Lepida Tv. Cento anni Ducati, un lungo filo rosso: dalle celebrazioni in Romagna alle origini bolognesi dello storico marchio. Dall’officina NCR di Giorgio Nepoti e Rino Caracchi alla Ducati Scrambler blu e argento realizzata su misura per Lucio Dalla. On line da oggi la nuova puntata di “Traguardi – sport e territorio”
Nel reportage le interviste inedite a Daniele e Stefano Caracchi che ricorda la passione del padre Rino e gli aneddoti con Dalla
Bologna – Prima di produrre motociclette, Ducati costruiva condensatori e apparecchiature per le comunicazioni. Siamo a inizio Novecento e la giovane impresa si inserisce nel fermento bolognese delle scoperte di Guglielmo Marconi.
Ma per capire l’origine di questa cultura dell’invenzione, bisogna andare ancora più indietro, nel ‘300, quando a Bologna iniziò a funzionare il primo filatoio idraulico da seta dentro le mura.
La storia di Ducati ha la forma di un ‘romanzo di cappa e spada’: una piccola impresa familiare nata nel clima delle scoperte radiofoniche, una crescita rapidissima, la distruzione dello stabilimento durante la guerra, la ricostruzione e infine la trasformazione in uno dei marchi motociclistici più importanti al mondo, di cui quest’anno 118mila persone a Misano hanno festeggiato i cento anni alla World Ducati Week.
Il lungo, complesso ed eroico filo rosso della Ducati, al centro della nuova puntata di ‘Traguardi! Sport e territorio in Emilia-Romagna’, disponibile da oggi su Lepida TV al link: https://www.lepida.tv/
Nel reportage anche la storia dell’officina NCR di Giorgio Nepoti e Rino Caracchi. Ducati stessa ricorda come, negli anni Settanta, le moto da endurance venissero preparate ‘quasi clandestinamente’ fuori dallo stabilimento, con il sostegno di questo piccolo gruppo di specialisti. Ancora oggi il Rino’s Garage, creato dal figlio Stefano nel centro di Bologna, custodisce moto, fotografie e pezzi unici legati a quella stagione. Fra questi si trova una Ducati Scrambler blu e argento realizzata su misura per Lucio Dalla. Il cantautore, cugino della famiglia Caracchi, frequentava l’officina e osservava affascinato Rino e Giorgio mentre lavoravano con le mani.
Il filo della memoria prosegue attraverso Daniele Caracchi e Stella Caracchi, impegnata nella Fondazione Lucio Dalla. Due patrimoni familiari si incrociano: quello di un uomo che dedicò la vita alle motociclette e quello di un artista che seppe trasformare Bologna in musica. Una relazione riassunta da un ricordo privato: quando Rino era lontano dalla sua officina e gli veniva chiesto cosa desiderasse ricevere, la risposta era sempre la stessa: “Portami l’album delle moto”.
Elisa Ravaglia
