Il Papa: la formazione cristiana sia basata su dignità umana e servizio al bene comune
Leone XIV riceve una delegazione dell’Oriel College dell’Università di Oxford fondata 700 anni fa e di cui è stato studente e docente John Henry Newman, e sottolinea l’esempio del santo londinese, il quale ha mostrato “come fede e ragione siano inscindibili”. “Nel contesto delle sfide odierne”, da valorizzare e promuovere nell’educazione la sua “visione antropologica integrale”
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Cercare “con coraggio la verità” e promuovere, nell’ambito accademico la “visione antropologica integrale” di san John Henry Newman, basata sulla “dignità umana”, la “giustizia” e la “capacità di servire il bene comune”. Leone XIV lo chiede a una delegazione dell’Oriel College dell’Università di Oxford, ricevuta in udienza oggi, 4 settembre, nella Sala del Concistoro, in pellegrinaggio a Roma, sulle orme del santo londinese per commemorare i 700 anni “del conferimento della concessione reale” da parte di re Edoardo II. Del College, il quinto più antico dell’Università di Oxford – sistema educativo formato da 39 College (di fondazione reale) e da 4 Istituzioni nate da ordini religiosi o Chiese cristiane – san Newman è stato studente e docente.
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Il Papa mentre pronuncia il suo discorso
Il Papa mentre pronuncia il suo discorso (@VATICAN MEDIA)
Guardare al passato per costruire il futuro
Nel suo discorso pronunciato in inglese, il Papa accenna alla “lunga e illustre” storia dell’istituzione accademica, che ha “vissuto molti cambiamenti, eventi e perfino sconvolgimenti”, rimanendo salda “nella sua identità cristiana”, date le sue origini cattoliche – come dimostra il suo vecchio nome, “Collegio della Beata Vergine Maria” – che l’hanno resa “comunità di fede e di sapere”.
Il College può quindi guardare con fiducia ai suoi contributi passati come solide fondamenta e guida per le sue attività future. A tale riguardo, san John Henry Newman costituisce un fulgido esempio di studioso che ha mostrato non solo nelle sue opere, ma, in modo più ammirevole, anche nella sua vita, come fede e ragione siano inscindibili.
Un momento dell’udienza (@VATICAN MEDIA)
Le sfide odierne e il pensiero di Newman
Soffermandosi su Newman, il Pontefice ne evidenzia le “idee”, caratterizzate da una “grande concretezza” – “poiché le sue convinzioni religiose erano radicate nella sua relazione personale con Dio” – e “la sua attività accademica”, “sublime” ed “eminentemente pratica”. Ricorda che “la grande profondità” di queste due “dimensioni della sua vita è stata riconosciuta” nel proclamarlo Dottore della Chiesa universale e compatrono della missione educativa della Chiesa, l’1 novembre dello scorso anno, e sottolinea l’importanza, oggi, delle vedute del cardinale inglese.
Nel contesto delle sfide odierne, il pensiero di Newman sull’educazione è particolarmente pertinente, poiché egli propone una formazione cristiana che abbracci l’intera persona e misuri il valore dell’educazione sull’asse della dignità umana, della giustizia e della capacità di servire il bene comune.
Leone XIV mentre saluta uno dei partecipanti all’udienza (@VATICAN MEDIA)
Favorire incontri “cuore a cuore”
Nelle attività accademiche, attraverso gli ideali di Newmann, per il Papa, è possibile “favorire un incontro ‘a cuore a cuore’” con gli altri e con “Gesù Cristo, che è la via, la verità e la vita”. Da qui l’incoraggiamento a quanti fanno parte dell’Oriel College, citando il “celebre inno Guidami Tu, Luce gentile – nel quale Newman ha espresso la sua grande fiducia in Dio, convinto di esserne guidato “malgrado le incertezze della vita” – ad affidarsi all’Onnipotente, “Luce imperitura del mondo”, per “riflettere la sua gloria per il mondo”.