PERIFERIE, A LABARO “SGUARDI PERIFERICI”. ASSESSORE PINO BATTAGLIA: “LA CULTURA È PARTE DELLA CURA DEI QUARTIERI”
Dal 3 al 6 settembre all’Anfiteatro Galline Bianche quattro giorni di incontri, teatro, laboratori e arti urbane. Apre Domenico Iannacone.
Roma, 2 settembre 2026 – Quattro giorni di cultura e incontro a Labaro, con un invito rivolto a tutta la città. Dal 3 al 6 settembre 2026 l’Anfiteatro Galline Bianche, nel Municipio XV, ospiterà “Sguardi Periferici”, la rassegna con la direzione artistica di Gino Auriuso che proporrà spettacoli teatrali, incontri, laboratori per bambini e famiglie, street art e arte di strada. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La manifestazione è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alle Periferie, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e realizzata dall’Associazione Culturale Artenova.
“La cultura è parte della cura dei quartieri. Uno spazio pubblico ha bisogno di manutenzione, ma anche di occasioni che portino le persone a frequentarlo, incontrarsi e sentirlo proprio. Come Assessorato alle Periferie vogliamo contribuire a questo: riempire i vuoti di opportunità, dare spazio alle energie che già esistono e rendere i quartieri più vivi – dichiara Pino Battaglia, assessore alle Periferie di Roma Capitale –. Poter andare a teatro o partecipare a un laboratorio con i propri figli, gratuitamente e vicino a casa, offre una possibilità in più nella vita di tutti i giorni. “Sguardi Periferici” è anche un invito a tutta Roma a venire a Labaro. Vogliamo una città in cui ogni quartiere possa essere un luogo da raggiungere per quello che offre, dove si produce cultura e si costruiscono relazioni”.
Il titolo della rassegna richiama la capacità della visione periferica di cogliere ciò che accade ai margini del campo visivo, trasformandola in una metafora sociale e culturale.
“Il nostro progetto parte da questa accezione scientifica per ribaltare il concetto abusato di periferia come punto di disequilibrio, di precarietà, di complessità – spiega il direttore artistico Gino Auriuso –. Con una visione che parte appunto dagli “Sguardi Periferici”, ci possiamo accorgere che da questi nasce la centratura del vivere, il senso profondo della percezione delle cose del mondo, l’essere orientati correttamente e vedere, anche stando immobili, la luce della bellezza”.
