Notizia in aggiornamento
Il Libano, schiacciato dalle bombe israeliane
Lo Stretto di Hormuz, l’asso nella manica dell’Iran.
Ad una manifestazione pro-regime a Teheran, il 29 aprile 2026. – Guerra in Medio Oriente: Israele afferma che potrebbe “dover agire di nuovo” contro l’Iran
Da parte iraniana, il Presidente del Parlamento ha promesso di liberare la regione dalle ambizioni americane. “Il futuro radioso della regione del Golfo Persico sarà un futuro senza l’America”, aveva scritto giovedì anche la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, riferendosi alla “vergognosa sconfitta degli Stati Uniti”.
Donald Trump si prepara a ridurre il numero dei soldati americani in Germania. Il presidente degli Stati Uniti valuta il provvedimento pochi giorni dopo le dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla guerra tra Stati Uniti e Iran. Merz ha affermato che l’America è stata “umiliata” da Teheran in un conflitto in cui Washington ha sottovalutato le reali capacità del nemico. Un oltraggio per Trump che, dall’inizio delle operazioni cominciate il 28 maggio, evidenzia i successi militari a stelle e strisce rivendicando una sostanziale vittoria sul campo.
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Merz critica gli Usa e Trump si arrabbia
In un post sulla sua piattaforma Truth Social, il presidente degli Stati Uniti nelle ultime ore ha affermato che la sua amministrazione sta “studiando e valutando la possibile riduzione delle truppe in Germania e che una decisione verrà presa a breve”. Inevitabile collegare la sortita social alle considerazioni espresse da Merz. Lunedì il cancelliere tedesco ha sostenuto che gli Stati Uniti sono in difficoltà nei negoziati. Teheran, che non appare in ginocchio dal punto di vista militare, sta sviluppando una efficace strategia per ottenere la fine della guerra in corso e la riapertura dello stretto di Hormuz. “Gli iraniani sono evidentemente molto abili nel negoziare, o meglio, molto abili nel non negoziare: gli americani si recano a Islamabad e poi ripartire senza alcun risultato”, ha detto Merz. “Gli americani, evidentemente, non hanno una strategia. Il problema di questi conflitti è che non bisogna solo entrare, ma anche uscirne. Lo abbiamo visto a nostre spese in Afghanistan per 20 anni. Lo abbiamo visto in Iraq. Al momento non vedo quale via d’uscita strategica gli americani stiano scegliendo”.
Mentre attende la proposta di pace rivista dell’Iran, il presidente Donald Trump riceverà oggi un briefing dai vertici militari americani sulle possibili opzioni operative, segnale che Washington starebbe valutando seriamente un’escalation per sbloccare lo stallo nei negoziati. Lo riportato da Axios, spiegando che tra gli scenari allo studio ci sarebbero azioni rapide e mirate contro infrastrutture strategiche iraniane, ma anche operazioni più complesse:
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Secondo fonti vicine alla mediazione, Teheran potrebbe presentare una nuova proposta di pace entro venerdì. Trump ha dichiarato che la sua risposta dipenderà da quanto si spingerà oltre nel suo programma nucleare, dichiarando che “non ci sarà mai un accordo a meno che non accettino di rinunciare alle armi nucleari”.
Inegoziati per porre fine alla guerra con l’Iran si stanno svolgendo “telefonicamente” perché “non si effettuano più voli” di 18 ore verso Islamabad, dopo che il primo round di colloqui in presenza si è concluso senza un accordo e il secondo è stato annullato.
