Hantavirus, italiano sintomatico in quarantena. Negativo paziente in Veneto. Oms: 9 casi confermati
Il punto dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Schillaci: “In Italia situazione tranquilla”
Uno dei passaggeri evacuati dalla nave da crociera Hondius dopo il focolaio da Hantavirus – Afp
Uno dei passaggeri evacuati dalla nave da crociera Hondius dopo il focolaio da Hantavirus – Afp
12 maggio 2026 | 08.20
Redazione Adnkronos
LETTURA: 7 minuti
icon facebookicon twittericon share
Il giovane marittimo italiano residente in Calabria e in quarantena, perché sul volo Klm dove era salita la donna olandese passeggera della nave da crociera poi deceduta per l’hantavirus, avrebbe dei sintomi simili a quelli dell’infezione. Per questo motivo sono in arrivo i suoi campioni biologici all’Inmi Spallanzani di Roma, come conferma l’Irccs in una nota, per gli esami clinici necessari a dirimere se è positivo o meno.
CTA
È risultato intanto negativo all’Hantavirus il test della persona messa in isolamento in Veneto dopo aver viaggiato sullo stesso volo della donna olandese, poi morta. Lo ha confermato questa mattina
Intanto Maria Rosaria Campitello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, ospite di Rai Radio 1, ha confermato che quesa mattina è risultato negativo all’Hantavirus il test della persona messa in isolamento in Veneto dopo aver viaggiato sullo stesso volo della donna olandese poi morta. “Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzare, ma ci lascia ben sperare perche è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze”, ha aggiunto.
Ieri sera la circolare del ministero della Salute per le regioni dedicata all’hantavirus. “Nasce in realtà dall’esigenza di aggiornare tempestivamente tutte le istituzioni sanitarie nazionali sulla situazione internazionale relativa all’hantavirus – ha detto Campitiello a Rai Radio 1 – Dà chiaramente delle indicazioni precise alle Regioni, proprio perché il ministero della Salute da subito ha agito nella massima, oltre che prontezza, anche trasparenza”.
La circolare del ministero dela Salute firmata ieri sera chiarisce che, “anche in assenza di un chiaro collegamento epidemiologico noto con il focolaio della nave Mv Hondius o con casi confermati/probabili di infezione da virus Andes in aree endemiche, potrà essere considerata, dopo attenta valutazione infettivologica, l’esecuzione di indagini diagnostiche specifiche nei pazienti con quadro clinico compatibile, o quadro clinico non altrimenti spiegabile e risultato negativo agli accertamenti microbiologici routinari. In questo caso potrà essere contattato il medico reperibile dell’Inmi Spallanzani attraverso il centralino 06.551701 in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss)”. Tale approccio è finalizzato “a favorire l’identificazione precoce di eventuali casi sporadici o secondari e ad assicurare la tempestiva attivazione delle misure di sanità pubblica previste”, precisa la circolare.
Cosa succede ora?
Dopo l’evacuazione della nave da crociera Hondius, colpita dal focolaio di hantavirus e attraccata a Tenerife per lo sbarco dei 120 passeggeri, “finora sono stati segnalati 11 casi, inclusi 3 decessi. Tutti e 11 i casi riguardano passeggeri o membri dell’equipaggio della nave. Nove degli 11 casi sono stati confermati come virus Andes, mentre gli altri 2 sono probabili”. A dirlo è il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un punto stampa con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez alla Moncloa. Il Dg ha ribadito che “il rischio per la salute globale è basso” e “questi numeri sono rimasti pressoché invariati nell’ultima settimana. Non si sono registrati decessi dal 2 maggio, data in cui l’Oms è stata informata per la prima volta del focolaio”.
“Al momento non ci sono segnali che indichino l’inizio di un’epidemia più ampia”, ha aggiunto, “ma ovviamente la situazione potrebbe cambiare”. “Considerato il lungo periodo di incubazione del virus, è possibile che nelle prossime settimane si registrino altri casi”, ha ribadito. “Il nostro lavoro non è finito” e “l’Oms continuerà a collaborare strettamente con gli esperti di tutti i Paesi colpiti”.
“Sembra incredibile che sono passati solo 10 giorni da quando l’Oms è stata informata per la prima volta di un focolaio di casi di hantavirus a bordo della Mv Hondius”, ha continuato il Dg. Oggi “possiamo affermare con certezza che questa fase dell’operazione”, cioè lo sbarco e i rientri nei Paesi di provenienza, “si è conclusa con successo”. “Tutti i passeggeri sono sbarcati e hanno lasciato Tenerife, e la nave Mv Hondius è ora in viaggio verso i Paesi Bassi. Quasi 150 persone provenienti da 23 Paesi sono rimaste a bordo di questa nave per settimane, in quella che deve essere stata una situazione davvero spaventosa. Alcuni stavano affrontando un esaurimento nervoso. E hanno il diritto di essere trattati con dignità e compassione. In tutto il mondo c’erano persone che chiedevano che i passeggeri rimanessero a bordo della nave per l’intero periodo di quarantena. A nostro avviso, ciò sarebbe stato disumano e inutile. Ieri ho definito persino crudele una simile proposta”.
“Eravamo convinti che fosse possibile far sbarcare questi passeggeri in modo sicuro sia per loro che per gli abitanti di Tenerife, e nel rispetto dei diritti umani dei passeggeri e dell’equipaggio – ha assicurato il capo dell’Oms – Comprendo perfettamente perché gli abitanti” dell’isola “potessero essere preoccupati per lo sbarco sulle loro coste. Avevamo affermato che il rischio era basso, sia per loro che a livello globale, e tutti i nostri sforzi nell’ultima settimana sono stati volti a mantenerlo tale. Si tratta di una situazione grave, che abbiamo preso e continuiamo a prendere molto seriamente”. Ma l’Oms continua a “ritenere che il rischio per la salute a livello globale sia basso”.
Cosa succede adesso? “Tutti i casi sospetti e confermati sono stati isolati e gestiti sotto stretta supervisione medica, riducendo al minimo qualsiasi rischio di ulteriore trasmissione”, ha spiegato il Dg dell’Oms. Che nei prossimi giorni emergano nuovi casi viene ritenuto possibile. Per questo “ciascuno dei Paesi in cui i passeggeri sono stati rimpatriati è responsabile del monitoraggio del loro stato di salute”. E “abbiamo anche richiesto ai Paesi di riferire regolarmente all’Oms sullo stato di salute e sul benessere dei passeggeri e dell’equipaggio, attraverso il Regolamento sanitario internazionale”.
Il lavoro dunque non è concluso, ha ribadito il Dg Tedros, sottolineando l’importanza della collaborazione internazionale. “Come ho detto molte volte: i virus non rispettano i confini. La nostra immunità più forte è la solidarietà, ed è proprio la solidarietà che la Spagna ha dimostrato. Mi consola molto sapere che nel nostro mondo esistono ancora persone che agiscono non per convenienza politica, ma semplicemente perché ritengono che sia giusto. Soprattutto in questi tempi difficili, il mondo ha bisogno di questo tipo di gentilezza e compassione”, “al di là ovviamente degli obblighi legali”.
Intanto, ogni Paese in cui i passeggeri sono stati rimpatriati dopo lo sbarco a Tenerife sta monitorando lo stato di salute di queste persone, mentre l’Oms continua la sua attività di supporto e “sta approfondendo” le “segnalazioni relative a un piccolo numero di pazienti con sintomi compatibili con il virus Andes con i rispettivi Paesi” di provenienza.
Ma quanto dureranno le quarantene per chi è stato sulla nave e da quando si fa scattare il conto alla rovescia? “L’Oms – ha chiarito il Dg – raccomanda che queste persone vengano monitorate attivamente in una struttura di quarantena specifica o a casa per 42 giorni”, 6 settimane appunto, “dall’ultima esposizione, cioè dal 10 maggio”, data in cui è iniziato lo sbarco. “Quindi fino al 21 giugno”.
Schillaci: “In Italia situazione tranquilla”
Sull’hantavirus “in Italia c’è oggi una situazione di assoluta tranqullità. Le 4 persone che erano venute in contatto con una paziente nel volo aereo sono monitorate con attenzione, quindi non c’è nessun allarmismo e sono assolutamente tranquillo. Voglio soprattutto tranquillizzare gli italiani che oggi non c’è nessun pericolo”, ha confermato intanto il ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine delle celebrazioni della Giornata internazionale dell’infermiere.
Sanchez difende il modello Spagna
”Questo mondo non ha bisogno di altro egoismo e di altra paura”, ma ”c’è bisogno di solidarietà tra i Paesi”. Così il primo ministro spagnolo Sanchez ha difeso intanto la decisione del suo governo di permettere alla nave da crociera di attraccare al porto di Tenerife domenica. Parlando alla Moncloa con il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Sanchez ha detto che “qualcuno ha mantenuto un silenzio interessato”. Ma ha sottolineato che ”per noi il vero problema era tutt’altro. Perché non dovremmo venire in aiuto di chi è nel bisogno se abbiamo i mezzi per farlo?”.
L’operazione di sbarco dei passeggeri “si è conclusa senza incidenti” ed “è stata un successo”, ha detto ancora, continuando: “Non abbasseremo la guardia, continueremo a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione dei passeggeri attualmente ricoverati all’ospedale Gómez Ulla”.
In ogni caso “possiamo dire che, al momento, l’operazione è stata un successo”, ha concluso Sanchez.
