione del Teatro Massimo Aida di Giuseppe Verdi,con la regia di Mario Pontiggia e la direzione musicale di Frédéric Chaslin. L’allestimento è fruttodella coproduzione con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, e coinvolgerà anche il Corpo diballo oltre a Orchestra e Coro. Le scene, ispirate all’Egitto dei faraoni, saranno di Antonella Conte, icostumi disegnati da Ilaria Ariemme. Nel nutrito cast, tra gli altri il tenore Angelo Villari, ilmezzosoprano Daniela Barcellona, il baritono Claudio Sgura. Aida, divisa tra patria e amore, tra ilproprio presente di schiava e l’identità negata di principessa, finisce per annullarsi scegliendo la morteinsieme a Radamés. Uno dei titoli più amati di Verdi, legato al Teatro Massimo per le tante edizioniche vi si sono succedute fin dal primo anno di attività, quando fu l’opera di inaugurazione dellaseconda stagione 1897-98, ma soprattutto perché è stata, nel 1998, la prima opera dopo la riapertura delTeatro. CARAVAGGIO: UN BALLETTO CONTEMPORANEOLa prima parte della stagione si concluderà con un evento di grande richiamo: dal 20 giugno sarà inscena Caravaggio, balletto contemporaneo ispirato al pittore seicentesco su coreografia di MauroBigonzetti. La produzione vedrà la partecipazione eccezionale di étoiles ospiti insieme al Corpo diballo diretto da Jean-Sébastien Colau. Il balletto è accompagnato da musiche di Claudio Monteverdiriarrangiate da Bruno Moretti che saranno eseguite dall’Orchestra del Teatro sotto la direzione diGianna Fratta. La scenografia, firmata da Carlo Cerri, si ispira ai chiaroscuri dei dipinti diCaravaggio, trasformando il palco in un quadro vivente di luci e ombre. Il balletto in due atti ripercorrele tappe principali della vita artistica e personale del maestro, con particolare attenzione ai suoi drammiinteriori e alla sua rivoluzionaria visione artistica. Il pittore maledetto attraversa la linea sottile tra arte edannazione, e la danza ne restituisce ogni tormento. Un appuntamento imperdibile per gli appassionatidi danza, di arte e di cultura, che unisce la potenza della coreografia di Bigonzetti, l’eleganza deidanzatori e la forza evocativa della scenografia e dei costumi.CAVALLERIA RUSTICANA, UN GRANDE CAPOLAVORO DEL VERISMODopo la pausa estiva, dal 12 settembre la stagione riprenderà con Cavalleria rusticana di PietroMascagni, che si ricollega all’opera di inaugurazione dato che viene spesso eseguita insieme aPagliacci. Verrà proposta in un nuovo allestimento con la regia di Marco Gandini, mentre Coro eOrchestra del Teatro Massimo saranno sotto la guida di Gaetano d’Espinosa, che nella scorsa stagioneaveva diretto Salome. In Cavalleria rusticana il senso dell’onore rurale, primitivo e arcaico, trascina ipersonaggi verso un destino di violenza e morte: un’opera dove ogni gesto è irrevocabile, e ognisilenzio pesa più delle parole, fino al grido conclusivo “Hanno ammazzato compare Turiddu!”. Anchein questo caso, come per Pagliacci, il tema della mascolinità vissuta come espressione di aggressività èancora, purtroppo, attuale e pervasivo nelle cronache. LA BELLA ADDORMENTATA CON LE COREOGRAFIE DI OLIVEIRADal 2 al 6 ottobre torna La bella addormentata di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in un allestimento delSalzburger Landestheater, con coreografia di Reginaldo Oliveira. Oliveira offre una lettura intensa epersonale del grande classico, conservando la musica originale di Čajkovskij, ma la coreografia el’estetica sono reinterpretate in chiave contemporanea. I temi centrali – il conflitto tra bene e male, lapaura, il risveglio – vengono esplorati con forza visiva e drammatica. I costumi colorati delle fate sistagliano contro scenografie fredde e scure, mentre la figura di Carabosse diventa un’ombra minacciosae moderna. Aurora, invece, è simbolo di rinascita e di speranza. Con pochi danzatori e un linguaggiofisico intenso, Oliveira riesce a raccontare una fiaba conosciuta da tutti in modo nuovo, emozionante eprofondo. Con il Corpo di ballo diretto da Jean-Sébastien Colau e Carlo Benedetto Cimento allaguida dell’Orchestra del Teatro Massimo.RIGOLETTO, UNO DEI TITOLI PIU AMATI DEL REPERTORIO VERDIANOLa stagione si concluderà con Rigoletto, in scena dal 23 al 31 ottobre 2026, con la regia di JohnTurturro e la direzione di Gianna Fratta, in un allestimento del Teatro Massimo per unacoproduzione internazionale che ha già girato il mondo con grande successo. Nel cast, il debutto aPalermo di uno dei più grandi baritoni del momento, il francese Ludovic Tézier, nel ruolo del titolo.Insieme a lui il tenore Francesco Demuro (Duca di Mantova). Rigoletto, segnato dalla maledizioneche si abbatte su di lui, è l’esempio più tragico del destino che si accanisce sempre contro i più deboli(deformi, poveri, fragili) risparmiando invece chi è ricco e potente. Il buffone è distrutto dalmeccanismo stesso della finzione in cui si è rifugiato, nella casa in cui ha recluso la figlia e la propriaidentità di padre. Quando il gioco si fa realtà, perde tutto: il potere che esercita sul duca e sui cortigiani,la figlia, se stesso.CONCERTI La stagione concertistica si apre il 4 dicembre con un appuntamento eccezionale, nel quale verràproposta, per la prima volta al Teatro Massimo, la proiezione del film Il gattopardo di LuchinoVisconti nella versione recentemente restaurata, con l’esecuzione dal vivo delle musiche della colonnasonora composta da Nino Rota. Ad eseguire la partitura di Rota sarà l’Orchestra del Teatro Massimodiretta da Timothy Brock, affermatissimo direttore, tra i massimi esperti della restituzione dal vivodelle musiche da film, e già in passato apprezzatissimo ospite delle stagioni della Fondazione. Unappuntamento che si ricollega al primo balletto della stagione, Il lago dei cigni, la cui ambientazionesarà appunto nella Sicilia di metà Ottocento. Un altro concerto di grande rilievo, come ormaiconsuetudine, sarà quello di Capodanno, con il Coro e l’Orchestra diretti dal maestro LorenzoPasserini, per un momento fuori abbonamento che da anni è sempre molto apprezzato dai palermitani edai turisti. Il concerto dell’8 gennaio vedrà l’esecuzione di uno dei più grandi capolavori della musicasacra del periodo classico, la Missa solemnis di Ludwig van Beethoven; il compositore tedesco viracchiude non solo il proprio percorso compositivo, ma anche tutto la storia del genere della messacantata, dal gregoriano fino appunto a lui, creando un impressionante monumento di mirabilecomplessità. Sul podio salirà Umberto Clerici per dirigere i quattro solisti vocali, l’Orchestra e il Corodel Teatro Massimo guidato da Salvatore Punturo. Anche il concerto dell’8 febbraio 2026 vedrà lapresenza di Coro e Orchestra per un programma diretto da Frédéric Chaslin, che torna al TeatroMassimo dopo la bellissima esperienza del Faust di Gounod e del concerto straussiano della stagione2024-25. Come violino solista suonerà la spalla dell’Orchestra del Teatro Massimo, Salvatore Greco. La stagione concertistica è anche il momento in cui la Fondazione mette in mostra la propria rete dicollaborazioni con altre istituzioni palermitane e italiane: è il caso del concerto del 25 febbraio 2026dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori diretta dal violinista Emmanuel RescheCaserta con il soprano Marie Perbost e musiche di Lully, Marais e Rameau. Un progetto delMinistero dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Conservatorio Alessandro Scarlatti diPalermo, che sarà riproposto in replica anche al Teatro Costanzi di Roma a marzo. Il 19 marzo saràinvece il Coro del Teatro Massimo diretto dal Maestro del Coro Salvatore Punturo a proporre unprogramma di musica per coro accompagnato dal pianoforte. Il 22 marzo tornerà sotto la direzione diDiego Ceretta l’Orchestra Nazionale dei Conservatori , dopo il bel successo del concerto del 2025,per eseguire il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Dmitrij Šostakovič con Elia Cecino alpianoforte e la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokofiev. Anche questo è un progetto delMinistero dell’Università e della Ricerca realizzato in collaborazione con il Conservatorio OttorinoRespighi di Latina. Sempre nell’ambito delle collaborazioni con le istituzioni palermitane, sono dasegnalare i due concerti del 6 maggio 2026 con l’Orchestra del Conservatorio Alessandro Scarlattie il Concerto del 24 settembre realizzato grazie alla ormai lunga e proficua collaborazione conl’Orchestra Jazz Siciliana della Fondazione The Brass Group. Orchestra e Coro del Teatro Massimoeseguiranno un altro grande capolavoro beethoveniano dopo la Missa solemnis: il 9 e 10 giugno sarà ilturno della Nona Sinfonia con l’Inno alla Gioia sul testo di Friedrich Schiller nell’ultimo movimento,sotto la direzione di Nir Kabaretti. A concludere la stagione sarà, l’11 ottobre, il direttore musicaleonorario a vita del Teatro Massimo, Gabriele Ferro, con un concerto insieme all’Orchestra