Nel solco del Vangelo e da una lettura profetica dei segni dei tempi, solidarietà a Mons. Corrado Lorefice.
La Fondazione Don Calabria esprime piena e convinta solidarietà a S.E. Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, per gli attacchi e gli insulti ricevuti sui social media a seguito delle sue parole sulla tragedia delle morti nel Mediterraneo e sulle responsabilità delle politiche migratorie.
Le parole dell’Arcivescovo si collocano in una lettura credente dei “segni dei tempi”, così come il Concilio Vaticano II ha chiesto alla Chiesa di fare: discernere nella storia le domande più profonde dell’umanità e rispondere alla luce del Vangelo. Le tragedie che si consumano nel Mediterraneo interrogano la coscienza cristiana e civile; esse non possono essere ridotte a emergenze episodiche, ma rappresentano un segno che interpella la responsabilità personale e collettiva.
Nel solco della costituzione conciliare Lumen Gentium, che ricorda la Chiesa come Popolo di Dio chiamato a condividere le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dell’umanità, le parole di Mons. Lorefice richiamano la dignità inviolabile di ogni persona umana e la vocazione della comunità cristiana a farsi prossima agli ultimi. La fedeltà al Vangelo della carità non è opzione accessoria, ma dimensione costitutiva della missione ecclesiale.
Allo stesso tempo, tali richiami trovano consonanza nei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, afferma il dovere inderogabile di solidarietà e tutela la dignità della persona senza distinzione. Il rispetto della vita e della dignità umana costituisce un fondamento condiviso che precede ogni appartenenza politica o culturale.
Come Fondazione impegnata quotidianamente accanto ai più fragili, riconosciamo nelle parole dell’Arcivescovo un invito esigente a non cedere all’indifferenza e a promuovere una cultura dell’incontro. Il confronto pubblico, anche quando critico, deve mantenere toni civili e rispettosi: l’odio e la violenza verbale non costruiscono il bene comune.
Rinnoviamo il nostro impegno a leggere con responsabilità i segni del nostro tempo, operando per una società più giusta, solidale e pacifica, nella fedeltà al Vangelo e nel rispetto dei principi costituzionali che fondano la nostra convivenza civile.
Aldilà degli insulti e delle critiche occorre andare nel senso autentico del messaggio del nostro Vescovo ed essere operatori concreti di umanità e di pace. Non possiamo che essere umani che si fanno carico di altri essere umani senza differenze e paure.
Aldilà degli insulti e delle critiche occorre andare nel senso autentico del messaggio del nostro Vescovo ed essere operatori concreti di umanità e di pace. Non possiamo che essere umani che si fanno carico di altri essere umani senza differenze e paure.
