Carcere Pagliarelli. Corleo, Di Gangi e Dolce: “Tre detenuti in celle di circa 9 mq. Una condizione inaccettabile che deve cessare immediatamente”
Palermo, 25 agosto 2026 – “Il sovraffollamento nelle carceri italiane non è purtroppo una novità, ma quello che abbiamo visto al Pagliarelli va oltre il dato generale. In almeno 14 celle di circa nove metri quadrati vivono oggi tre persone, nonostante siano destinate a ospitarne una e, in condizioni di necessità, al massimo due. Significa comprimere tre vite, per molte ore al giorno, in uno spazio che non può garantire condizioni dignitose di detenzione. Non stiamo parlando soltanto di disagio o di una struttura troppo piena: stiamo parlando del rispetto dei diritti fondamentali delle persone private della libertà e di condizioni che rischiano di tradursi in un trattamento inumano e degradante. Una situazione che investe l’intera comunità carceraria, compresi gli operatori e gli agenti che ogni giorno lavorano in condizioni difficili, con organici insufficienti e risorse, per usare un eufemismo, estremamente risicate”.
Lo dichiarano Donatella Corleo, consigliera generale del Partito Radicale, Mariangela Di Gangi, consigliera comunale del Partito Democratico a Palermo, e il dott. Antonio Dolce, iscritto al Partito Radicale, che nella giornata di ieri, 24 agosto, hanno effettuato una visita alla Casa circondariale “Antonio Lorusso” Pagliarelli di Palermo.
I dati ufficiali del Ministero della Giustizia restituiscono un quadro già molto pesante. Al 23 agosto al Pagliarelli risultavano presenti 1.489 detenuti a fronte di 1.166 posti regolamentari, 69 dei quali non disponibili.
“Ma quello che ci preoccupa ancora di più è che quanto abbiamo constatato non abbia affatto l’aspetto di una situazione temporanea e che possa, al contrario, ulteriormente aggravarsi. Anche l’andamento delle presenze degli ultimi mesi indica una crescita: erano 1.398 alla fine di maggio, 1.428 alla fine di giugno e sono diventate 1.489 il 23 agosto. Non possiamo aspettare che una condizione già oggi gravissima diventi ancora peggiore”.
Gli standard indicati dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura prevedono per le celle condivise almeno quattro metri quadrati di spazio vitale per ciascuna persona detenuta, escludendo dal calcolo i servizi igienici.
“Per questo chiediamo al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria di intervenire immediatamente sulle celle che oggi ospitano tre persone e di ricondurre senza ulteriori ritardi le condizioni di detenzione a standard compatibili con la dignità umana. E chiediamo che si intervenga sul sovraffollamento complessivo del Pagliarelli prima che l’ulteriore aumento delle presenze renda la situazione ancora più grave.
La privazione della libertà, condizione aggravata dalla privazione della dignità, in questo modo tradisce l’art. 27 della Costituzione: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
